Taxi Driver (1976)

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Titolo originaleTaxi Driver
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita: 1976
Durata: 113′
RegiaMartin Scorsese
Sceneggiatura: Paul Schrader
MusicheBernard Herrman
InterpretiRobert De Niro, Jodie Foster, Harvey Keitel, Cybill Shepherd, Albert Brooks, Peter Boyle, Martin Scorsese
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“La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, dappertutto. Non c’è scampo: sono nato per essere solo.”

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In una New York tenebrosa come non mai ha luogo il percorso esistenziale del reduce dal Vietnam Travis Bickle, che si guadagna da vivere con uno dei pochi lavori che può conciliare con la sua insonnia, ovvero il tassista notturno.
A causa di ciò che ha passato, Travis vive un’esistenza alienata e isolata. Non ha amici, non ha una fidanzata, non ha hobby o interessi, se non quello di frequentare i cinema a luci rosse nei momenti di pausa dal lavoro.
La sua professione lo porta ad avere spesso a che fare con persone ai margini della società, come drogati, spacciatori, ladri o prostitute. Il profondo degrado morale di tutto ciò che vede lo disgusta, vuole cercare di migliorare le cose in qualche modo.
Decide quindi di cominciare a seguire la campagna elettorale per le presidenziali di Charles Palantine, che farà prendere una svolta inaspettata alla sua vita.
Nel proseguimento della recensione verranno rivelati passaggi fondamentali della trama, per cui se ne sconsiglia la lettura a coloro che non hanno ancora visto il film.

Taxi Driver

“Io ho sempre sentito il bisogno di avere uno scopo nella vita, non credo che uno possa dedicarsi solo a se stesso, al proprio benessere. Secondo me uno deve cercare di avvicinarsi alle altre persone.”

Il taxi per Travis è una sorta di pulpito da cui può osservare tutto ciò che gli sta intorno, il parabrezza lo protegge facendogli da filtro per la sua esplorazione della società.

Robert De Niro lavorò come tassista per diverse settimane per prepararsi meglio per la parte di Travis, facendo anche diversi studi sulla psicologia del personaggio.
Tutto ciò ha contribuito a rendere la sua interpretazione magistrale e indimenticabile.
Le sue espressioni, le sue movenze, i suoi gesti raccontano molto meglio di fiumi di parole quello che Travis ha vissuto, quello che pensa e quello che desidera. Taxi Driver è uno dei primi film a mostrare le conseguenze psichiche e sociali della guerra del Vietnam, peraltro senza parlarne mai diffusamente.

L’esistenza alienata e distaccata di Travis ha un sussulto quando comincia a frequentare Betsy, un’impiegata nello staff di Charles Palantine, interpretata da Cybill Shepherd.
Folgorato dalla sua bellezza le chiede insistentemente un appuntamento, che la ragazza incuriosita accetta.
L’inettitudine sociale di Travis però farà naufragare immediatamente la relazione: il tassista non riesce più a distinguere ciò che è socialmente accettabile da quello che non lo è, al punto che alla prima uscita decide di portare Betsy in uno dei cinema porno che frequenta solitamente, facendola infuriare. La scena successiva, in cui Travis cerca di rimediare a quello che ha fatto, è una delle più toccanti e la preferita in assoluto di Scorsese: la camera si muove lentamente di lato lungo il corridoio vicino a Travis, per mettere in risalto che quello che sta facendo è così patetico e doloroso che è preferibile non vederlo.

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«Ma perché dovrei tornare dai miei genitori? Quei due mi odiano. Perché credi che me ne sia andata io? Se ne fregano di me.»
«Ma tu non puoi continuare a vivere così. È un Inferno. Tu sei poco più di una bambina.»
«Ma lo sai cos’è la prostituzione?»
«È quello che sto dicendo. Ma tu sei una bambina, te ne devi stare a casa tua. Tu devi studiare, devi andare a scuola, devi avere un sacco di amici. Insomma, tutte queste cose.»
«Oh Signore, che scemo.»
«No, non sono scemo, sei tu qui la scema! Tu hai la segatura in testa. Ma credi di essere furba a metterti con quei paraculi, ruffiani, degenerati, che ti costringono a vendere la cosa? A venderti per 4 soldi, mh? Per un uomo da niente, quello del portone! Ah, io sono lo scemo?! Sei tu la scema, cara mia! Io non mi faccio fottere da un branco di criminali e di drogati come fai tu! A te pare d’essere dritta? Ma da dove vieni?»

A una prima parte di film più riflessiva fa seguito una seconda più ricca d’azione e violenza.
Travis è sempre più instabile. Il rifiuto da parte di Betsy ha fatto tornare a galla la sua misoginia e la sua rabbia repressa.
Tenta di fare una buona azione parlando a Iris, una baby prostituta(interpretata da Jodie Foster), per convincerla a scappare e a godersi la sua fanciullezza, ma lei non lo ascolta.
Esasperato dalla situazione, prende la decisione di comprare delle pistole ed esercitarsi per uccidere il senatore Charles Palantine.
Il tentativo di omicidio fallisce per pochissimo, viene scoperto giusto in tempo dalla sicurezza e riesce a fuggire.
Travis ritorna a cercare Iris nel luogo in cui si prostituisce e uccide il suo protettore (interpretato da Harvey Keitel) e tutte le persone che si stanno approfittando di lei. Cerca di uccidersi ma ha esaurito i colpi nella pistola.
Si accascia su un divano in mezzo a un lago di sangue, dove viene trovato dalla polizia, attirata dagli spari.

Gli ultimi minuti di film pongono una riflessione molto simile a quella lanciata da Arancia Meccanica pochi anni prima. Su tutti i giornali Travis viene esaltato come un eroe e i genitori di Iris lo ringraziano per aver salvato la ragazza, ma pochi minuti prima stava per macchiarsi di un omicidio a sangue freddo. Travis rifiuta un tentativo di riconciliazione da parte di Betsy e si rimette in marcia sul suo taxi. Dall’ultimo sguardo che lancia capiamo che il demone in lui è ancora presente e Travis è tuttora una bomba ad orologeria pronta ad esplodere.

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Taxi Driver più che un racconto è un viaggio all’interno di una mente fortemente destabilizzata, che va incontro inevitabilmente a situazioni sempre più sgradevoli.
Ha lanciato definitivamente la carriera di mostri sacri come Robert De Niro, Jodie Foster, Harvey Keitel e ovviamente del regista Martin Scorsese, per l’occasione anche attore.
Il film racimolò molti premi prestigiosi in tutto il mondo, come la Palma d’oro a Cannes per il regista e il Golden Globe come migliore attore drammatico a De Niro, ma venne clamorosamente snobbato agli Oscar del 1977, non portando a casa nessuna statuetta.

In un anno di grazia per il mondo del Cinema, con fra gli altri Taxi Driver, Tutti gli uomini del presidente, Quinto potere, Il Maratoneta e Rocky in corsa per aggiudicarsi i premi più ambiti, i giurati dell’Academy scelsero discutibilmente di assegnare il premio come migliore film e regia alla più rassicurante pellicola sul pugile di origine italiana.
Robert De Niro e Jodie Foster persero la statuetta in favore rispettivamente di Peter Finch e Beatrice Straight, interpreti del capolavoro di Lumet Quinto potere.
Scorsese e gli attori ebbero modo di rifarsi in seguito, ma rimane lo sconcerto per la scelta di non premiare un capolavoro indiscusso della storia del Cinema da parte dei giurati di uno dei premi più prestigiosi del settore.
Taxi Driver ha avuto comunque giustizia negli anni da parte di pubblico e critica, che ancora oggi lo considerano come una pietra miliare, che a ogni visione regala allo spettatore un viaggio sempre più profondo nella mente di Travis Bickle.

Curiosità

Jodie Foster all’epoca delle riprese aveva 12 anni, per le riprese più esplicite fu sostituita dalla sorella 19enne Connie.

Dopo aver firmato il contratto per il film per un compenso di 35.000 dollari, Robert De Niro vinse l’Oscar per la sua interpretazione in Il Padrino – Parte II. Le sue quotazioni salirono vertiginosamente, i produttori erano pessimisti sul fatto che De Niro accettasse la paga stabilita e la Columbia stava cercando una scusa per annullare un film su cui non era molto convinta. De Niro stupì tutti scegliendo di lavorare per la paga stabilita, permettendo così la realizzazione del film.

Dustin Hoffman rifiutò la parte di Travis Bickle.

La celeberrima scena in cui Travis parla allo specchio è una totale improvvisazione di De Niro, che si basò solamente sulla riga di copione “Travis parla da solo allo specchio”.

Le vicende del film si sono incrociate più volte in maniera sorprendente con la realtà: John Hinckley Jr. a seguito di ripetute visioni del film sviluppò una morbosa ossessione per Jodie Foster, al punto da trasferirsi in Connecticut, dove lei viveva, per starle vicino, cercando continuamente di avere un contatto con lei, ma senza successo. Per cercare di attirare la sua attenzione cominciò a pianificare l’assassinio di un personaggio politico, seguendo le campagne elettorali di Carter e Reagan e registrandosi negli alberghi col nome Travis Bickle. Il 30 Marzo 1981 tentò senza successo di uccidere il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. La notte degli Oscar venne rimandata al giorno dopo e vide premiato Robert De Niro come migliore attore per Toro Scatenato. Jodie Foster interpreterà poi Clarice Starling, un’agente FBI che avrà stretto contatto con dei maniaci ne Il silenzio degli innocenti. In Red Dragon, prequel di quest’ultimo, Harvey Keitel interpreterà il ruolo di quello che diventerà il mentore di Clarice.

 

3 pensieri su “Taxi Driver (1976)

  1. Sai perchè hai così sentimentalmente recensito Taxi Driver? Perchè sei il Trevis della PE 🙂 e quindi anche le più piccole sfumature non ti sono sfuggite. Il parabrezza che fa da filtro con il mondo esterno è una intuizione calzante per te che filtri attraverso l’ iPhone.
    Cazzo, questa rece da GL Rondi è proprio quella che mi sarebbe piaciuto scrivere!.
    Pensando al cast c’è da farsi venire la pelle d’oca, tra i rincalzi c’è Peter Boyle magistrale interprete del mostro ne’ Frankenstein Junior. H. Keitel l’ho rivisto l’altra sera ne’ I Duellanti: altra categoria!!
    In quell’epoca andavo al cinema 3 volte la settimana, ne valeva la pena; adesso non lo so. Hai citato Quinto Potere, lo sai che Peter Finch vinse l’Oscar postumo? Morì durante il tour di promozione della pellicola.

    Comunque sei proprio bravo!!!!

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