Relatos salvajes – Storie pazzesche (2014)

Storie pazzesche

Titolo originaleRelatos salvajes
Paese di Produzione: Argentina
Anno di uscita2014
Durata122′
RegiaDamián Szifrón
SceneggiaturaDamián Szifrón
MusicheGustavo Santaolalla
Interpreti: Ricardo Darín, Leonardo Sbaraglia, Darío Grandinetti, Nancy Dupláa, Óscar Martínez, Érica Rivas, Rita Cortese, Julieta Zylberberg, María Onetto, Osmar Núñez
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Storie pazzesche
“Possiamo tutti perdere il controllo.”

Storie pazzesche è una dark comedy argentina del 2014, nominata all’Oscar per il miglior film straniero.
Il film è l’unione di sei cortometraggi, indipendenti fra loro dal punto di vista della trama, ma legati dal filo conduttore della rabbia e della vendetta.
La pellicola è stata prodotta dai fratelli Pedro e Agustín Almodóvar e diretta da Damián Szifrón, al suo terzo lungometraggio da regista.
Nel cast spicca la presenza di Ricardo Darín, già protagonista di film conosciuti e apprezzati a livello internazionale, come Il segreto dei suoi occhi e Cosa piove dal cielo?.

Storie pazzesche 3“Il carcere non è poi così male, si mangia, non si paga l’affitto, si gioca a carte…”

Le sei storie presentate nel film sono:
1)Pasternak, prologo in cui tutti i passeggeri di un volo scoprono di avere in comune la conoscenza dell’uomo che dà il titolo all’episodio e soprattutto dei dissidi con lui.
2)I Ratti, che narra la vicenda di una cameriera, che vede arrivare nel ristorante in cui lavora l’uomo che ha portato alla rovina la sua famiglia, cominciando così a meditare una vendetta nei suoi confronti, istigata dalla cuoca.
3)Il più forte, che racconta le conseguenze estreme scaturite da un diverbio fra due uomini a proposito di un sorpasso lungo una strada poco trafficata.
4)Bombetta, dove un esperto di demolizioni comincia una battaglia contro le istituzioni e le autorità, colpevoli di averlo multato a suo parere ingiustamente.
5)La proposta, in cui un padre benestante cerca con ogni mezzo lecito ed illecito di evitare il carcere al figlio, reo di avere investito una donna incinta e di essere fuggito dopo l’incidente.
6)Fino a che morte non ci separi, dove una festa di matrimonio degenera in un vortice di violenza e imbarazzo a causa della scoperta da parte della novella sposa di ripetute infedeltà del suo nuovo marito.

Storie pazzesche 2
“Io sto descrivendo una realtà! Dov’è la violenza?”

Storie Pazzesche sballotta lo spettatore in un universo non molto lontano dalla realtà, in cui i personaggi sfogano i propri istinti più animaleschi non comprimendo la loro rabbia, ma facendola esplodere nel modo più feroce possibile.

Uno humour che più nero non si può è l’ideale accompagnamento alle avventure dei protagonisti, che riescono a divertire anche nei momenti in cui la tensione è alle stelle.
La risata è però accompagnata da un retrogusto amaro, dato dalla consapevolezza che la rabbia che accompagna le azioni dei personaggi scaturisce dalla frenesia e dalla profonda irrazionalità che permea la società moderna, che potrebbe spingere chiunque oltre il limite della sopportazione, facendogli così perdere completamente il controllo.

Forse non è un caso che questa pellicola sia nata proprio in questi anni in una terra sconvolta da problemi economici e grandi conflitti sociali come quella argentina, popolata da diverse persone sull’orlo del baratro, ridotte in miseria da uno stato che spreme i cittadini per sanare i propri problemi economici e in cui persino l’amore è possibile solo al prezzo di fiumi di rancore e rabbia da rovesciarsi addosso reciprocamente, come raffigurato nel quarto e nel sesto episodio, probabilmente i più riusciti.

Damián Szifrón rielabora temi e atmosfere della grande commedia italiana di Ettore Scola e Pietro Germi, aggiungendo dialoghi scoppiettanti ed esilaranti tipici di Quentin Tarantino e ottenendo un’originale ed esplosiva miscela finale, sicuramente fra le più riuscite commedie degli ultimi anni, capace di tenere continuamente con il fiato sospeso lo spettatore, che, a causa delle tinte sempre più forti del film e dei comportamenti sempre più estremi da parte dei personaggi, non sa cosa aspettarsi nella scena successiva.

Attori in stato di grazia e volutamente sopra le righe completano l’opera, rendendo perfettamente l’esasperazione dei protagonisti e la rabbia che li pervade.
Da segnalare gli azzeccati e insoliti titoli di testa, in stile anni ’70 e raffiguranti immagini di animali selvaggi, i quali, oltre a dare il titolo al film, si allineano con lo stato d’animo dei personaggi della pellicola.

Curiosità

Il regista e sceneggiatore, Damián Szifrón, ha dichiarato di avere tratto ispirazione per il film dalla serie televisiva Amazing Stories, ideata da Steven Spielberg.

È il terzo film con Ricardo Darín nel cast nominato per l’Oscar per il miglior film straniero.

Damián Szifrón ha dichiarato di avere scritto quasi tutte le storie del film mentre era nella vasca da bagno, luogo che lo ispira particolarmente.

2 pensieri su “Relatos salvajes – Storie pazzesche (2014)

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