The Bridge – Il ponte dei suicidi (2006)

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Titolo originale: The Bridge
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita: 2006
Durata93′
RegiaEric Steel
Sceneggiatura: Tad Friend
Musiche: Alex Heffes

The Bridge (2006) on IMDb

 

 

 

 

Documentario che corre sul sottile filo fra morale e immorale, lontano dall’essere perfetto sia nella tecnica di montaggio che nella conduzione del racconto, ma in grado tuttavia di generare innegabilmente allo stesso tempo ansia e interesse nello spettatore.

Per circa un anno, il 2004, il regista ha ripreso quasi ininterrottamente, con diverse telecamere e da più angolazioni il Golden Gate, documentando così 23 dei 24 suicidi avvenuti in questo lasso di tempo.
Per mettere in guardia le persone più sensibili mi sembra giusto sottolineare, se non fosse già chiaro, che il documentario mostra immagini reali di persone vere che sono morte realmente, soffermandosi in particolare sugli ultimi istanti della loro vita, in cui stavano per compiere il loro tragico ultimo passo.

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“Posso dire che la prima volta che ho visto morire qualcuno è stato incredibilmente doloroso. Penso che questo film susciti sensibilità e penso che la fretta delle opinioni espresse sia da attribuire alla paura che suscita il film.”

Dal giorno della sua apertura, il 27 Maggio 1937, si stima che circa 1300 persone abbiano trovato volontariamente la morte gettandosi dal Golden Gate di San Francisco, più o meno una ogni due settimane.
Questi dati rendono il Golden Gate il luogo con la più alta frequenza di suicidi nel mondo.
Secondo molti ciò è dovuto al fatto che la barriera di protezione è troppo bassa e non riesce a impedire che le persone la scavalchino. Oltre a questa spiegazione ci devono essere però anche delle spiegazioni meno razionali e più basate sulle emozioni e sulle sensazioni che questo luogo trasmette a chi lo visita, ma il regista purtroppo non ci si sofferma molto.
Eric Steel alterna gli ultimi momenti delle persone che si sono suicidate con toccanti interviste ai loro amici e familiari, che descrivono le personalità dei loro cari e le motivazioni che li hanno probabilmente portati al tragico gesto. E’ presente anche la testimonianza di una persona che si è miracolosamente salvata, riportando gravi fratture e passando diverse ore in coma.
Per stemperare l’angoscia ogni tanto il regista inserisce delle immagini spettacolari e ben riuscite del ponte e della flora e fauna che lo circondano.
Quella che emerge dalle interviste ai parenti è una generale impressione di inevitabilità del gesto, come se le persone coinvolte fossero in qualche modo destinate a fare quella fine.
Rimane però la sensazione che questa più che la realtà dei fatti sia il modo in cui le persone rimaste hanno cercato di giustificare la morte dei loro cari. Non deve essere stato facile per il regista toccare certe profonde ferite nell’animo di persone coinvolte in una situazione così brutta, ma forse si poteva fare di più per quanto riguarda l’analisi psicologica dei suicidi e soprattutto per cercare di capire perché il Golden Gate ha una attrattiva così particolare verso le persone che compiono questo tragico gesto.

The Bridge rimane un’interessante, insolita e molto cruda testimonianza di uno dei lati più oscuri della psicologia umana, il male di vivere che ancora non siamo riusciti a sconfiggere.

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“Perchè scelse il ponte? Non lo so. Forse l’unica cosa che scaccia il dolore è il dolore. Forse voleva provare a volare.”

Curiosità

Il regista intervistò i familiari delle vittime senza dire loro che aveva delle registrazioni degli ultimi istanti della vita dei loro cari. Affermò comunque che furono tutti contenti di avere partecipato anche quando scoprirono la verità.

La motivazione che Eric Steel diede per ottenere il permesso per riprendere il Golden Gate per tutto il tempo necessario al documentario fu “per catturare la potente e spettacolare intersezione fra monumento e natura che avviene ogni giorno sul Golden Gate Bridge”.

Il film costò in tutto circa 25.000 Dollari.

Ogni volta che il regista e il suo staff avevano il sentore che stesse per avvenire un salto dal ponte avvertivano tempestivamente le autorità. Così facendo durante le riprese hanno salvato la vita a 6 persone.

 

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