Dog Day Afternoon – Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975)

Quel pomeriggio

Titolo originaleDog Day Afternoon
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita1975
Durata: 124′
RegiaSidney Lumet
Sceneggiatura: Frank Pierson
InterpretiAl Pacino, John Cazale, Charles Durning, James Broderick, Penelope Allen, Lance Henriksen, Chris Sarandon, Carol Kane
Dog Day Afternoon (1975) on IMDb
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“Baciami! Quando mi si fotte voglio essere baciato sulla bocca!”

Un Heist movie, un film su una storia d’amore omosessuale, su un’amicizia, sui reduci del Vietnam, sulla disperazione e sulla voglia di protagonismo nella società del tempo. Tutte queste definizioni sono calzanti per il film, perché incredibilmente una leggenda del Cinema di nome Sidney Lumet è riuscito a mettere tutti questi temi in Dog Day Afternoon, fonte d’ispirazione mai raggiunta per decine di altri film.
La storia prende spunto da una vera rapina avvenuta in una banca di New York in un torrido giorno di agosto nel 1972 e da come i due rapinatori tennero in ostaggio i dipendenti.

Il protagonista Sonny Wortzkik viene interpretato e consegnato per sempre alla storia da un incommentabile Al Pacino, autore di una delle tre interpretazioni migliori della sua leggendaria carriera.

Nella parte della spalla Salvatore “Sal” Naturile c’è invece l’immenso e compianto John Cazale, morto prematuramente di cancro a soli 42 anni, dopo aver recitato in soli quattro altri film oltre a questo, tutti candidati all’Oscar come migliore film: Il Padrino, Il Padrino parte II, La Conversazione e Il Cacciatore (in cui recitò sapendo che gli erano rimaste poche settimane di vita).
Da segnalare inoltre nel ruolo di Leon, il compagno di Sonny, la performance di Chris Sarandon, ex-marito di Susan e futura voce di Jack Skeletron in Nightmare Before Christhmas.
Quel pomeriggio di un giorno da cani fu uno dei primi film con uno dei protagonisti dichiaratamente omosessuale. La storia d’amore fra Sonny e Leon non è però trattata né con superficialità né utilizzando stereotipi. È una storia vera, fatta di sentimenti veri di due persone che si amano ma non riescono a stare insieme: sposato con figli Sonny, con gravi problemi psichiatrici Leon. Un aspetto da sottolineare è la critica che Lumet muove al mondo dei mass media e a come essi raccontano le storie: le vicende all’interno della banca diventano ben presto uno show di massa e le azioni di Sonny vengono evidenziate e sottolineate al punto di farlo diventare un eroe. Non si parla più della rapina alla banca, ma dell’uomo che sta facendo la rapina. Sonny si trova perfettamente a suo agio nei panni dell’insolito protagonista, arringando la folla accorsa sul posto nelle celebri scene dell’urlo “Attica, Attica!” e del lancio dei soldi. La critica ai mass media da parte del regista sarà poi portata all’estremo dal suo successivo film Quinto Potere.
Molto toccante è anche il rapporto dei due rapinatori con gli ostaggi della banca. Sonny si assicura continuamente che tutti stiano bene e racconta ad alcuni di loro aneddoti della sua esperienza in Vietnam, Sal sorveglia la situazione e disquisisce con gli impiegati su temi come la moralità, la religione e la salute.
In ogni istante è chiaro allo spettatore che i due protagonisti non sono mostri spietati, ma uomini in una situazione drammatica in una vicenda più grande di loro.
Le interpretazioni degli attori furono così genuine anche grazie al lavoro spossante a cui il regista li sottopose: gran parte delle scene principali sono improvvisazioni, fra cui la telefonata di Sonny e Leon. Il regista fece immediatamente ripetere a Pacino la sua parte di dialogo anche se la prima prova era stata ottima: questa scelta ebbe l’effetto di portare veramente l’attore sull’orlo dello sfinimento, rendendo davvero sublime il risultato finale.Quel_pomeriggio_di_un_giorno_da_cani_(1975)3
“A mia madre io chiedo perdono: per te non hanno senso le cose che ho fatto e detto, ma devi capirlo, sono diverso.”

Il film fece subito presa su critica e pubblico, la prestazione allucinata e disperata di Al Pacino ebbe apprezzamenti ovunque. Si cominciò a parlare di scontata pioggia di Oscar per film e protagonisti, che invece subirono un grandissimo colpo di sfortuna: pochi mesi dopo uscì il capolavoro di Milos Forman Qualcuno volò sul nido del cuculo, che fece razzia di tutti i premi principali, compreso quello come migliore attore protagonista, andato a Jack Nicholson. Per la pellicola di Lumet rimasero le briciole: solo il premio per la migliore sceneggiatura originale.

Al Pacino, già scippato di almeno un Oscar per le prime due parti della saga de Il Padrino, si incazzò come un caimano, al punto che a distanza di molti anni ritiene ancora sopravvalutata l’interpretazione di Jack Nicholson, nonostante sia considerata quasi unanimemente una delle migliori prestazioni di sempre. Per capire la portata di quell’annata cinematografica è opportuno sottolineare che Barry Lyndon e Lo Squalo vinsero solo premi tecnici, mentre Amarcord rimase clamorosamente a bocca asciutta.

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Curiosità

Il protagonista reale della vicenda, John Wojtowicz, guardò Il Padrino il giorno della rapina per trarre ispirazione: Al Pacino e John Cazale sono fra i protagonisti della pellicola.

Il personaggio di John Cazale nel film dice che non fuma perché non vuole prendersi il cancro. Lo stesso attore morirà di cancro 3 anni dopo.

Durante le riprese Al Pacino dormì volutamente solo 2-3 ore per notte, sottoponendosi spesso a docce ghiacciate durante la giornata. Tutto questo per accentuare l’apparenza esausta e stralunata del suo personaggio.

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