Oscar 2015 per la migliore regia

Oscar per la migliore regia

Nomination

Alejandro González Iñárritu Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Richard Linklater Boyhood
Bennett Miller Foxcatcher
Wes Anderson The Grand Budapest Hotel
Morten Tyldum The Imitation Game

La seconda categoria più importante della serata è anche una delle più combattute e dall’esito più incerto.
Chiunque sarà il regista vincitore, lo sarà per la prima volta: per Richard Linklater, Wes Anderson e Morten Tyldum è la prima nomination alla migliore regia in carriera, mentre Alejandro González Iñárritu Bennett Miller sono alla seconda candidatura, ma nella precedente nomina non hanno portato a casa il premio.

Da quando le nomination per il miglior film sono state aumentate fino a un massimo di dieci, Bennet Miller è il primo regista ad essere candidato per la migliore regia senza che il rispettivo film sia candidato al premio per la migliore pellicola.
Il suo Foxcatcher ha proprio nella regia una delle sue componenti più importanti: atmosfere glaciali e inquadrature perfette per scandagliare l’animo di personaggi coinvolti in rapporti insani e morbosi, resi egregiamente da un’ottima prova degli attori, sfruttati al massimo delle loro potenzialità dal regista. Una conferma per Bennett Miller, al terzo film in carriera, dopo Capote e Moneyball, con un’opera non del tutto convincente, ma stilisticamente inappuntabile.

Il norvegese Morten Tyldum ha conquistato uno dei riconoscimenti più ambiti nella carriera di un regista con The Imitation Game, sua prima prova internazionale.
Il suo biopic sulla vita di Alan Turing è molto formale e poco graffiante nei confronti delle istituzioni e della società inglese del tempo, anche se non difetta nella ricostruzione di uno degli aspetti meno conosciuti della seconda guerra mondiale e nella descrizione delle angherie e dei soprusi che ha dovuto subire il celebre matematico.
Non convince del tutto la nomination per una regia senza difetti, ma priva di particolari virtuosismi, che comunque non verrà premiata con la statuetta.

Wes Anderson ha raggiunto la prima meritatissima nomination in carriera per The Grand Budapest Hotel, film in cui la sua impronta è immediatamente riconoscibile e distinguibile: ambientazioni dal tono fiabesco e dal clima surreale fanno da sfondo a una narrazione profonda e ricca di contenuti, alcuni dei quali anche abbastanza seri e importanti, dando come risultato un film piacevole in ogni sua componente e senza sbavature.
Wes Anderson non gode dei favori del pronostico: la sua vittoria sarebbe abbastanza sorprendente, ma non immeritata.

Alejandro González Iñárritu è leggermente favorito secondo i bookmakers, avendo ottenuto importanti riconoscimenti per la sua regia in Birdman da associazioni di critici e operatori del settore. Personalmente assegnerei proprio a lui la statuetta, come riconoscimento per un lavoro mastodontico sul set che ha messo a dura prova attori e troupe, dando come risultato la sensazione di assistere a un unico lunghissimo piano sequenza, ideale per immergersi nella vita dietro le quinte di una sgangherata compagnia teatrale e nei pensieri di un attore in crisi esistenziale e artistica.
La scelta del regista messicano di girare il film in questa maniera poco convenzionale andrebbe elogiata e premiata, come esempio di cinema che sa ancora inventarsi ed esplorare strade poco battute.

Il film che secondo me conquisterà il premio durante la notte degli Oscar sarà Boyhood.
La pellicola di Richard Linklater è un esperimento durato ben 12 anni, che mostra il cambiamento di una giovane vita e l’invecchiamento di chi gli sta intorno non con abili scelte di trucco e di casting, ma attraverso lo scorrere reale del tempo, rompendo di fatto una delle ultime barriere cinematografiche.
Linklater è riuscito nell’impresa di realizzare uno straordinario film cresciuto insieme agli attori durante quei 12 anni, rendendo omogenee riprese e inquadrature effettuate in un lasso di tempo così ampio. Anche se la mia scelta sarebbe un’altra, non sarei quindi deluso da un premio alla regia di Linklater, reso molto probabile anche dalla vittoria ai Golden Globe e ai BAFTA, che gli Oscar hanno smentito completamente solo 3 volte negli ultimi 15 anni.

Chi vincerà: Richard Linklater – Boyhood
Chi dovrebbe vincere per Nuovo Cinema LebowskiAlejandro González Iñárritu – Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Vincitore dell’Oscar 2015 per la migliore regia: Alejandro González Iñárritu – Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)

birdman

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