La grande illusion – La grande illusione (1937)

La grande illusione di Jean Renoir

Titolo originale: La grande Illusion
Paese di ProduzioneFrancia
Anno di uscita1937
Durata114′
RegiaJean Renoir
Sceneggiatura: Jean Renoir, Charles Spaak
Musiche: Joseph Kosma
InterpretiJean Gabin, Dita Parlo, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim, Marcel Dalio
The Grand Illusion (1937) on IMDb

La grande illusione di Jean Renoir
Per caso, il giorno in cui i nazisti entrarono a Vienna, nelle sale distribuivano il mio film. Senza perdere un istante, la Polizia lo proibì e si interruppero immediatamente le proiezioni. È una storia che mi riempie d’orgoglio.”
Jean Renoir, regista del film

Basato sulle reali esperienze viste e sentite dal regista durante la Prima Guerra Mondiale, La grande illusione non è soltanto uno dei primi film sul pacifismo mai girati, ma anche una delle prime pellicole che porta tale messaggio senza cercare di sconvolgere lo spettatore con immagini belliche (pur essendo un film sulla guerra non vedremo una sola scena di battaglia), ma mettendo in rilievo dal suo interno l’insensatezza di qualsiasi conflitto militare.
Il regime fascista italiano intervenne pesantemente sulla giuria del Festival di Venezia del 1937 per impedire che gli venisse assegnata la vittoria. Goebbels definì Renoir il nemico pubblico cinematografico numero 1, il film fu proibito in Italia, Germania e Belgio, probabilmente perché venne giudicato pericoloso dai capi di questi paesi per il fortissimo messaggio antidiscriminatorio e per la messa in discussione di molti dei principi patriottici su cui facevano leva i governi dell’epoca.
A conferma della totale imparzialità della pellicola, La grande illusione durante la Seconda Guerra Mondiale venne censurato anche nella stessa Francia, perché offriva una visione troppo benevola del nemico.


La grande illusione di Jean Renoir
«A me sembra tutto uguale, qui.»
«Eh, che cosa vuoi… Le frontiere non si vedono mica. Sono un’invenzione dell’uomo: la natura se ne fotte!»

Durante la Prima Guerra Mondiale, dopo che il loro aereo è stato abbattuto in battaglia, gli ufficiali Boëldieu e Maréchal vengono fatti prigionieri e spostati nel campo di Hallbach. Sono due persone di diversa estrazione sociale: popolano Maréchal (interpretato da Jean Gabin) e aristocratico Boëldieu, impersonato da Pierre Fresnay.

Nel campo di prigionia incontrano altre persone che stanno cercando di fuggire scavando un tunnel, fra cui l’ebreo Rosenthal, che condivide con il resto del gruppo i viveri che gli vengono inviati dalla famiglia. Fra i prigionieri nasce una sincera amicizia, mentre le loro differenti visioni della vita emergono in diversi brillanti dialoghi che fanno da intermezzo a vari tentativi di fuga.
Verranno poi spostati in una fortezza di massima sicurezza, diretta dallo stesso ufficiale tedesco von Rauffenstein (Erich von Stroheim) che li aveva colpiti all’inizio della vicenda. Nonostante le diverse nazionalità e i loro ruoli opposti, fra il tedesco e Maréchal nasce una profonda e sincera amicizia, fortificata dall’appartenenza alla stessa classe sociale.

La grande illusione di Jean Renoir

Uno dei principi fondamentali della pellicola consiste nel fatto che le persone tendono a dividersi e unirsi in modo orizzontale invece che verticale, cioè per affinità e gruppi sociali e non per nazionalità o schieramenti bellici. La guerra nasce per spezzare delle divisioni artificiali create dagli uomini, per cui è solo uno spreco di risorse, di tempo e di vite. I veri legami nascono prima di qualsiasi conflitto bellico e lo superano. Questo messaggio è esplicitato sia dalle amicizie fra von Rauffenstein e Maréchal e fra Boëldieu e una donna tedesca, ma soprattutto dalla splendida scena in cui i prigionieri in un grande momento di patriottismo cantano insieme la Marsigliese per festeggiare una vittoria della Francia in battaglia. Il successo sarà poi vanificato il giorno dopo, riducendo quello che è avvenuto a una totale dilapidazione di vite umane. Capolavoro assoluto del cinema antimilitarista, La grande illusione è un film fondamentale e imperdibile per tutti i cinefili, che nonostante i quasi 80 anni di età continua ancora a stupire per la portata e l’efficacia del suo messaggio e a commuovere con alcune scene indimenticabili, come quella del fiore colto dal personaggio interpretato da Erich von Stroheim, simbolo delle virtù e dei sentimenti che timidamente riescono a filtrare anche in un ambiente fatto di uomini che si dedicano alla più disumana delle follie, ovvero la guerra contro i propri fratelli.

Non ci sono né francesi né tedeschi, né borghesi né proletari, solo uomini in lotta per vivere una vita serena e pacifica.

“La grande illusione consiste quindi nel credere che questa guerra sia l’ultima.”
Francois Truffaut

Curiosità

L’uniforme indossata da Jean Gabin fu indossata realmente da Jean Renoir durante la prima guerra mondiale.

Secondo Woody Allen, La grande illusione è uno dei 10 migliori film mai realizzati.

Il presidente degli Stati Uniti Roosevelt vide il film in una proiezione privata alla Casa Bianca e ne raccomandò la visione a tutto il popolo americano.

La bambina che interpretò Lotte non vide mai il film, perché morì di influenza poche settimane prima dell’uscita in sala.

Fu la prima pellicola in lingua straniera a essere nominata all’Oscar come migliore film.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.