They Live – Essi Vivono (1988)

Essi vivono locandina

Titolo originaleEssi vivono
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita1988
Durata: 93′
RegiaJohn Carpenter
SceneggiaturaJohn Carpenter 
MusicheJohn Carpenter, Alan Howarth
InterpretiRoddy Piper, Keith David, Meg Foster, Peter Jason, Raymond St. Jacques, George Flower
They Live (1988) on IMDb

Essi Vivono Roddy Piper
“Raccomandate l’anima al vostro creatore, sono venuto ad annientarvi. Anche perché ne ho le palle piene!”

In una Los Angeles più cupa e inquietante del solito ha luogo la parabola dell’antieroe Nada, che si trasferisce nella città degli angeli alla disperata ricerca di un lavoro.
Da signor nessuno, come il suo nome suggerisce, si ritroverà a scoprire una cospirazione estesa a livello mondiale e a cercare di liberare da essa l’intera umanità.

Questa visionaria e distopica opera di John Carpenter ha le radici nella contraddittoria situazione sociale negli USA della seconda metà degli anni ’80: da una parte il ceto medio-alto, che viveva una stagione di abbondanza e consumismo sfrenato, dall’altra il ceto basso, fiaccato da un alto tasso di disoccupazione e con le possibilità di migliorare la qualità della vita ridotte al minimo.

Nel ruolo del protagonista Nada viene scelto il grandissimo wrestler “Rowdy” Roddy Piper, perfetto nel ruolo di un disoccupato senza tetto e apparentemente senza famiglia.
Piper incarna perfettamente le caratteristiche del tipico duro anni ’80: fisico imponente, battuta impertinente sempre in canna e spiccata propensione all’uso delle maniere forti.
Non stupisce che Carpenter scelga proprio un personaggio della fascia più sfortunata per muovere la sua più grande critica politica al consumismo e al capitalismo in generale.
Essi vivono si apre con Nada che si trasferisce da Denver a Los Angeles per cercare un lavoro. Nonostante la sua condizione disagiata, il suo approccio alla vita è ancora positivo e ottimista. Crede nell’America e sente che l’occasione giusta prima o poi arriverà.
Riesce a trovare un lavoro come operaio in un cantiere edile, dove fa la conoscenza dell’afroamericano Frank Armitage, tramite il quale riesce a trovare alloggio in una baraccopoli.
Frank, al contrario di Nada, è disilluso e pieno di rancore verso il sistema e chi ne tira le fila. La fabbrica per cui lavorava a Detroit ha chiuso, è costretto a un lavoro massacrante per mantenere la famiglia che non vede da mesi.
Nella chiesa della baraccopoli rinviene una scatola piena di occhiali. Indossandoli ha una terribile rivelazione: l’intera città è tappezzata di scritte subliminali sui muri, che spingono al consumismo, all’uniformazione e al servilismo. Non è tutto: molte persone, apparentemente normali ad occhio nudo, si rivelano esseri non umani con teste di zombie.
Nada comincerà così la sua rozza lotta contro gli invasori dell’altro mondo, a colpi di fucile e sberleffi.

Essi vivono John Carpenter
“Gli abbiamo ceduto il nostro pianeta e loro ci trattano come polli d’allevamento, ma se ci dimostriamo docili ci lasceranno in pace e potremo assaporare anche noi le comodità e il benessere, in fondo le vuole ogni uomo, no?”

Al di là degli angoscianti risvolti complottistici di Essi vivono, a colpire è soprattutto la critica, ancora attualissima a distanza di più di 25 anni, che John Carpenter rivolge a una società americana sempre più schiava del superfluo e del futile, a scapito degli affetti e della virtù. Nada che indossa gli occhiali e scopre la realtà che lo circonda non è solo uno strumento narrativo usato per portare avanti la storia, ma è anche e soprattutto la metafora di un’umanità che dovrebbe guardare con altri occhi quello che sta facendo e la direzione che sta prendendo, cercando di ribellarsi al sistema.
La ribellione di Nada non è certo morbida: crivella di colpi orde di alieni, rapisce una donna per usare la sua abitazione come rifugio e non esita ad usare lo scontro fisico per convincere il suo amico ad indossare gli occhiali per rendersi conto di quello che sta succedendo, nello splendido combattimento a due lungo più di 6 minuti in cui Piper sfoggia il meglio della sua tecnica di wrestler professionista.
Davvero notevole è anche il ribaltamento dei ruoli dei due protagonisti. Nada passa dal credere nel sistema al combatterlo in prima linea, Armitage invece passa da una posizione antigovernativa all’aggrapparsi a quel poco che il sistema gli ha dato, per poi cedere agli “argomenti molto convincenti” del personaggio interpretato da Piper, cercando di salvare il genere umano insieme a lui.
Stupefacente inoltre che una pellicola con un messaggio di fondo tanto forte e dirompente non scada mai in sentimentalismi, intrattenendo lo spettatore con scene d’azione ottimamente realizzate e anche con qualche momento notevolmente comico.
L’irresistibile finale, vero e ironico, proietta definitivamente il film allo status di cult da recuperare e rivalutare, insieme alla maggior parte delle opere di quel genio assoluto di nome John Carpenter.

Essi Vivono teoria del complotto
“Loro vivono, noi dormiamo.”

Curiosità

Roddy Piper rifiutò di togliersi la fede nuziale durante le riprese, per questo in alcune scene lo si vede con l’anello al dito.

John Carpenter girò questo film a un anno di distanza dal precedente Il Signore del male. Incredibilmente riuscì a girare i due film utilizzando il budget che gli era stato concesso per il primo, circa 6 milioni di dollari.

La Obey Clothing di Shepard Fairey ha tratto chiaramente spunto da alcuni dei cartelli presenti nel film.

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