The theory of everything – La teoria del tutto (2014)

the theory of everything

Titolo originale: The theory of everything
Paese di ProduzioneGran Bretagna
Anno di uscita: 2014
Durata: 123′
RegiaJames Marsh
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Musiche: Jóhann Jóhannsson
InterpretiEddie Redmayne, Felicity Jones, Charlie Cox, Emily Watson, Simon McBurney
The Theory of Everything (2014) on IMDb

 

 

The theory of everything è un biopic sulla vita del celebre fisico e astrofisico Stephen Hawking, i cui studi sui buchi neri e sull’origine dell’universo hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo negli ultimi 50 anni. È basato sul libro Travelling to Infinity: My Life With Stephen Hawking, scritto dalla ex moglie Jane Wilde Hawking ed è diretto da James Marsh, conosciuto soprattutto per il suo documentario Man on Wire – Un uomo tra le Torri. I due coniugi Hawking sono interpretati da Eddie Redmayne e Felicity Jones.

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«Balli?»
«No, non ballo. È un fenomeno che mi piace osservare, ma non riesco a immaginare di prenderne parte.»
«Sono d’accordo. Voglio dire, chi mai vorrebbe ballare?»
«No, sono serio. Io non ballo.»
«Allora non si balla.»

La chiave di volta per interpretare il film è il fatto che sia un adattamento della biografia dell’ex moglie di Stephen Hawking. Il punto di vista sulle vicende narrate nella pellicola è quindi quello della compagna di gran parte della vita del celebre scienziato, della donna che ha visto l’insorgere della grave malattia che ha colpito Hawking e che ha seguito giorno per giorno il suo progressivo decadimento fisico fino allo stato attuale.
Gli eventi più specifici della vita professionale di Stephen Hawking vengono quindi messi in secondo piano, per dare più spazio al rapporto con la moglie, fatto di visioni delle cose spesso opposte ma che finiscono per conciliarsi per il benessere di entrambi.

La decisione di privilegiare il contesto privato rispetto alla figura pubblica dello scienziato affermato non è di per sé negativa. La scelta che ridimensiona notevolmente la portata della pellicola è quella di voler infondere un buonismo eccessivo e a volte forzato.
Tutti i momenti di possibile tensione finiscono per essere smorzati con grande tatto e dolcezza, facendo uscire di scena alcuni personaggi o rappresentando le svolte più sentimentalmente dolorose come soluzioni inevitabili e a fin di bene. A tratti si ha la sensazione che il regista stia rappresentando un felice quadretto familiare in un’atmosfera ovattata quasi con la paura di disturbare e rovinare tutto. Qualche momento doloroso e alcuni conflitti in più avrebbero sicuramente giovato alla completezza del film e dei personaggi, con cui in qualche occasione risulta difficile empatizzare.

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«Non mi hai mai detto perchè non credi in Dio.»
«I calcoli di un fisico non possono essere incasinati da un Creatore
«Sembra più un ragionamento contro i fisici, che contro Dio.»

The theory of everything ha anche molti lati positivi, su tutti la superba prova dei due attori protagonisti principali, che saranno probabilmente in corsa per i prossimi Oscar nelle rispettive categorie.

La trasformazione fisica di Eddie Redmayne è veramente impressionante e si fonde con una capacità espressiva tramite piccoli gesti e movimenti facciali davvero lodevole, che garantisce al film un grande realismo e alcuni momenti di forte carica emotiva.

Felicity Jones è una degna controparte femminile e copre una gamma di sentimenti ed emozioni molto ampia, rendendo perfettamente il passaggio della protagonista da ragazza timida e fragile a donna di grande spessore e forza nel sostegno al marito.

Il film riesce a rappresentare adeguatamente la voglia di Stephen Hawking di continuare nel suo percorso con tenacia e caparbietà, nonostante le enormi difficoltà fisiche che gli ha procurato la sua malattia, evidenziando il ruolo fondamentale che ha avuto Jane nella vita privata e nel lavoro dello scienziato, supportandolo e aiutandolo con grande devozione negli anni più importanti della sua vita.
La grande incognita per la teoria del tutto, che Hawking ha ricercato per gran parte della sua esistenza, si è rivelata essere il grande amore di Jane e della famiglia che insieme hanno creato.
 Theory of everything

“Senza dubbio siamo una razza evoluta di primati, su un piccolo pianeta che orbita attorno a una stella medio-piccola nell’estrema periferia, in mezzo a cento miliardi di galassie. Tuttavia, sin dalla notte dei tempi, gli uomini hanno bramato la comprensione delle interazioni fondamentali del mondo. Deve esserci qualcosa di molto speciale riguardo ai confini dell’universo e cosa può esserci di più speciale della mancanza di confini? Non dovrebbero esserci limiti agli sforzi dell’uomo. Siamo tutti diversi. Per quanto la vita possa sembrare dura, c’è sempre qualcosa che si può fare. Finchè c’è vita, c’è speranza.”

Curiosità

Stephen Hawking ha concesso alla produzione l’uso della voce del suo sintetizzatore vocale e della sua tesi originale.

Eddie Redmayne si è sottoposto a un notevole sforzo fisico per la sua interpretazione, perdendo diversi chili, allenandosi per mesi ad utilizzare solo alcuni muscoli facciali e alterando l’allineamento della sua colonna vertebrale a causa della grande quantità di tempo passato seduto in maniera curva come Stephen Hawking.

Nel ruolo di uno dei dottori che curano Stephen Hawking c’è un inaspettato cameo dell’ex difensore francese Frank Lebœuf.

Stephen Hawking ha gradito molto il film e l’ha ritenuto molto fedele alla realtà. Ha mandato inoltre una e-mail al regista James Marsh scrivendogli che a tratti gli è sembrato di vedere sé stesso.