Le mani sulla città (1963)

le mani sulla città

Titolo originale: Le mani sulla città
Paese di ProduzioneItalia
Anno di uscita1963
Durata: 105′
RegiaFrancesco Rosi
SceneggiaturaEnzo Forcella, Francesco Rosi, Enzo Provenzale, Raffaele La Capria
MusichePiero Piccioni
InterpretiRod Steiger, Salvo Randone, Guido Alberti, Carlo Fermariello
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Sono poche le pellicole che a distanza di tanti anni riescono a mantenere intatta la propria portata sociale e artistica. Le mani sulla città, diretto dal recentemente scomparso Francesco Rosi, è una di queste: dopo più di 50 anni è ancora in grado di sconvolgere e fare riflettere sui meccanismi di potere e corruzione ancora attuali nei nostri giorni, arrivando in alcuni passaggi ad essere addirittura profetico, come nella celebre scena delle “mani pulite” sventolate da un gruppo di politicanti.

Francesco Rosi per la parte del protagonista, lo spietato costruttore e consigliere comunale Edoardo Nottola, si affida a un attore americano già affermato come Rod Steiger, che raggiungerà la consacrazione internazionale qualche anno più tardi, con l’Oscar come migliore attore protagonista per La calda notte dell’ispettore Tibbs. Nel resto del cast spiccano le presenze di Salvo Randone e Guido Alberti, accompagnati da diversi semiprofessionisti o non professionisti, scelti dal regista per aumentare il realismo del film.

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“I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce.”

In pieno boom economico del dopo guerra, la città di Napoli riceve dallo stato un contributo di 300 miliardi di lire da sfruttare nell’edilizia.
Il consigliere comunale e costruttore edile Edoardo Nottola ha un progetto preciso per speculare su questi soldi, ma viene travolto dalle polemiche per il crollo di una palazzina con relativi morti e feriti, causato da lavori che la sua impresa stava eseguendo.
I partiti dell’opposizione, capeggiati dal consigliere De Vita, chiedono l’istituzione di una commissione per indagare sulla speculazione edilizia dilagante in città. Nottola dal canto suo è infastidito dall’inchiesta della commissione, ma solo perché essa provoca il blocco dei lavori che erano in corso. Esercita quindi una forte pressione sul capogruppo di destra Maglione, al fine di fare dichiarare pericolante la zona dell’incidente dal comune, in modo da poter demolire tutti gli edifici della zona e proseguire i lavori.

Ha così inizio un torbido giro di intrighi e scambi di favori, che mette in luce i lati più loschi e oscuri della politica del tempo, ma probabilmente anche di quella attuale.

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“Il denaro non è un’automobile, che la tieni ferma in un garage: è come un cavallo, deve mangiare tutti i giorni.”

Rosi sceglie di raccontare le vicende con un taglio molto realistico, sfociando quasi nel documentario durante le scene in consiglio comunale, con la scelta di alternare freneticamente i primi piani dei vari personaggi nel momento in cui stanno parlando, per enfatizzare i loro pensieri sulla vicenda.

Il realismo del racconto non esclude però scene di grande impatto emotivo, come la visita nell’ospedale dove sono ricoverati i bambini o quella più metaforica della stanza riempita dalla cartina della città di Napoli, vera e propria protagonista aggiunta del film.

Francesco Rosi, uno dei registi italiani più sottovalutati di sempre, riesce magistralmente a mescolare diverse realtà: una star del cinema internazionale con attori non professionisti, scene realizzate in studio con immagini di repertorio, le musiche di Piero Piccioni con momenti di assordante silenzio.
Il risultato finale è un affresco lucido e angosciante sugli ingranaggi della politica e sulla morale cinica e spietata di chi agisce al loro interno, una rappresentazione degli abusi che gli uomini di potere perpetrano ai danni della gente comune per riuscire a mantenere la loro posizione, una critica feroce che non risparmia niente e nessuno, evidenziata dall’amarissima sequenza finale.

Con Francesco Rosi se ne va una parte di cinema italiano che non esiste più, capace di unire qualità artistica e creativa a denuncia sociale, su cui oggi più che mai ci sarebbe terreno fertile su cui lavorare.

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Curiosità

Carlo Fermariello, che interpreta il consigliere De Vita, detrattore del modo di agire di Nottola, nella realtà ha avuto una lunghissima carriera politica ed è veramente stato consigliere comunale di Napoli. Le mani sulla città è l’unico film a cui ha preso parte nella sua vita.

Le mani sulla città viene proiettato da Peppino Impastato nel film I cento passi.

Francesco Rosi vinse grazie a questo film il Leone d’Oro al Festival di Venezia del 1963.

2 pensieri su “Le mani sulla città (1963)

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