Ed Wood (1994)

ed wood

Titolo originale: Ed Wood
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita: 1994
Durata: 127′
RegiaTim Burton
Sceneggiatura: Scott Alexander, Larry Karaszewski
MusicheHoward Shore
InterpretiJohnny Depp, Martin Landau, Sarah Jessica Parker, Jeffrey Jones, Bill Murray, Lisa Marie, Patricia Arquette, Vincent D’Onofrio
Ed Wood (1994) on IMDb

 

 

Per un sito come questo, nato con l’obiettivo di esaltare il Cinema delle estremità, cioè le pellicole più meritevoli e le peggiori porcherie, non c’è probabilmente un’opera da trattare più calzante di questo meraviglioso film di Tim Burton, biopic su colui che è conosciuto ingiustamente come “il peggiore regista di tutti i tempi”. In realtà su Nuovo Cinema Lebowski hanno spazio (e lo troveranno in futuro) registi ben peggiori di Ed Wood, che con pochissimi soldi ma tanta fantasia e passione ha prodotto film di infima qualità tecnica, ma con idee e situazioni tutt’altro che disprezzabili, come viene mostrato in questa pellicola.


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«Il cimitero è manifestamente finto
«
Mai nessuno al mondo se ne accorgerà. Il cinema non è fondato su piccoli dettagli, è la magia dell’insieme.»
«
E’ magico anche il fatto che i poliziotti sono arrivati in pieno giorno ed improvvisamente è notte?»

Forse Ed Wood non è il miglior film della carriera di Tim Burton, ma è sicuramente la sua pellicola più intima, quella dove emerge il suo amore smisurato per un cinema d’altri tempi visto dalla parte degli ultimi, quelli che cercavano goffamente di compensare la mancanza di soldi e di mezzi tecnici con inventiva e caparbietà, infischiandosene del realismo del risultato finale.
Burton racconta poeticamente l’altra faccia dell’età d’oro di Hollywood, quella che a divismo, majors e grandi palcoscenici contrapponeva una grottesca e dilettantesca fabbrica di sogni, popolata da personaggi messi ai margini del sistema come travestiti, chiromanti, wrestler, attori falliti o vecchie glorie decadute.

La grande amicizia fra Ed Wood e uno di questi divi decaduti, cioè Bela Lugosi, sarà l’asso nella manica tramite il quale il regista riuscirà a dirigere il suo primo film dopo diverse fallimentari opere teatrali. Il rapporto di reciproca stima fra regista e vecchia gloria è reso splendidamente da Johnny Depp e soprattutto da Martin Landau, che ruba la scena a tutti nel ruolo della star sul viale del tramonto, per cui sarà giustamente premiato con l’Oscar come migliore attore non protagonista.
Wood e Lugosi rappresentano due facce diverse di Hollywood: quella corrotta che esalta e distrugge in un lampo i propri protagonisti, che riconosciamo nel volto stanco e nel fisico distrutto dalla droga di Lugosi, contrapposta a quella più fanciullesca e sognatrice, resa da Wood con la sua passione verso il cinema e col sincero affetto che prova nei confronti del suo idolo e mentore.

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“Dimora? Io non ho più dimora, scacciato, disprezzato, vivo come un animale!
La giungla è la mia sola dimora, ma gli uomini un giorno si troveranno a essere dominati da me, riuscirò a perfezionare la razza umana, creerò dei superuomini atomici che conquisteranno l’intero mondo!”

Il racconto della vita di Ed Wood è volutamente esagerato e in parte romanzato, ma la ricerca dei dettagli di Tim Burton è ammirevole: in alcuni momenti del film sembra veramente di trovarsi all’interno di uno sgangherato set di B-Movie e assistere alle riprese “buona alla prima” tipiche delle produzioni low budget di quegli anni. Esilarante la riproduzione di alcuni aneddoti realmente avvenuti sul set di Plan 9 from outer space, considerato da alcuni critici il peggior film di tutti i tempi: Vampira accettò di recitare solo a patto di non dire una parola, disgustata dalla sceneggiatura e dalla sua parte, mentre per fare la controfigura del deceduto Bela Lugosi venne assunto il chiropratico della fidanzata di Ed Wood, che recitò coprendosi il volto per non fare capire (senza successo) di essere un’altra persona.

In questo grande elogio dei perdenti tutti i comprimari hanno il loro spazio che usano sapientemente: da Bill Murray e George Steele, passando per le bellezze di Sarah Jessica Parker e Patricia Arquette e finendo con Lisa Marie e Vincent D’Onofrio, rispettivamente nei ruoli di Vampira e Orson Welles.
Proprio il dialogo al bar fra Ed Wood e Orson Welles, idolo del protagonista, è uno dei momenti più toccanti del film. Il più bravo e il più scarso a confronto discutono sulle difficoltà comuni nel fare un film, scambiandosi vedute, perplessità e consigli, scoprendosi più vicini di quanto si potrebbe pensare.

Forse possiamo vedere l’arte come un grande cerchio in cui i migliori e i peggiori si toccano, ponendosi alla medesima distanza dalla mediocrità.

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«Eh, signor Wells. Conviene davvero?» 
«
Sì, quando funziona sì! Lo sa su quale dei miei film ho avuto il controllo totale? Quarto potere. La produzione lo avrebbe bruciato ma nessuno è riuscito a toccare neanche un fotogramma. Ed..
«
Sì?» 
«
Per difendere l’immaginativa bisogna combattere! Perché spendere una vita a realizzare i sogni di qualcun’altro?»
«
Grazie Orson!» 

Curiosità

Il film costò più di quello che costarono tutte le pellicole di Ed Wood messe insieme.

L’amicizia nata fra l’emergente regista Ed Wood e il divo decaduto Bela Lugosi è simile a quella nata realmente fra il giovane Tim Burton e un vecchio Vincent Price.

La vittoria dell’Oscar come migliore attore non protagonista di Martin Landau nel ruolo di Bela Lugosi fu la prima vittoria in assoluto in ogni categoria per un attore nella parte di un altro attore realmente esistito.

Tim Burton non fu soddisfatto dell’interpretazione di Vincent D’Onofrio, per cui lo fece doppiare da Maurice LaMarche.

Dopo una reticenza iniziale, il figlio di Bela Lugosi vide il film e giudicò positivamente la rappresentazione di suo padre da parte di Martin Landau. I due divennero poi amici.

Un pensiero su “Ed Wood (1994)

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