The Big Chill – Il Grande Freddo (1983)

grandefreddo

Titolo originaleThe big chill
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita1983
Durata: 103′
RegiaLawrence Kasdan
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, Barbara Benedek
Musiche: Meg Kasdan, Mike Deasy
InterpretiKevin Kline, Glenn Close, Tom Berenger, Jeff Goldblum, William Hurt, Mary Kay Place, Meg Tilly, Jobeth Williams
The Big Chill (1983) on IMDb

 

 

 

Non so quale sarà la cosa più importante che avrò fatto nella vita al raggiungimento dei miei 35 anni, se mai ci arriverò. Lawrence Kasdan a 35 anni aveva già sceneggiato L’impero colpisce ancora, Il Ritorno dello Jedi, I predatori dell’arca perduta, Chiamami Aquila e per non farsi mancare niente aveva diretto e sceneggiato Brivido Caldo e Il grande freddo. La sua carriera è proseguita con altri successi ed è ancora viva e vegeta, visto che è cosceneggiatore del film più atteso del 2015, Star Wars: The force awakens, per cui spero di poterlo ulteriormente esaltare.

Il grande freddo è il film di Kasdan più intimo e personale, un racconto corale sull’amicizia e sugli affetti, imitato ripetutamente negli anni successivi.

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“Il mondo è gelido là fuori: a volte credo di essere diventata anch’io un ghiacciolo.”

Sette amici si ritrovano a casa di due di loro per qualche giorno, per ricordare insieme l’altro amico Alex, morto suicida qualche giorno prima. Con loro rimane anche Chloe, la giovane compagna del defunto. Avevano frequentato il college insieme negli anni sessanta, vivendo in pieno gli anni della contestazione giovanile. Si ritrovano dopo diversi anni cambiati nell’aspetto, nelle idee e nei comportamenti.
La rimpatriata sarà un’occasione per ricordare i vecchi tempi e riflettere su chi sono diventati.

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“Io credo nella vecchia teoria che tutti fanno tutto con il fine di scopare.”

The big chill è un film che fa leva su alcuni temi che suscitano sempre forti emozioni, come l’amicizia, il ricordo delle avventure passate insieme e la nostalgia per i tempi andati. La gioia nel ritrovare i vecchi amici si mescola continuamente con l’amarezza per quello che è successo ad Alex e la malinconia per quello che erano ma oggi non possono più essere.
Il calore della loro amicizia è l’unico antidoto al grande freddo del mondo esterno, in cui si sentono tutti estranei e schiavi di una vita che non li soddisfa pienamente.

Questa miscela dolceamara non sarebbe stata possibile senza una sceneggiatura perfetta, fatta di dialoghi brillanti e molto toccanti, ma soprattutto senza un cast di attori tutti in stato di grazia, alcuni dei quali sarebbero poi diventati leggende di Hollywood.
Sarah e Harold, la coppia che ospita gli amici in casa e fa da collante a tutto il gruppo con saggezza e dolcezza, sono interpretati rispettivamente da Glenn Close e Kevin Kline.
Sam, attore televisivo rubacuori e fresco di divorzio, è interpretato da Tom Berenger.
Il personaggio più riuscito di tutti, quello del cinico e logorroico giornalista Michael, è portato su schermo da un sempre grandissimo Jeff Goldblum.
A completare il cast ci sono Nick(William Hurt), psicologo pessimista fortemente segnato dall’esperienza in Vietnam, insieme alle altre tre donne Meg(Mary Kay Place), Karen(JoBeth Williams) e Chloe (Meg Tilly) che sono rispettivamente avvocato in cerca di relazione seria, madre di famiglia di un matrimonio in crisi e ultima compagna del compianto Alex.

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“Voi che credete? Che stando in contatto con lui lo avreste salvato? Fate quell’effetto lì sulla gente, nella vostra vita? Li rendete tutti allegri? Ma ragionate: siamo tutti soli, là fuori, e domani ci ritroveremo là fuori di nuovo. Trovo che ha fatto bene Alex a non fare della sua vitaccia un nitido fasullo condensato alla Reader’s Digest per nostro svago: sono così stufo di gente che svende la sua psiche per un po’ di attenzioni!”

L’operazione nostalgia di The big chill è ulteriormente accentuata da un’azzeccatissima colonna sonora, piena di pezzi di grande successo negli anni sessanta, fra cui A whiter shade of pale dei Procul Harum e You can’t always get what you want dei Rolling Stones.

Molti hanno visto ne Il grande freddo un esercizio di stile molto furbo e ammiccante verso la generazione disillusa post sessantotto, ma credo che sia invece un magnifico film di fortissimo impatto emotivo sul valore degli affetti, sull’inevitabile scorrere del tempo e sul senso di inadeguatezza alla vita da adulti che chiunque almeno una volta ha provato.

Curiosità

Furono filmati poi tagliati in fase di montaggio alcuni flashback con Alex ancora vivo. Nella parte del ragazzo morto suicida fu chiamato Kevin Costner, di cui vediamo qualche dettaglio fisico durante le scene della vestizione del morto all’inizio del film.

Gli attori vissero insieme per alcune settimane prima dell’inizio delle riprese.

In alcune scene possiamo vedere un polpo inquadrato nella tv di casa. Il polpo ha otto tentacoli come gli amici del film, contando il suicida Alex.

Lawrence Kasdan offrì un ruolo a Mickey Rourke, il quale rifiutò.

 

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