Trust (2010)

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Titolo originaleTrust
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita2010
Durata: 106′
RegiaDavid Schwimmer
Sceneggiatura: David Schwimmer
MusicheNathan Larson
InterpretiClive Owen, Catherine Keener, Liana Liberato, Chris Henry Coffey, Jason Clarke, Viola Davis
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Trust (2010)

Durissimo film su una delle forme di delinquenza più oscura e recente, l’adescamento dei minorenni tramite internet, diretto con grande tatto e in maniera inaspettatamente sobria da David Schwimmer, che i più ricorderanno per il ruolo di Ross in Friends.
Il prestigioso cast è completato dalla presenza di Clive Owen e Catherine Keener nei ruoli dei genitori e della promettente Liana Liberato nella parte della protagonista Annie.
Il direttore della fotografia è Andrzej Sekuła, che ha ricoperto precedentemente lo stesso ruolo in film molto celebri, fra cui Le iene, Pulp Fiction e American Psycho.

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Annie è una ragazza di 14 anni che vive una vita tranquilla e serena insieme alla famiglia.
Comincia un rapporto virtuale tramite chat con un certo Charlie, che dice prima di avere 16 anni, poi 20 e infine 25. Dopo diverse settimane e molta insistenza, il ragazzo riesce a conquistare la sua fiducia e a convincerla a incontrarsi.
Si danno appuntamento in un centro commerciale, in cui la ragazza scopre che Charlie in realtà di anni ne ha 35. Annie in un primo momento è delusa e arrabbiata, ma si lascia convincere dal maniaco a rimanere, ormai succube dell’infatuazione virtuale scaturita per lui. Quello che accadrà dopo segnerà per sempre la sua vita e quella della famiglia.

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“Quando hai visto che non aveva sedici anni perché non mi hai chiamato? Hai violato la regola numero uno!”

A differenza di quello che ci si potrebbe aspettare e di quanto avviene ad esempio in una pellicola con un incipit molto simile, Hard Candy, il cuore del film non è costituito dall’approssimarsi del tragico incontro fra Annie e il pedofilo e da quanto avviene in esso, ma dalle reazioni e dalle conseguenze che tale avvenimento genera in lei e in coloro che le stanno accanto, su tutti ovviamente i genitori.
Regista e attori sono molto bravi a rendere i differenti modi di reagire al dramma da parte di padre, madre e figlia.
La madre Lynn è quella che affronta la cosa nella maniera più razionale, cercando di gettarsi tutto alle spalle e ricostruire sulle macerie di quanto accaduto, fornendo alla figlia tutto l’aiuto e l’affetto per cercare di superare l’avvenuto.
La piccola Annie, anche se sotto shock per quanto è successo, reagisce arrabbiandosi con la compagna di classe che ha fatto venire fuori l’accaduto e con la famiglia che cerca il colpevole, sentendosi ferita dal maniaco più per la sua sparizione dopo l’incontro che per quello che ha fatto, ancora invaghita e convinta che lui sia sinceramente innamorato di lei.
Il padre Will sfoga tutta la rabbia per quanto avvenuto e per non essere riuscito a evitarlo in una ossessiva e improbabile ricerca del colpevole con ogni mezzo a sua disposizione, anteponendo la cieca voglia di vendetta al suo lavoro e soprattutto al sostegno che dovrebbe dare alla figlia in un momento così difficile.

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Grande merito di Trust è quello di seguire col giusto tatto e la perfetta misura un argomento tanto difficile da trattare come quello della pedofilia, senza mitigare gli eventi ma non eccedendo neanche nella retorica o in forzature che avrebbero danneggiato la riuscita della pellicola.
Una pecca di un film davvero ottimo sotto diversi aspetti è rappresentata invece dai personaggi secondari poco approfonditi e da alcuni avvenimenti di contorno ad essi legati, che appaiono inseriti nella vicenda un po’ forzatamente, aprendo alcune parentesi su eventi che poi non verranno più affrontati.
Nonostante questi peccati veniali Trust è un film di grande impatto emotivo e con un ottimo approfondimento psicologico dei personaggi principali, che riesce a fare riflettere e ad angosciare anche senza mostrare esplicitamente la violenza, in particolare nei riuscitissimi titoli di coda, che contribuiscono a rendere ancora più inquietante quanto visto in precedenza.

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