Vertigo – La donna che visse due volte (1958)

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Titolo originale: Vertigo
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita1958
Durata: 128′
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura: Alec Coppel, Samuel A. Taylor
MusicheBernard Herrman
InterpretiJames Stewart, Kim Novak, Tom Helmore, Barbara Bel Geddes, Raymond Bailey, Henry Jones
Vertigo (1958) on IMDb

 

 

 

Da molti considerato il capolavoro assoluto della carriera di un regista leggendario come Alfred Hitchcock, Vertigo è anche una delle sue pellicole più sperimentali, con tecniche di regia e di fotografia originali e all’avanguardia, ma soprattutto uno dei suoi film più cupi e pessimisti.
Secondo un sondaggio compiuto dalla rivista cinematografica Sight & Sound, di proprietà del British Film Instistute, nel 2012 è risultato essere il miglior film della storia del cinema, battendo per la prima volta in 50 anni Quarto Potere di Orson Welles.

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«Perché mi segue?»
«Perché sono responsabile di lei, ormai. I cinesi dicono che dopo aver salvato la vita di una persona, uno si impegna a proteggere quella persona per sempre.»

John “Scottie” Ferguson, interpretato da James Stewart, è un ex poliziotto che soffre di vertigini, ritiratosi dopo aver visto morire precipitando nel vuoto un collega che stava cercando di salvarlo.
Un suo vecchio amico, imprenditore che si occupa di cantieri navali, gli propone il compito di sorvegliare la moglie Madeleine(interpretata da Kim Novak), che si comporta in modo strano a causa del fatto che crede di essere la reincarnazione della sua bisnonna, morta a 26 anni, cioè la sua attuale età.
Sulle prime Scottie rifiuta, poi vede la donna in un ristorante e decide di accettare l’incarico, rapito dalla sua bellezza.
Comincia a pedinarla innamorandosi subito di lei e facendosi coinvolgere nelle sue misteriose abitudini.

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Qui io devo essere nata e qui devo essere morta. È stato solo un attimo, per la pianta, e non se n’è neanche accorta.”

Vertigo è la pellicola di Hitchcock in cui è più evidente l’opinione che il regista aveva sulla differenza fra colpo di scena e suspense. Il regista impose la sua volontà di anticipare la rivelazione dello snodo principale della vicenda, che invece nel libro era posta alla fine. L’intento di Hitchcock, peraltro riuscitissimo, era quello di non sconvolgere lo spettatore nel finale, ma di tenerlo col fiato sospeso per buona parte del film, perché consapevole di quello che sarebbe potuto succedere da un momento all’altro.

Il film non ebbe grande successo al momento dell’uscita. Il pubblico ritenne James Stewart inadatto al film perché troppo vecchio, ben 25 anni più di Kim Novak, giudicando di conseguenza poco realistico il rapporto creatosi fra i due protagonisti.
Hitchcock non lavorò mai più con Stewart, che fino ad allora era stato uno dei suoi più fidati collaboratori.
Fortunatamente però il film cominciò negli anni a essere recuperato e rivalutato, guadagnandosi lo status di vero e proprio cult, come spesso succede per le opere troppo avanti rispetto al tempo della loro uscita.

Vertigo non è solo un riuscitissimo thriller, ma una vera e propria pellicola d’autore, piena di simbolismo e con soluzioni registiche ancora oggi esemplari e studiate nelle scuole di Cinema.
Impossibile non citare ad esempio la contrapposizione perfetta tra zoom indietro e carrellata in avanti con cui Hitchcock rende l’effetto delle vertigini, oppure la scena in cui Madeleine cade nell’acqua della baia sotto il Golden Gate.

Il tema del doppio accompagna tutto il film: Madeleine è il doppio della bisnonna Carlotta ed è anche doppio di Judy, il tutto continuamente sottolineato da inquadrature di specchi.
Molti eventi del film si ripetono due volte, rendendo così l’idea di una generale circolarità degli eventi, esplicitata dal continuo uso del simbolo della spirale nei titoli di testa, nei tronchi degli alberi, nelle scale a chiocciola e perfino nei capelli di Madeleine.
Splendido l’uso che il regista fa di diversi colori nei sogni di Scottie, per dare il senso della sua ossessione, ma soprattutto quello che fa col verde in contrasto ad altri colori in presenza di Madeleine/Judy, ulteriore elemento che contribuisce all’atmosfera misteriosa del film.
Un’ultima beffarda vertigine chiude il film, chiudendo in maniera ironica e spietata il cerchio di una vicenda che a distanza di decenni mantiene ancora inalterato il suo fascino.

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Curiosità

Vertigo, insieme ad altri 4 film di Hitchcock, rimase indisponibile sul mercato per diversi anni, perché il regista ne riacquistò i diritti lasciandoli in eredità alla figlia.
Vennero resi nuovamente disponibili sul mercato e nei teatri solo nel 1984, dopo la sua morte.
Gli altri film erano L’uomo che sapeva troppo, La finestra sul cortile, Nodo alla gola e La congiura degli innocenti.

Nel ruolo della protagonista Hitchcock voleva Vera Miles, che però abbandonò il progetto perché rimase incinta. Il regista a malincuore ripiegò su Kim Novak, di cui aveva scarsa considerazione e che riteneva inadatta al ruolo.

Hitchcock nel film si ritaglia il suo classico cameo, nella parte di un passante che cammina davanti ai cantieri di Gavin Elster.

2 pensieri su “Vertigo – La donna che visse due volte (1958)

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