Brazil (1985)

Brazil

Titolo originale: Brazil
Paese di ProduzioneGran Bretagna
Anno di uscita1985
Durata: 132′
RegiaTerry Gilliam
Sceneggiatura: Terry Gilliam, Tom Stoppard, Charles McKeown
Musiche: Michael Kamen, Kate Bush, Ray Cooper
InterpretiJonathan Pryce, Kim Greist, Robert De Niro, Michael Palin, Katherine Helmond, Ian Holm, Bob Hoskins
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In una società distopica, irreggimentata da un governo totalitario e schiacciata dalla burocrazia ha luogo la splendida parabola di Sam Lowry, impiegato represso dal lavoro e dalla invadente madre, che sogna continuamente di abbandonare la sua grigia e noiosa realtà per viaggiare nel mondo della sua fantasia, in cui è un eroe alato che salva una bellissima donna da un terribile mostro e vive con lei una travolgente storia d’amore.
Brazil è il capolavoro di Terry Gilliam, la pellicola in cui il suo talento visionario raggiunge l’apice, immergendo lo spettatore in un mondo freddo e spietato molto somigliante a quello descritto decenni prima da Orwell in 1984.

Nel proseguimento della recensione si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film

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«Mi scusi, Dawson, mi può passare l’ufficio del signor Helpmann, per favore?»
«
Mi dispiace, signore, non posso. Deve fare tutta la trafila burocratica.»
«Sì, capisco. E scommetto che non può neanche dirmi qual è la trafila burocratica perché è un’informazione segreta.»
«Sono contento di vedere che il Ministero continua a reclutare solo i migliori e i più intelligenti.»

A causa di un bug informatico (in senso letterale, visto che viene causato da un insetto infilatosi nella stampante) viene arrestato e condannato a morte per terrorismo Archibald Buttle, al posto del vero ricercato, cioè Archibald Tuttle, personaggio minore ma fondamentale per il corso degli eventi, interpetato da Robert De Niro.
Il protagonista del film, l’impiegato del Ministero dell’Informazione Sam Lowry, impersonato da Jonathan Pryce, viene mandato a casa della vedova della vittima, dove vede di sfuggita la stessa ragazza che popola i suoi sogni, interpretata da Kim Greist.
Tornato nel suo appartamento Sam nota un guasto nel sistema d’aerazione. Chiama la sicurezza, che non può intervenire per motivi burocratici. Arriva però in suo soccorso Tuttle, che risolve il problema senza volere niente in cambio e soprattutto senza rispettare la burocrazia, motivo per cui viene visto come un sovversivo dal governo.
Sam accetta una delle promozioni che gli erano state offerte in passato, diventando dirigente del reparto recupero informazioni, cominciando così la ricerca della ragazza, spinto dalla passione ma in netto contrasto col governo.

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«Non voglio nessun dolce, non voglio promozioni, non voglio niente di niente!»
«
Ma certo che vuoi qualcosa! Avrai pure dei desideri, delle ambizioni, dei sogni nascosti!»
«No, non ne ho! Non ho nessun sogno!»

Un sinistro ammonimento su un futuro non troppo distante dal presente che stiamo vivendo, un inno alla voglia di continuare a sperare e a combattere nonostante le difficoltà, un toccante racconto di una storia d’amore impossibile, una irriverente critica ad una società ingiusta e contraddittoria, che cerca di semplificare la vita riuscendo solo a renderla più difficile.
Brazil è tutto questo contemporaneamente.

Il mondo di 1984 di Orwell è solo uno spunto iniziale, una comune inquietante società in cui avvengono due storie completamente diverse, che vogliono toccare differenti aspetti: molto più tetra e politica la storia di Orwell, molto più umano e intimo il racconto di Gilliam.
Quella di Brazil è una storia che non si dimentica, ma stiamo parlando di un film che non è nè semplice né tantomeno rassicurante, ma sempre in bilico fra dimensione onirica e realtà, che rappresenta in modo spietato non lasciando spiragli di speranza allo spettatore.

Proprio quando stiamo assaporando il gusto di un positivo e romantico lieto fine ci arriva infatti un tremendo pugno sullo stomaco: Tuttle e gli altri ribelli irrompono nell’enorme sala cilindrica in cui era stato rinchiuso Sam, uccidono diversi soldati e lo liberano, mettendolo in condizione di raggiungere Jill e fuggire insieme a lei verso una nuova e migliore esistenza.
In pochi secondi però capiamo che il perfetto quadretto che stavamo vedendo è stato solo un ultimo disperato tentativo di Sam di abbandonarsi al sogno per fuggire dalla realtà.
Sam ora è in stato catatonico, il suo corpo è imprigionato dai terribili macchinari del governo, ma il suo volto è sorridente perché la sua mente sta volando libera nel suo mondo di fantasia, in cui si è ricongiunto con l‘amata sulle note di Aquarela do Brasil.

Il governo ha conquistato il suo corpo, ma non è riuscito ad avere la sua anima.

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«Ce lo siamo fatti sfuggire, Jack.»
«Credo che lei abbia ragione, signor Helpmann. Se n’è andato.»

Curiosità

In origine il film avrebbe dovuto intitolarsi 1984 & ½, in modo da omaggiare sia il libro di Orwell sia di Fellini. Gilliam cambiò idea a causa dell’uscita l’anno prima del film Nineteen Eighty-Four, contro il quale non volle rischiare una causa legale.

Brazil era il film preferito del compianto River Phoenix, che girò anche l’incompiuto Dark Blood insieme a Jonathan Pryce. Proprio quest’ultimo organizzò un incontro fra il ragazzo e il suo idolo Terry Gilliam, che sarebbe dovuto avvenire proprio il giorno in cui River Phoenix morì.

Robert De Niro voleva interpretare il ruolo di Jack Lint, che però Gilliam aveva già promesso al suo amico Michael Palin. De Niro volle comunque partecipare al film, così fu scritturato per il ruolo di Tuttle.

3 pensieri su “Brazil (1985)

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