Il pendolino di Martino. Febbraio

Rubrica ispirata all’indimenticabile pendolino di Maurizio Mosca.

San Valentino: idee per chi non trova le parole.

San Valentino: idee per chi non trova le parole.

Febbraio, il mese più corto dell’anno, avrà il pendolino più breve in assoluto (le misure contano?).

Recensirò solo alcuni dei film che usciranno. Tutti gli altri non solo non dovete guardarli, ma vi invito a rimuovere la loro pagina Wikipedia e segnalare come infetto qualsiasi sito che ne parli.

Vai tranquillo

Jupiter – Il destino dell’universo è il nuovo progetto dei fratelli Wachowski. Da guardare pensando costantemente che uno dei due ha cambiato sesso (peccato non entrambi).

I fratelli Taviani si buttano sul Decamerone con Maraviglioso Boccaccio: comunque vada, sarà un successo. Se è brutto, sarete spinti a leggere il capolavoro di Boccaccio per verificare se fa davvero così schifo; se è bello, idem. Da guardare pensando costantemente che nemmeno uno dei due ha cambiato sesso.

Che si riveli il film dell’anno o dell’ano, Cinquanta sfumature di grigio va visto e sofferto, per poi insultare tutti quelli che diranno “bello!”.

Dovrei recensire solo film che non ho visto, ma Whiplash, purtroppo, l’ho già visto. Merito di esser impiccato in pubblica piazza? Forse sì. Ma vi dirò che è bello, ma non quanto mi aspettavo, ed originale, molto più di quanto mi aspettavo. Guardatelo per vedere il sergente istruttore Hartman fare l’insegnante di jazz.

Le scommesse

Biagio è la storia di un palermitano che lascia la famiglia e si mette a girovagare: novello San Francesco, senza prediche, con un cane. Trattasi di storia vera. Perché no?

The Repairman è un film italiano che vede l’esordio alla regia di Paolo Mitton, celebre per essere il regista di… niente, altrimenti non sarebbe un esordiente. Il pendolino approva!

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza ha vinto a Venezia. Sarà all’altezza del titolo? Io dico di no.

Shaun, Vita da Pecora è un film d’animazione. Il fatto che ci sia una pecora di nome Shaun mi basta per proclamarlo film dell’anno. PS: adoro lo stop-motion.

L’Oriana è la storia della Fallaci. L’avessero chiamato L’Oriana furiosa l’avrei visto. Così no.

Automata è fantascienza made in Spagna & Bulgaria, con Antonio Banderas a tirare la carretta. Se non bello, originale: perché non andare?

Timbuktu parla di Africa e africani, ed è un film africano (produzione: Mauritania e Francia) diretto da un africano con attori africani. Candidato agli Oscar, non vincerà. Ma muoio dalla voglia di scoprire cosa sanno fare, questi africani.

Birdman lo metto tra le scommesse perché, secondo me e secondo il pendolino, metà di voi uscirà dalla sala bestemmiando, e l’altra metà gridando “Inarrituuuuuuuuuuuu!”.

I Filmbrutti

Non sposate le mie figlie! è un’orrenda commedia francese con doppi sensi su ebrei, musulmani, neri e quant’altro. Si dice che i registi rischino più di Charlie Hebdo. Da vedere assolutamente.

Non c’è 2 senza te: Belen è così bella da far diventare etero un gay. Da vedere solo se ascoltate Povia (come il sottoscritto).

Lupin III Vs. Detective Conan, ovvero Lupin III contro il Detective Conan. Come dire I tre moschettieri vs Lady Oscar. Inorridisco.

Ritorno al passato

Classici del passato, di nuovo al cinema.

Torna nei cinema Il cielo sopra Berlino di Wenders. Bella la prima mezz’ora: guardatela tre volte e spegnete.

Paris, Texas è sempre di Wenders e parla di romantici cowboy. Guardatelo solo se sapete dov’è Parigi: io, per questo motivo, non l’ho visto. Ma a occhi chiusi giurerei che è il miglior film di Wenders.

Maddai

Film utili come un termosifone ad agosto.

Vizio di forma: io e Paul Thomas Anderson siamo come Tom e Jerry: non andiamo d’accordo. Ahimè, temo di essere Tom.

Selma, ovvero Martin Luther King, ovvero americani che dopo il nonècosìbellocomedicono 12 anni schiavo fanno un altro film sul razzismo del passato, ovvero: pietà! Impedite agli americani di parlare di razzismo. Primo, perché sono stati i più razzisti della storia, secondo, perché sono i più moralisti nel ricordarcelo.

Se c’è una cosa che detesto, sono i film “utili ad avvicinare i giovanissimi ai capolavori del passato”. Carlo Carlei, nonostante il nome che si ritrova, fa il regista e dirige Romeo&Juliet. Ammonine!

White God non è una bestemmia, ma un film animalista sull’abbandono dei cani in Ungheria. Il pendolino dice: “basta coi cani, dall’Ungheria vogliamo solo i porno!”.

Taken 3 – L’ora della verità. No, purtroppo non è Tekken 3, ma l’ennesimo film d’azione con Liam Neeson, l’unico eroe meno fisicato di Nicolas Cage. Speriamo sia l’ultimo.

Mortdecai è una sorta de La migliore offerta versione brutta. Curioso come Johnny Depp non becchi più un film (eccetto forse Tusk, che non ho visto).

Ne Il segreto del suo volto i tedeschi tornano a parlare della II GM, anche se questo è il dopoguerra. Piuttosto riguardatevi Le vite degli altri.

Concludo con la trashata del mese: Zanetti Story, il documentario su capitan Zanetti. Certo che quando giochi a calcio 22 anni e il film su di te dura solo 80 minuti, vuol dire che qualcosa è andato storto.

Martino Savorani
info@martinosavorani.it

A Clockwork Orange – Arancia Meccanica (1971)

Arancia meccanica

Titolo originaleA Clockwork Orange
Paese di ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Anno di uscita1971
Durata131′
RegiaStanley Kubrick
SceneggiaturaStanley Kubrick
MusicheWalter Carlos
InterpretiMalcolm McDowell, Patrick Magee, Warren Clarke, Michael Tarn, James Marcus, Michael Bates, Adrienne Corri
A Clockwork Orange (1971) on IMDb

 

 

arancia meccanica“E d’un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione.”

Tre anni dopo aver diretto il suo film più ambizioso e imponente, 2001: Odissea nello spazio, Stanley Kubrick dirige una delle opere cinematografiche più controverse di sempre, che a distanza di diversi decenni crea ancora forti contrasti fra chi la ritiene una delle più grandi pellicole di sempre e chi lo considera un film immorale o addirittura colpevole di inneggiare alla violenza.

A Clockwork Orange è un film complesso, che, come tutti i capolavori, richiede uno sforzo intellettuale per coglierne il messaggio, che va ben al di là della mera trama.

Stanley Kubrick lo scrisse e diresse basandosi sull’omonimo romanzo di Anthony Burgess, che rispetto al film ha però un tono meno inquietante e un finale edificante che in parte snatura l’essenza del racconto.
Il protagonista assoluto della pellicola, Alex DeLarge, è interpretato da Malcolm McDowell, che Kubrick volle a tutti i costi per il ruolo che segnò indelebilmente la carriera dell’attore britannico.

Il film è dominato dalle musiche di Rossini e Beethoven, insieme alla canzone Singing in the rain di Gene Kelly, che a dispetto dei toni gioiosi e positivi viene utilizzata durante una scena di stupro e violenza.

Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

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Oscar 2015 per la migliore sceneggiatura originale

Migliore sceneggiatura originaleNomination

Alejandro González Iñárritu Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Richard Linklater Boyhood
Dan Futterman e E. Max FryeFoxcatcher
Wes AndersonGrand Budapest Hotel
Dan Gilroy Nightcrawler

Una delle categorie più importanti di tutte è degnamente rappresentata da cinque pellicole di ottima fattura, con una sceneggiatura solida, personaggi ottimamente caratterizzati e dialoghi brillanti e mai banali.
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Birdman (2014)

birdman

Titolo originaleBirdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita2014
Durata119′
RegiaAlejandro González Iñárritu
SceneggiaturaAlejandro González Iñárritu
MusicheAntonio Sanchez
InterpretiMichael Keaton, Emma Stone, Edward Norton, Zach Galifianakis, Naomi Watts, Andrea Riseborough, Amy Ryan
Birdman (2014) on IMDb

 

 

 

birdman 4
«
Hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto?»
«
Sì.»
«E cos’è che volevi?»
«Volevo essere amato, essere amato da qualcuno in questo mondo.»

Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) è un film del 2014 diretto da Alejandro González Iñárritu, che vede il ritorno di Michael Keaton in un ruolo da protagonista in un film di portata internazionale, con la partecipazione di altri attori di grande fama come Edward Norton, Zach Galifianakis, Emma Stone e Naomi Watts. Il film è montato in modo da dare allo spettatore l’impressione di essere stato girato in un lungo piano sequenza. Ha ricevuto 2 Golden Globes e 9 nomination per gli Oscar 2015.
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Oscar 2015 per il miglior sonoro e per il miglior montaggio sonoro

Miglior Sonoro

Nomination per il miglior sonoro

John Reitz, Gregg Rudloff e Walt Martin American Sniper
Jon Taylor, Frank A. Montaño e Thomas Varga Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Gary A. Rizzo, Gregg Landaker e Mark Weingarten Interstellar
Jon Taylor, Frank A. Montaño e David Lee Unbroken
Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley Whiplash

Miglior montaggio sonoro

Nomination per il miglior montaggio sonoro

 Alan Robert Murray e Bub Asman American Sniper
Martin Hernández e Aaron Glascock Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Brent Burge e Jason Canovas The Hobbit: The Battle of the Five Armies
Richard King Interstellar
Becky Sullivan e Andrew DeCristofaro Unbroken

Due categorie strettamente correlate fra loro, visto che la statuetta è andata allo stesso film 7 volte su 14 dal 2000 in poi e 4 volte negli ultimi 5 anni, che serviranno molto probabilmente per premiare pellicole che altrimenti rimarrebbero a bocca asciutta. Ben 4 film su 5 sono nominati per entrambe le categorie, con l’eccezione di Whiplash e The Hobbit: The Battle of the Five Armies che si avvicendano rispettivamente per il miglior sonoro e il miglior montaggio sonoro.
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Whiplash (2014)

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Titolo originaleWhiplash
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita2014
Durata105′
RegiaDamien Chazelle
SceneggiaturaDamien Chazelle
MusicheJustin Hurwitz
InterpretiMiles Teller, J. K. Simmons, Melissa Benoist, Paul Reiser, Jayson Blair
Whiplash (2014) on IMDb

 

 
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“Non ci sono due parole nella lingua inglese più dannose di good job

Whiplash è la folgorante opera seconda del giovanissimo Damien Chazelle, appena 28enne ai tempi delle riprese, di cui sentiremo sicuramente parlare ancora in futuro. Il ruolo del protagonista Andrew Neyman è interpretato dalla giovane promessa Miles Teller, mentre quello del temibile e spietato direttore d’orchestra Terence Fletcher è impersonato da uno stratosferico J. K. Simmons, che per questa prestazione, dopo una carriera di eccellente caratterista, ha già ricevuto il primo meritatissimo Golden Globe ed è il favorito per la conquista del premio Oscar 2015 come migliore attore non protagonista.
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2001: A Space Odyssey – 2001: Odissea nello spazio (1968)

2001 Odissea nello spazio

Titolo originale2001: A Space Odyssey
Paese di ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Anno di uscita1968
Durata141′
RegiaStanley Kubrick
SceneggiaturaStanley Kubrick, Arthur Clarke
MusicheGyörgy Ligeti
InterpretiKeir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Douglas Rain
2001: A Space Odyssey (1968) on IMDb

 

 

2001 Odissea nello spazio
“Siete liberi di speculare sul significato filosofico e allegorico del film.”
Stanley Kubrick

Quando guardai per la prima volta 2001: Odissea nello spazio, ormai vent’anni fa, non lo capii. Troppo distante dai canoni di cinema a cui ero abituato per poterlo comprendere, troppo profondo il livello di pensiero in cui il film si addentra per la mente di un bambino alle prime esperienze cinematografiche.
Il mio comportamento istintivo fu quello che spesso ha il genere umano nei confronti di ciò che è diverso da quello a cui si è abituati e che non si riesce a comprendere: odiai il film e lo denigrai parlandone con altre persone, sbeffeggiandolo per i pochi dialoghi e per alcuni passaggi particolarmente criptici.

Da qualche parte nel mio inconscio però il film aveva già attecchito, scavandosi un angolino nel mio cuore che ancora oggi gli appartiene. Quando riguardai il film qualche anno più tardi, dopo essermi documentato meglio e avendo un’esperienza cinematografica un po’ più approfondita alle spalle, l’odio si trasformò in amore incondizionato, e da allora sento il bisogno quasi fisico di rivedere quest’opera d’arte di Stanley Kubrick almeno una volta l’anno, scoprendo ad ogni visione nuove emozioni e dettagli mai notati prima.

Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.
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Red Dawn – Alba Rossa (1984)

Alba RossaTitolo originale: Red Dawn
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1984
Durata: 114′
Regia: John Milius
Sceneggiatura: John Milius, Kevin Reynolds
Musiche: Basil Poledouris
Interpreti: Patrick Swayze, Charlie Sheen, C. Thomas Howell, Jennifer Grey, Lea Thompson
Red Dawn (1984) on IMDb

 

 

 

“L’imperialismo è finito! Il colonialismo è finito! Collaborate con noi!”

In un clima disteso come questo, in cui il vigoroso Putin ha ripreso a far volare bombardieri strategici nucleari al largo della California e dell’Alaska, aggiungendo quel tocco vintage tanto di moda in questi giorni, è impossibile ignorare uno dei più significativi film di propaganda americana di tutti i tempi, o almeno degli anni ‘80.

Benvenuti quindi nella provincia americana, nello sperduto paesino di Calumet in Colorado, casa dei Wolverines, team locale di football capitanato da Jed (Patrick Swayze) e dal suo fratello d’eccezione Matt(uno sbarbatissimo Charlie Sheen), cresciuti a fucilate nei boschi e piombi di sangue caldo di cervo, praticamente i tipici teenager a stelle e strisce prima dell’oscurantismo vegano.
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