In the name of the father – Nel nome del padre (1993)

nel nome del padre

Titolo originale: In the name of the father
Paese di Produzione: Irlanda, Gran Bretagna
Anno di uscita: 1993
Durata: 133′
RegiaJim Sheridan
Sceneggiatura: Jim Sheridan, Terry George
MusicheTrevor Jones
InterpretiDaniel Day-Lewis, Pete Postlethwaite, Emma Thompson, John Lynch, Corin Redgrave
In the Name of the Father (1993) on IMDb

 

 

In the name of the father è un film biografico del 1993, diretto da Jim Sheridan e ispirato alla storia vera dei Guildford Four e dei Maguire Seven, due gruppi di persone che vennero ingiustamente ritenute colpevoli dalla corte d’Inghilterra di aver rispettivamente eseguito e fornito supporto per un attentato terroristico presso un pub della cittadina di Guildford e di essere collegati all’IRA, organizzazione paramilitare nordirlandese che si prefigge l’obiettivo di riunificare l’Irlanda del Nord con l’Eire, separandola quindi dal Regno Unito.

I due protagonisti principali della pellicola sono Gerry e Giuseppe Conlon, rispettivamente figlio e padre, che passeranno diversi anni nella stessa cella, fortificando il loro rapporto e cercando di provare la loro innocenza.

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“Io sono un uomo libero ed esco dalla porta principale!”

Le due tematiche che Nel nome del padre indaga più a fondo sono quella del rapporto di amore-odio fra genitore e figlio e quella sociale, con l’ingiustizia perpetrata ai danni dei condannati.
Daniel Day-Lewis e Pete Postlethwaite offrono due performance davvero eccezionali, rendendo alla perfezione la lontananza iniziale fra Gerry e Giuseppe, che gradualmente si riavvicinano riuscendo a comprendersi meglio e ad accettarsi l’uno con l’altro.

Gerry inizialmente è uno scapestrato e irruente ragazzo che vive una vita molto libertina, sbarcando il lunario con piccoli furti ed altri espedienti. Le grandi violenze fisiche e psicologiche che subisce durante gli interrogatori e il processo lo segnano nel profondo, facendogli prendere coscienza delle sue responsabilità e portandolo progressivamente a maturare e a rivedere le priorità della sua vita.
Giuseppe per tanti aspetti è caratterialmente opposto al figlio. I valori portanti su cui basa la sua vita sono la famiglia e la religione, che gli danno grande forza e serenità. Riesce a essere mite e severo allo stesso tempo, guadagnandosi la fiducia e il rispetto delle persone con il dialogo e con la sua saggezza.

Il rapporto padre-figlio può essere visto come una chiave di lettura per interpretare anche l’aspetto sociale del film, con una similitudine nello specifico con la piccola e ribelle Irlanda del Nord che vuole liberarsi dall’autorità della chioccia Gran Bretagna e più in generale con il rapporto fra lo stato e i suoi cittadini, in un primo momento molto teso e duro (lo stato condanna con un processo sommario le persone sospettate di connessione col terrorismo, senza prove certe) per poi ammorbidirsi man mano che la verità viene a galla.

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Jim Sheridan sceglie di raccontare le vicende del film in modo crudo e a tratti brutale, scuotendo lo spettatore con dialoghi e azioni molto forti negli interrogatori e in carcere ma anche con momenti emozionanti, come la splendida scena in cui i carcerati esprimono rispetto e ammirazione nei confronti di Giuseppe.

L’aspetto tecnico è curato in ogni dettaglio, con una fedele riproduzione della Gran Bretagna dell’epoca e delle sue tensioni sociali, enfatizzate da una colonna sonora eccellente, composta da pezzi di mostri sacri della musica internazionale, fra cui Bob Dylan, Bob Marley, Jimi Hendrix e soprattutto Bono, molto vicino personalmente alla questione nordirlandese.

È giusto inoltre sottolineare l’ottima prova di Emma Thompson nel ruolo dell’avvocato difensore Gareth Peirce, che le valse una meritata nomination all’Oscar per la migliore attrice non protagonista.

Curiosità

Daniel Day-Lewis e Pete Postlethwaite interpretarono figlio e padre nel film, nonostante fra i due ci fossero solo 11 anni di differenza.

Daniel Day-Lewis per il suo ruolo perse circa 15 chili di peso e per entrare meglio nella parte durante le riprese passò le notti sul set della prigione, facendosi tirare acqua gelida addosso dai membri della troupe.

Il ruolo di Paul Hill fu offerto a Bono, che fu costretto a rifiutare per impegni con gli U2.

Nel 1994 il film ottenne ben 7 nomination agli Oscar e 4 ai Golden Globe, non riuscendo però ad aggiudicarsi nessuno di questi premi.
Jim Sheridan vinse invece l’Orso D’Oro al festival di Berlino.

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