Postal (2007)

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Titolo originale: Postal
Paese di ProduzioneUSA, Canada, Germania
Anno di uscita2007
Durata: 109′
RegiaUwe Boll
Sceneggiatura: Uwe Boll, Bryan C. Knight
MusicheJessica De Rooij
InterpretiZack Ward, Dave Foley, Chris Coppola, Jackie Tohn, J.K. Simmons
Postal (2007) on IMDb

 

 

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Sai Georgy, credo che questo sia l’inizio di una grande amicizia!”

Questa inaccettabile citazione di Casablanca mi sembra l’ideale per cominciare la recensione di questo incredibile film di Uwe Boll, ritenuto da molti il peggiore regista vivente.

È davvero sorprendente che a un regista che prima di Postal aveva inanellato una serie esaltante di boiate fra cui Sanctimony, House of the dead, Alone in the dark e In the name of the king sia stato concesso di girare una pellicola come questa, con un budget tutt’altro che disprezzabile di più di 10 milioni di dollari.
La parte successiva della carriera di Boll è proseguita nella stessa disprezzabile maniera della prima, ma con Postal ha toccato la sua personale vetta, un piccolo cioccolatino scaduto in mezzo a un lago di merda, l’opera in cui si è lasciato completamente andare nel raccontare quel cazzo che gli stava passando per la testa, abbandonando ogni freno inibitorio morale e sociale e guadagnandosi così il mio eterno affetto.

postal2“Nessuno vuole più morire se poi non rimedia delle vergini”

La scena di apertura è una tremendo sketch sull’11 Settembre che avrebbe fatto rabbrividire anche Bin Laden, che fra l’altro è tra i protagonisti del film: i terroristi che stanno guidando uno degli aerei dirottati discutono sul numero di vergini che avranno in Paradiso come premio per la loro azione, giungendo alla conclusione che a causa dell’alta frequenza di attentati suicidi negli ultimi tempi il numero di ragazze residue sia inesorabilmente calato. Decidono quindi di fare rotta verso le Bahamas, ma un’irruzione dei passeggeri del volo gli fa perdere il controllo dell’aereo, che finisce così per schiantarsi nel World Trade Center.

Non facciamo in tempo a riprenderci dallo shock per avere visto una gag tanto stupida associata a uno degli eventi più terribili degli ultimi anni che veniamo catapultati nella trama che tutti avremmo sempre voluto vedere: Postal Dude è un ragazzo disoccupato che vive in una roulotte con l’obesa moglie, la quale passa la vita a mangiare e a tradire il marito ripetutamente e alla luce del sole. Per cercare di dare una svolta alla sua vita chiede aiuto allo zio predicatore Dave, che lo coinvolge nel suo geniale piano di rubare una partita di rare bambole a forma di cazzo da rivendere poi su ebay a cifre altissime. La banda dovrà però fronteggiarsi con un gruppo di terroristi islamici, che vogliono rubare le stesse bambole per cercare di diffondere il virus dell’aviaria.

Nel delirio febbricitante che seguirà vedremo infamate e infangate senza soluzione di continuità le più disparate categorie di persone: neri, gay, ebrei, handicappati, nani, americani, arabi, poliziotti, grassi e perfino gruppi di bambini che vengono abbattuti da proiettili vaganti. Compaiono anche i nazisti, i grandi amiconi Bush e Bin Laden e lo stesso Uwe Boll, che si presenta in tenuta bavarese in un’agghiacciante scena in cui dichiara di fare i suoi film utilizzando il denaro nazista e di odiare i videogiochi, sui quali ha costruito la sua intera carriera.

Ci sarebbe tutto l’occorrente per fare internare Uwe Boll o quanto meno per denunciarlo ad Amnesty International, ma non ci si riesce a incazzare completamente proprio perché Postal è un filmbrutto. La recitazione è approssimativa, i personaggi sono tutti stereotipati e spesso manca un nesso causale fra una scena e quella successiva, rendendo lo svolgimento narrativo approssimativo e indecente.

Certe scene che in mano a un regista capace avrebbero fatto infuriare vedono così smorzata la loro portata moralmente riprovevole, tanto da poter essere associate ai primi disegni di un bambino che se la prende con quello che non conosce o di cui ha paura.

Postal è una visione consigliatissima a tutti gli appassionati di filmbrutti, per apprezzare gli straordinari risultati che si possono ottenere mettendo un budget importante a disposizione di un incapace senza nessun ritegno.

Curiosità

Come per altri film di Uwe Boll, Postal è ispirato alle vicende dell’omonimo videogioco.

Uwe Boll ritiene che la forza della commedia stia nell’emozione degli attori durante la recitazione, che non può essere mantenuta per molte riprese, quindi girò al massimo 5 volte ogni scena.

Quasi tutti gli attori che hanno interpretato i Talebani erano Ebrei.

Per questo e altri suoi film Uwe Boll vinse i Razzie Awards 2008 per il peggiore regista e la peggiore carriera.

L’uscita del film nelle sale venne continuamente posticipata fino al 23 Maggio 2008, il giorno successivo all’uscita di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. La produzione dichiarò che Postal avrebbe distrutto Indiana Jones al botteghino. Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo incassò più di 300 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, Postal rientrò a fatica dalle spese di produzione.

2 pensieri su “Postal (2007)

  1. ps: parlando seriamente, lo trovo nettamente meglio dell’ultimo Indiana Jones (e chissenefrega degli incassi).

    pps: Uwe Boll ha incredibilmente fatto altri 2 film belli: Rampage e Stoic.

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