Barry Lyndon (1975)

Barry Lyndon

Titolo originale: Barry Lyndon
Paese di ProduzioneGran Bretagna, USA
Anno di uscita1975
Durata: 184′
RegiaStanley Kubrick
SceneggiaturaStanley Kubrick
MusicheLeonard Rosenman
InterpretiRyan O’Neal, Marisa Berenson, Gay Hamilton, Marie Kean, Patrick Magee, Leon Vitali, Hardy Kruger, Steven Berkoff
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Barry Lyndon rappresenta una delle vette più alte mai raggiunte da Stanley Kubrick e la migliore fotografia che sia mai stata prodotta nella storia della settima arte, al punto che sarebbe più giusto definirla una serie di quadri in movimento, ottenuta con l’ausilio di lenti create per la NASA ed esclusivamente di luce naturale per le riprese diurne e di candele o lampade a olio per quelle notturne. Una ricostruzione storica curata con un’attenzione per i dettagli quasi maniacale, utilizzata come sfondo per un racconto esistenziale di salite e ricadute, di successi e di disgrazie, di esaltazione e di disperazione.

Barry Lyndon 2“Barry era una di quelle persone abbastanza furbe da impadronirsi di una fortuna ma incapaci di conservarla. Infatti, le qualità e le energie che portano un uomo a conquistare una fortuna sono spesso le stesse che lo portano poi a perderla.”

In un minuscolo paese in Irlanda, nella seconda metà del ‘700, vive il bel giovane Redmond Barry(Ryan O’Neal), innamorato perdutamente della cugina Nora Brady.

La ragazza non disdegna le attenzioni di Redmond, che però è molto ingenuo e soprattutto irrimediabilmente squattrinato, mentre Nora cerca un uomo maturo e che possa assicurarle un futuro agiato e sicuro. La famiglia la spinge verso John Quin, capitano inglese di passaggio in paese in cerca di uomini per la guerra. Redmond è accecato dalla gelosia e ostacola in tutti i modi il matrimonio fra la cugina e il militare, rendendo necessario un duello per dirimere la questione.

Redmond vince il duello, ma la famiglia gli intima di fuggire verso Dublino per lasciare calmare le acque. Il ragazzo parte così con un piccolo gruzzolo lasciatogli dalla madre alla scoperta del mondo, in una lunga scalata sociale che lo porterà a combattere una guerra (sotto due bandiere diverse), a diventare una spia, un giocatore d’azzardo e soprattutto a raggiungere la tanto agognata vita agiata da nobile.

Barry LyndonNessun ragazzo, per la prima volta libero e con venti ghinee in tasca, si sente veramente triste. E Barry partì alla volta di Dublino senza tanto pensare alla cara mamma rimasta sola e al focolare lasciato alle sue spalle, quanto al domani, con tutte le meraviglie che gli avrebbe portato.”

Mi piace pensare che il XVIII secolo, quello dell’Illuminismo, il preferito da Kubrick, sia il collegamento che ci trasporta dalla stanza appositamente arredata con materiale dell’epoca del finale di 2001: A space Odissey a quel lungo affresco animato che è Barry Lyndon, un’opera di difficile catalogazione e abbastanza atipica nella filmografia del regista.
Una delle caratteristiche di quasi tutte le opere di Kubrick in Barry Lyndon viene meno, quella di concentrarsi su un aspetto dell’esistenza umana criticandolo e stigmatizzandolo dal suo interno, come sono state le regole sociali e morali in A Clockwork Orange, il mondo militare in Paths of Glory e Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb o la sfera sentimentale in Lolita, lasciando spazio all’attacco di ciò che comprende tutti gli aspetti precedentemente citati, l’umanità nel suo insieme.

Tutti i personaggi di Barry Lyndon celano uno o più lati meschini, nessuno è totalmente immacolato. Il protagonista è la raffigurazione dell’arrivismo e dell’opportunismo, della voglia da parte di chi è cresciuto nel fango di sedersi per un po’ al tavolo coi ricchi. La sua progressiva perdita dell’innocenza a favore di ambizione e doppiogiochismo è il vero motore delle vicende del film.

Lady Lyndon, colei che renderà finalmente nobile Redmond unendosi a lui in matrimonio, interpretata dalla glaciale Marisa Berenson, ritrae la vacuità e l’apaticità di quella stessa aristocrazia che il protagonista brama, priva di emozioni e prigioniera di sé stessa.

Il figlio adottivo di Redmond, Lord Bullington, rappresenta la gelosia e l’astio innato che certe persone nutrono verso chi non reputano alla loro stessa altezza sociale.

La stessa madre di Redmond muta completamente il suo comportamento con la scalata sociale del figlio, passando da umile e riservata donna di casa a cinica stratega e consigliera del figlio nel tentativo di fargli acquisire più ricchezza possibile.

barry lyndon 4“Una donna che ha un debole per le uniformi deve essere preparata a cambiare amante molto alla svelta o la sua sarà una vita molto triste.”

Oltre alla già citata straordinaria fotografia, per realizzare la quale Stanley Kubrick si documentò per mesi per scegliere le migliori location, è opportuno citare anche il realismo assoluto raggiunto da costumi e trucco, per cui il regista trasse spunto da svariati quadri dell’epoca.

Ad accompagnare le immagini sono brani di celebri esponenti della musica classica, fra cui Schubert, Vivaldi, Mozart e Bach, riarrangiati per l’occasione dal responsabile delle musiche Leonard Rosenman.

Gli attori sono tutti superlativi nelle proprie parti, toccando in questa pellicola vette mai più raggiunte nella loro carriera, sintomo del grande e massacrante lavoro che Stanley Kubrick era solito fare coi propri cast, spremendoli fino all’osso e portando gli interpreti al massimo livello che potevano raggiungere.

A dominare su tutto è l’arte di uno dei più grandi cineasti di ogni epoca, che con i suoi movimenti di macchina e con la sua cura dei dettagli e dei tempi della narrazione accompagna lo spettatore in un indelebile sogno ad occhi aperti, un capolavoro senza tempo che non cesserà mai di meravigliare e affascinare.

Barry Lyndon 3“Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e disputarono. Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri, ora sono tutti uguali.”

Curiosità

Durante le riprese, Stanley Kubrick fece sentire al cast, come fonte d’ispirazione, le musiche che avrebbero poi fatto parte della colonna sonora del film. La stessa tecnica venne utilizzata pochi anni prima da Sergio Leone in C’era una volta il west.

Ci furono circa 300 giorni di riprese spalmati su un arco di due anni.

Stanley Kubrick ordinò a Marisa Berenson di stare lontana dal sole nei mesi precedenti alle riprese, in modo da ottenere il pallore in viso tipico del periodo storico in cui è ambientato il film.

Il film vinse quattro premi Oscar: migliore fotografia(se non avesse vinto i giurati sarebbero stati arrestati), migliore scenografia, migliori costumi e migliore colonna sonora. Non vinse le statuette per la migliore regia e per il miglior film, che andarono a Milos Forman e al suo Qualcuno volò sul nido del cuculo.

La maniacalità di Kubrick nelle riprese raggiunse il suo apice nella scena in cui Barry incontra per la prima volta Lady Lyndon, che venne girata più di 100 volte.

La prima scelta di Kubrick per il ruolo di Barry era Robert Redford, che però rifiutò la parte.

A causa della particolare fotografia, il film fu distribuito nelle sale di tutto il mondo accompagnato da un libretto scritto dallo stesso Kubrick per i proiezionisti, in cui il regista dava istruzioni sulle giuste modalità con cui proiettare la sua opera.

4 pensieri su “Barry Lyndon (1975)

  1. Aggiungo due cose ad uno dei miei film preferiti, Quest’ opera è realmente la Galleria degli Uffizi della cinematografia! Immagini indimenticabili e ricostruzioni sceniche fantastiche. Il tavolo da gioco illuminato dalle candele è caravaggesco! La vita reale e tumultuosa di Ryan O’Neil ha “facilitato” la sua magistrale interpretazione e poi per interpretare un irlandese con quel nome e cognome…
    La Berenson dotata di colta espressione: è da inchiesta!
    grazie
    s

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