Falling Down – Un giorno di ordinaria follia (1993)

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Titolo originale: Falling down
Paese di ProduzioneUSA, Francia, Gran Bretagna
Anno di uscita: 1993
Durata: 108′
RegiaJoel Schumacher
Sceneggiatura: Ebbe Roe Smith
MusicheJames Newton Howard
Interpreti: Michael Douglas, Robert Duvall, Rachel Ticotin, Barbara Hershey, Tuesday Weld
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In una torrida e caotica Los Angeles avviene la personale discesa agli inferi di William “D-Fens” Foster, che, frustrato per la sua situazione personale e per alcune spiacevoli disavventure che gli capitano, precipita in una spirale di pazzia e violenza.

Un giorno di ordinaria follia è la migliore opera del regista Joel Schumacher, che fornisce un quadro esasperato ma realistico delle tensioni sociali e razziali che all’epoca stavano sconvolgendo la città di Los Angeles.

un giorno di ordinaria follia2
“Io cerco soltanto di arrivare a casa per la festa di mia figlia, e se nessuno si metterà sulla mia strada, nessuno si farà del male.”

William Foster, interpretato da uno straordinario Michael Douglas, è un uomo disperato e sull’orlo di una crisi di nervi. Ha perso il lavoro, si è separato dalla moglie e gli è proibito avvicinarsi alla figlia. Esasperato dal caldo e dall’ingorgo causato da alcuni lavori in corso a Los Angeles, abbandona la propria auto (targata D-Fens) in mezzo alla strada e prosegue il suo percorso a piedi.

Si reca da un negoziante coreano, che si rifiuta di cambiargli i soldi per una telefonata e lo invita ad acquistare qualcosa, per poi avere le monete che gli servono sotto forma di resto.
William decide di acquistare una bibita, ma gli viene chiesta una cifra a suo dire eccessiva.
È la classica goccia che fa traboccare il vaso: William aggredisce il negoziante, mette a soqquadro il negozio ed esce con una mazza da baseball in mano, cominciando il suo percorso di distruzione e un’incredibile serie di incontri con personaggi che non fanno che aumentare a dismisura il suo nervosismo.
Parallelamente alle azioni di William viene presentato il mite poliziotto Martin Prendergast(interpretato da Robert Duvall), che è al suo ultimo giorno lavorativo prima della pensione.
Sarà proprio quest’ultimo a mettersi all’inseguimento di D-Fens, nel tentativo di fermare la sua furia distruttiva.

un giorno di ordinaria follia3Sentite ragazzi, questa giornata per me è cominciata male… È meglio che lasciamo perdere.”

Falling Down è il film più rappresentativo della figura dell’Angry white male, ovvero un uomo bianco di idee politiche conservatrici e non liberali che si oppone con forza ad una situazione sociale che lo disgusta.

William Foster è un uomo moderato, con un suo rigido codice morale basato sull’etica della famiglia e del lavoro. Cova dentro di sé una forma di risentimento nei confronti degli stranieri, come testimoniato dal suo comportamento nei confronti del negoziante coreano e dei due ispanici che lo importunano, ma è sostanzialmente una brava persona.

Questo uomo qualunque, già in precario equilibrio psichico a causa della sua disastrosa situazione familiare, dopo aver subito l’ennesimo sgarbo si trasforma in una belva inferocita e senza controllo, scatenando la sua furia contro categorie di persone ben precise e che ritiene in parte responsabili del fallimento della sua vita: oltre ai già citati stranieri, a subire l’ira di William sono un fast food (simbolo del capitalismo), il proprietario neonazista di un negozio d’armi, degli operai intenti a eseguire lavori stradali non necessari (simbolo del governo e dei suoi sprechi) e due altezzosi giocatori di golf, rappresentanti della borghesia più sprezzante e presuntuosa.

Martin Prendergast è il perfetto contraltare di D-Fens: anche lui ha subìto forti pressioni lavorative e familiari, ma ha sempre preferito la tranquillità e il quieto vivere, accettando prima una mansione meno gratificante e pericolosa poi il pensionamento solo per compiacere l’ansiosa moglie. Il confronto fra il poliziotto e l’improvvisato criminale diventa quindi anche una disputa ideologica su quale sia il modo migliore di affrontare le difficoltà e le avversità della vita: lasciare correre con remissività, anche a costo di farsi mettere i piedi in testa come Prendergast, o ribellarsi alle ingiustizie con forza e vigore, comportamento portato all’estremo negativo da William Foster?

Il film non fornisce una risposta precisa e perentoria, ma suggerisce in maniera inquietante che chiunque, se portato allo sfinimento e oltre il limite della sopportazione, potrebbe finire nello stesso vortice di brutalità di D-Fens.

un giorno di ordinaria follia
“Ho superato il punto di non ritorno. Sai qual è? È il punto in cui, in un viaggio, è più conveniente proseguire che tornare indietro.”

Grande merito della riuscita del film va ad uno straripante Michael Douglas, che vince il duello di bravura con Robert Duvall, rendendo magistralmente la progressiva perdita della ragione del protagonista. Joel Schumacher dirige con grande misura e alterna momenti di azione dal montaggio frenetico ad altri più lenti e riflessivi, utilizzando al meglio la suggestiva ambientazione di Los Angeles per delineare i diversi stati d’animo dei protagonisti e dei personaggi secondari.

Da non trascurare alcune soluzioni registiche particolarmente azzeccate, come lo splendido piano sequenza iniziale e il confronto finale fra i due protagonisti, davvero ben studiato e carico di tensione.

Un giorno di ordinaria follia è un piccolo gioiello abbastanza sottovalutato da critica e pubblico, originale per i temi e per la maniera in cui essi vengono trattati, attuale oggi più che mai, per ricordarci del mostro feroce che alberga in tutti noi e di come le tensioni sociali e i ritmi di vita sempre più frenetici possano sfociare in comportamenti estremi come quelli di D-Fens.

Curiosità

Michael Douglas considera la sua performance in Falling Down l’interpretazione migliore della sua carriera.

La sequenza iniziale del film è un chiaro omaggio alla scena di apertura del capolavoro di Fellini . In entrambi i film il protagonista comincia il proprio percorso mentre è in auto bloccato in mezzo al traffico.

Gli eventi del film hanno ispirato la canzone degli Iron Maiden Man on the edge e il video di Walk dei Foo Fighters.

Il nome con cui ci si riferisce al personaggio interpretato da Michael Douglas nei titoli di coda è D-Fens.

La cassiera del fast food è interpretata da Dedee Pfeiffer, sorella minore della più celebre Michelle.

La scena in cui il protagonista viene aiutato ad usare il lanciarazzi da un bambino è stata un’improvvisazione nata sul set, in quanto Michael Douglas aveva veramente difficoltà nell’utilizzo di quell’arma.

Un pensiero su “Falling Down – Un giorno di ordinaria follia (1993)

  1. Che dirti caro Lello Bersani, ho preso alla lettera la tua analisi e mi sono arricchito.
    Oh, il pezzo degli Iron Maiden è a tutti gli effetti un prelievo, modello bancomat, dalla trama del film, cazzo!
    Grazie
    s

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