A Clockwork Orange – Arancia Meccanica (1971)

Arancia meccanica

Titolo originaleA Clockwork Orange
Paese di ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Anno di uscita1971
Durata131′
RegiaStanley Kubrick
SceneggiaturaStanley Kubrick
MusicheWalter Carlos
InterpretiMalcolm McDowell, Patrick Magee, Warren Clarke, Michael Tarn, James Marcus, Michael Bates, Adrienne Corri
A Clockwork Orange (1971) on IMDb

 

 

arancia meccanica“E d’un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione.”

Tre anni dopo aver diretto il suo film più ambizioso e imponente, 2001: Odissea nello spazio, Stanley Kubrick dirige una delle opere cinematografiche più controverse di sempre, che a distanza di diversi decenni crea ancora forti contrasti fra chi la ritiene una delle più grandi pellicole di sempre e chi lo considera un film immorale o addirittura colpevole di inneggiare alla violenza.

A Clockwork Orange è un film complesso, che, come tutti i capolavori, richiede uno sforzo intellettuale per coglierne il messaggio, che va ben al di là della mera trama.

Stanley Kubrick lo scrisse e diresse basandosi sull’omonimo romanzo di Anthony Burgess, che rispetto al film ha però un tono meno inquietante e un finale edificante che in parte snatura l’essenza del racconto.
Il protagonista assoluto della pellicola, Alex DeLarge, è interpretato da Malcolm McDowell, che Kubrick volle a tutti i costi per il ruolo che segnò indelebilmente la carriera dell’attore britannico.

Il film è dominato dalle musiche di Rossini e Beethoven, insieme alla canzone Singing in the rain di Gene Kelly, che a dispetto dei toni gioiosi e positivi viene utilizzata durante una scena di stupro e violenza.

Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

 arancia meccanica 4
“A dir l’onesta verità, madame, io prendo parte ad un concorso internazionale studentesco, per chi riesce a smerciare più copie dell’enciclopedia a puntate.”

Il film può essere diviso in tre parti.

Nella prima, in un prossimo ma imprecisato futuro, facciamo la conoscenza del giovane Alex DeLarge e dei suoi tre amici, che insieme formano la banda dei drughi. Il nome del protagonista non è casuale: la “A” davanti a “Lex” significa letteralmente “senza legge”, che è la descrizione perfetta della vita del protagonista.
Alex e gli altri drughi vivono un’esistenza dissoluta, passando dal Korova Milk Bar, dove assumono droghe mescolate a comune latte, alla pratica di crimini ed efferatezze verso varie tipologie di persone, dai barboni alle famiglie benestanti.

Durante una delle loro serate all’insegna della violenza, i teppisti s’introducono con l’inganno in casa di uno scrittore e dell’affascinante moglie. In breve tempo i drughi cominciano a malmenare la coppia e a violentare la moglie, in una delle sequenze più disturbanti e inquietanti della pellicola, nella quale Alex esegue azioni terribilmente crudeli canticchiando Singing in the rain, che prima di allora era una canzone associata a sentimenti positivi e pacifici.
L’altra grande passione del protagonista è proprio la musica, in particolare quella di Beethoven, che ascolta ripetutamente, riferendosi al celebre compositore con il nome Ludovico Van.

Proprio la passione di Alex per la musica classica lo porta ad apostrofare e a colpire uno dei suoi compagni, reo di aver sbeffeggiato una donna che stava cantando un estratto della Nona Sinfonia di Beethoven. Questo episodio provoca una frattura fra Alex e gli altri drughi, che cercano di ridimensionare il suo ruolo di leader. Alex, ispirato dall’echeggiare de La Gazza Ladra di Rossini, ristabilisce le gerarchie del gruppo picchiando i propri compagni, che però si vendicano facendolo finire nelle mani della polizia durante un’irruzione nella villa di una ricca signora, terminata con la morte di quest’ultima.

Alex, che aveva già dei precedenti penali, viene così condannato per omicidio e costretto a 14 anni di reclusione.

arancia meccanica 2
«Stop basta vi prego vi supplico! È un Delitto! È un Delitto! Delitto, delitto, DELITTO!»
«Delitto? Che cosa sarebbe delitto?»
«Quello! Usare Ludovico Van così, lui non ha mai fatto male a nessuno! Beethoven ha solo scritto musica!»
«Sta per caso alludendo alla musica di fondo?»
«Sì!»
«Conosceva Beethoven, prima?»
«Sì!»
«Lei si diletta di musica?»
«SÌ!!!!»

A una prima parte in cui protagonista è la violenza compiuta da Alex, fa seguito una seconda in cui è proprio il ragazzo il bersaglio di una brutalità stavolta legalizzata, compiuta nei suoi confronti dallo stato.

Dopo due anni di carcere, Alex riesce a essere introdotto nel piano rieducativo del nuovo governo in carica, attraverso il quale viene offerta ai condannati la scarcerazione immediata a patto di sottoporsi a qualche giorno di uno specifico trattamento fisico e psicologico chiamato Cura Lodovico.

Alex da carnefice diventa così vittima, subendo estenuanti visioni forzate a palpebre meccanicamente spalancate di scene violente, accompagnate dalla somministrazione di particolari medicinali, con lo scopo di indurre nel paziente un rigetto fisico verso la rabbia e la brutalità.
Un grande gioco di specchi con lo spettatore, che a sua volta guarda la scena e ne è disgustato, arrivando a provare empatia per il crudele assassino che viene rieducato dal compassionevole governo.

Queste scene rappresentano il cuore narrativo e filosofico del film e ci pongono davanti ad alcuni interrogativi: qual è la malvagità peggiore? Quella di Alex, che pur in modi atroci e deprecabili esprime la sua natura o quella più fredda e lucida dello stato, che cerca di abbattere la volontà e il libero arbitrio dell’individuo condizionandone i comportamenti tramite medicinali e dolore? Può essere definita socialmente accettabile e reintegrabile una persona che evita la violenza solo per rigetto fisico e non per libera e volontaria scelta?

arancia meccanica 3
“Fu sottoposta a violenza, capisce? Fummo aggrediti da una banda di delinquenti in questa casa, proprio qui dove siamo ora! Io sono rimasto un povero storpio ma per lei lo strazio è stato troppo forte! I dottori dissero che era polmonite perché mancò qualche mese dopo, durante un’epidemia di influenza. I dottori dissero che era polmonite ma io lo so perché è morta! Vittima dell’era moderna! Povera, povera lei! E ora lei, un’altra vittima dell’era moderna. Ma lei può essere aiutato.”

Dopo la cura, Alex rientra nella società come uomo libero, ma tutto il male che ha fatto gli torna indietro come un boomerang. Tornando a casa scopre che i genitori l’hanno sostituito con un altro ragazzo adottato, di modi educati e garbati. Il padre e la madre fanno capire al figlio con grande freddezza e distacco che ora è estraneo al nuovo nucleo familiare che si è creato in sua assenza e che dovrà trovarsi un altro posto in cui vivere.

Uscendo dalla sua ormai ex abitazione, Alex s’imbatte nello stesso barbone da lui picchiato all’inizio del film, che lo riconosce e comincia a malmenarlo insieme ad altri senzatetto.
Il ragazzo viene salvato da due poliziotti, che però non sono altro che due dei suoi vecchi compagni drughi, che lo riconoscono e lo portano fuori città per picchiarlo e torturarlo.
Alex, ormai stremato, si trascina a stento sotto la pioggia davanti alla porta di un’abitazione, che è proprio quella dello scrittore da lui torturato all’inizio della pellicola, la cui moglie è morta molto probabilmente a causa delle conseguenze psicologiche lasciate in lei dal terribile episodio.

Lo scrittore collega Alex agli eventi avvenuti anni prima nella sua abitazione sentendolo cantare Singing in the rain nella vasca da bagno. Essendo un detrattore dell’attuale governo mette in atto un duplice piano: costringe Alex a un tentativo di suicidio sottoponendolo all’ascolto forzato di Beethoven, che crea in lui grande dolore fisico, ottenendo così anche il pretesto per screditare il nuovo piano rieducativo promosso dal governo.

Alex si risveglia in un letto d’ospedale, dove riceve la visita dei genitori, che respinge, e del Ministro degli Interni, che per scusarsi di quanto accaduto e soprattutto per zittire lo sdegno dell’opinione pubblica, gli offre un impiego ben retribuito e appoggiato dal governo.

Il film termina con i due che si scambiano strette di mano e sorrisi a favore delle macchine fotografiche dei giornalisti. Alex capisce di non provare più dolore pensando al sesso, lasciando intuire che i suoi istinti violenti sono pronti a riemergere, questa volta agevolati dallo stesso stato che lo aveva condannato.

arancia meccanica 5“Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova Milk Bar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova Milk Bar vende latte+, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza.”

La visione terribilmente pessimista che Kubrick aveva nei riguardi del genere umano vede l’apice in questa pellicola. Anche se disgustato dal personaggio, lo spettatore è portato a parteggiare per Alex, che subisce una violenza fisica e psicologica ancora peggiore di quella che era solito praticare, perché eseguita lucidamente e con premeditazione.

Secondo la visione di Kubrick, la violenza è parte integrante del genere umano, quindi le azioni di Alex, anche se orribili e deprecabili, sono il modo in cui il ragazzo esprime la sua natura, mentre quella che il governo opera nei suoi confronti è una forzatura che non elimina il male, ma blocca in maniera innaturale la possibilità di scegliere fra esso e il bene. I governi vengono attaccati anche per l’opportunismo e la scarsa coerenza con cui per mantenere il potere abbracciano chi prima era escluso e si associano con chi prima era nemico.

Non sono però solo i politicanti a uscire con le ossa rotte dal film: la famiglia è pronta a rinnegare i propri figli per salvaguardare rispettabilità e apparenza, mentre gli amici sono pronti a voltarsi le spalle a vicenda per ragioni di puro interesse e tornaconto personale.

L’intera umanità è dipinta da Kubrick come una gabbia di animali feroci pronti a sbranarsi l’un l’altro pur di sopravvivere.

Tantissime le scene memorabili della pellicola, oltre alle già citate è giusto segnalare anche la scena di sesso a tre velocizzata, la straziante modalità con cui Alex è costretto a visionare immagini violente e a odiare la propria musica preferita, l’iconico pestaggio al barbone con le ombre degli assalitori proiettate sul muro, la scena al ralenti di violenza fra drughi, da accoppiare intellettualmente a quella analoga nelle prime scene di 2001: Odissea nello spazio.

Tutti tasselli di un mosaico perfetto in ogni singola inquadratura e in ogni suo elemento, come la perfetta fotografia, la colonna sonora composta da alcune delle melodie più belle che siano mai state scritte e l’incredibile attenzione per il particolare anche nella scenografia, con veri e propri capolavori di Pop art inseriti nel Korova Milk Bar o nell’arredamento della casa della donna uccisa da Alex.

Arancia Meccanica è un film imprescindibile per chiunque, troppo spesso bollato superficialmente come immorale e perverso dai benpensanti o idolatrato a sproposito per le scene violente da ragazzini immaturi che non ne colgono il vero significato. Una pellicola da guardare più volte ma soprattutto da cui lasciarsi guardare, per comprendere meglio e accettare gli innati istinti che governano il genere umano.

Curiosità

La scena accelerata di sesso fra Alex e le due ragazze fu girata in una singola ripresa ininterrotta lunga 28 minuti.

Prima di girare la scena dello stupro, Adrienne Corri disse a Malcolm McDowell che stava per avere la prova che era una rossa naturale.

La scena dello scambio di neonati in C’era una volta in America è una chiara citazione di Arancia Meccanica, esplicitata dalla musica di Rossini e dal latte bevuto da uno dei malviventi.

Nella sceneggiatura originale non era previsto che Alex cantasse Singing in the rain durante l’irruzione in casa dello scrittore. Kubrick chiese a Malcolm McDowell di ballare durante i suoi atti di violenza, perché trovava la scena troppo convenzionale. L’attore improvvisò e accompagnò il suo ballo cantando proprio la canzone di Gene Kelly. Il regista fu entusiasta dell’idea e comprò i diritti della canzone per poche migliaia di dollari.

Gene Kelly fu disgustato per l’utilizzo fatto della sua canzone nel film, tanto che quando incontrò Malcolm McDowell ad un party qualche anno dopo lo evitò con sdegno.

Heath Ledger ha dichiarato di essersi ispirato all’amoralità di Arancia Meccanica per la sua interpretazione di Joker ne Il Cavaliere Oscuro.

La scena finale è stata girata 74 volte.

Nella scena del negozio di dischi si vede chiaramente un manifesto di 2001: Odissea nello spazio.

La scena in cui il Ministro seleziona Alex per la cura Ludovico, contiene un omaggio al quadro La ronda dei prigionieri di Van Gogh, replicato fedelmente con gli attori in carne e ossa.

Quentin Tarantino ha dichiarato che per la scena della tortura sulle note di Stuck in the middle with you in Reservoir dogs ha tratto ispirazione dalla scena a casa dello scrittore in cui Alex canta Singing in the rain.

5 pensieri su “A Clockwork Orange – Arancia Meccanica (1971)

  1. Pingback: Taxi Driver(1976) | Nuovo Cinema Lebowski

  2. Pingback: Straw Dogs – Cane di paglia (1971) | Nuovo Cinema Lebowski

  3. Pingback: Oscar 2015 per i migliori costumi | Nuovo Cinema Lebowski

  4. Pingback: Children of Men – I figli degli uomini (2006) | Nuovo Cinema Lebowski

  5. Pingback: Fargo (1996) | Nuovo Cinema Lebowski

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.