Seven mummies – 7 mummies (2006)

7 mummies

Titolo originale: Seven mummies
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita: 2006
Durata: 76′
RegiaNick Quested
Sceneggiatura: Thadd Turner
MusicheJames Intveld, Michael Turner
Interpreti: Matt Schulze, Cerina Vincent, Billy Wirth, Billy Drago, Andrew Bryniarski, Danny Trejo, Martin Kove
Seven Mummies (2006) on IMDb

 

 

 

Le basi per un film dignitoso, o almeno per un filmbrutto godibile, c’erano tutte: Ambientazione western, una storia con elementi horror, mummie e soprattutto il grandissimo Danny Trejo.
Purtroppo tutte queste componenti, unite fra l’altro a un budget più che dignitoso, che stando a IMDb era di circa 5 milioni di dollari, sono sfociate in un’autentica catastrofe cinematografica, capace di sfibrare anche l’animo di persone abituate all’autopunizione.

7 Mummies

“Non voglio morire! Vaffanculo!”

Il prologo del film ci mostra l’uccisione nel deserto di due uomini che trasportavano una bara piena di monete d’oro da parte di un misterioso uomo a cavallo che lascia a terra un misterioso medaglione. Non capiremo mai il senso di questa scena.
Secoli dopo, un pulmino in viaggio nella stessa zona ha un incidente. I criminali al suo interno si liberano, uccidono una guardia e ne rapiscono un’altra.
Cercando il confine si imbattono (guarda caso) nel medaglione, poi in un misterioso indiano, interpretato da Danny Trejo, che vedendo il gioiello comincia a raccontare al gruppo un’antica leggenda di una città costrutita sopra un tesoro, fornendo due articolate indicazioni stradali: il confine è di là, l’oro dalla parte opposta.
Purtroppo l’apparizione dell’interprete di Machete, che ravviva subito il nostro interesse, è destinata a svanire dopo un paio di minuti, lasciando spazio al tedio. Danny Trejo, molto carismatico ma con doti recitative modeste, è per distacco il migliore attore della pellicola, in mezzo a uno schieramento di figuranti e di ragazze immagine la cui carriera è praticamente cominciata e finita con questo film.
I nostri cerebrolesi, ingolositi dalla possibilità di diventare ricchi, optano per la ricerca del tesoro e vagando completamente a caso arrivano in un villaggio western.
Il luogo e i suoi abitanti avrebbero spaventato anche Clint Eastwood, ma decidono di rimanere.
Dopo un bel mix di tette rifatte e ingroppate fra i nostri criminali e le autoctone, la parte migliore del film, arriva lo sfacelo.

In una svolta narrativa che in realtà è un patetico tentativo di copiare Dal tramonto all’alba, le abitanti del villaggio si trasformano in mostri assetati di sangue e cominciano a dare la caccia ai protagonisti. A questo punto la consequenzialità fra una scena e l’altra e i rapporti causa-effetto, concetti già molto deboli nella parte precedente del film, vanno definitivamente a mignotte, lasciando lo spettatore alla vana ricerca di un senso a quello che accade sullo schermo.
Tutto ciò potrebbe anche essere tollerato, in fondo cominciando un film come questo non si cerca una sceneggiatura a prova di bomba, ma quello che distrugge il film è tutto il resto.
Tutti i personaggi principali e secondari sono stereotipati allo stesso modo, senza un minimo di approfondimento psicologico o caratterizzazione. L’intera pellicola è accompagnata da una totale mancanza di ritmo, anche nelle scene splatter, affiancata da un’alternanza di colonna sonora fra hip-hop ed heavy metal che riesce nel difficile intento di essere inappropriata in qualsiasi situazione.

L’unico sussulto della pellicola è vicino al finale: le mummie del titolo escono finalmente dalle bare e cominciano ad attaccare gli altri personaggi a colpi di Kung Fu, con un effetto tragicomico che farà risvegliare e strappare qualche risata ai pochi spettatori superstiti alla noia generale, ma è davvero poco per un film di poco meno di 80 minuti, che vi sembreranno 4 ore.

In conclusione mi sembra giusto segnalare che il film attualmente è giustamente nella IMDb bottom 100 e che gli sfortunati possessori del DVD, fra cui il sottoscritto, potranno trovare negli extra un documentario di più di 20 minuti(!) sul making of, ancora più noioso del film.

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