Non ci resta che piangere (1984)

Non ci resta che piangere

Titolo originaleNon ci resta che piangere
Paese di ProduzioneItalia
Anno di uscita: 1984
Durata107′
RegiaMassimo Troisi, Roberto Benigni
SceneggiaturaMassimo Troisi, Roberto Benigni, Giuseppe Bertolucci
MusichePino Donaggio
InterpretiMassimo Troisi, Roberto Benigni, Amanda Sandrelli, Paolo Bonacelli, Iris Peynado, Lidia Venturini, Carlo Monni, Nicola Morelli
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Non ci resta che piangere 2“Frittole, estate quasi 1500.

Santissimo Savonarola, quanto ci piaci a noi due! Scusa le volgarità eventuali. Santissimo, potresti lasciar vivere Vitellozzo, se puoi? Eh?
Savonarola, e che è? Oh! Diamoci una calmata, eh! Oh! E che è? Qua pare che ogni cosa, ogni cosa uno non si può muovere che, questo e quello, pure per te! Oh! Noi siamo due personcine perbene, che non farebbero male nemmeno a una mosca, figuriamoci a un santone come te. Anzi, varrai più di una mosca, no?

Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto.
Scusa per il paragone tra la mosca e il frate, non volevamo minimamente offendere.

I tuoi peccatori di prima, con la faccia dove sappiamo, sempre zitti, sotto.”

Non ci resta che piangere è una commedia italiana del 1984, scritta, diretta e interpretata dall’inedita coppia formata da Roberto Benigni e Massimo Troisi, due dei massimi esponenti del genere negli ultimi decenni.
Il film nacque dal desiderio di lavorare insieme da parte dei due protagonisti, che partirono dallo spunto iniziale di due uomini catapultati indietro nel tempo, proseguendo poi senza una linea ben precisa e delineata, dando libero sfogo al proprio estro e cambiando più volte idea sulla piega da fare prendere alla storia.
Non ci resta che piangere è ancora oggi una delle commedie italiane più amate e apprezzate dal pubblico, entrata nell’immaginario collettivo grazie ad alcune scene esilaranti, come quella della celebre lettera a Savonarola.

non ci resta che piangere 3«Ricordati che devi morire!»
«Come?»
«Ricordati che devi morire!»
«Va bene.»
«Ricordati che devi morire!»
«Sì, sì… no, mo’ me lo segno.»

Saverio (Roberto Benigni) e Mario (Massimo Troisi) sono rispettivamente maestro e bidello di una scuola elementare. Fermi in macchina davanti a un passaggio a livello discutono della sorella di Saverio, che il maestro vorrebbe accasare con l’amico Mario.
A causa del protrarsi dell’attesa, i due decidono di aggirare il passaggio a livello passando per una strada secondaria in mezzo ai campi, finendo però per rimanere fermi in mezzo alla campagna a causa di un guasto dell’automobile.
Saverio e Mario decidono di pernottare in una locanda. Al mattino successivo, si accorgono dei comportamenti inusuali da parte degli altri avventori della locanda.
Capiscono ben presto di essere inspiegabilmente tornati indietro nel tempo di circa 500 anni. Comincia così una successione di spassose gag dei due, alle prese con una realtà completamente diversa da quella a cui erano abituati.

Non ci resta che piangere 3“Ma 9 per 9 farà 81?”

Non ci resta che piangere è un film basato quasi esclusivamente sul talento e sull’irresistibile comicità dei due protagonisti, una coppia ottimamente assortita che unisce la timidezza e la dolcezza del partenopeo Troisi con la veracità e vulcanicità del toscano Benigni. I due fuoriclasse della commedia italiana, con la capacità di improvvisazione e con la naturale alchimia che si crea fra loro, riescono a sopperire a una sceneggiatura estremamente sfilacciata, anche a causa del particolare processo creativo che ha portato Benigni e Troisi a modificare la storia più volte in corso d’opera.

Lo squilibrio fra tecnica e talento non impedisce al film di proporre riflessioni non banali sulla modernità e sui veri valori della vita, figlie di un periodo come quello degli anni ’80, in cui la società era protesa versa un futuro in cui tutto sembrava possibile ma ancora saldamente ancorata alle tradizioni. Un sottile filo di malinconia e di tristezza lega una serie di scene divertenti con alcuni momenti particolarmente toccanti, come il corteggiamento di Pia (una bellissima Amanda Sandrelli) da parte di Mario, sulle note di Yesterday, o la sequenza in spiaggia nelle battute conclusive della pellicola.

Nel riguardare scene viste e riviste decine di volte, come il passaggio del carro con annessa richiesta di un fiorino, il tentativo della coppia di spiegare invenzioni di secoli dopo a un esterrefatto Leonardo Da Vinci o i continui siparietti con Parisina (Lidia Venturini), è difficile non avere rimpianti per l’impossibilità di rivedere una coppia che avrebbe potuto dare ancora tantissimo al cinema italiano e per la prematura scomparsa di un talento delicato e poetico come quello di Massimo Troisi, che ha lasciato un vuoto incolmabile che si fa sentire ancora di più in tempi come questi, in cui la comicità nostrana è troppo spesso rozza, fracassona e affidata a personaggi dallo scarsissimo talento artistico.

non ci resta che piangere 5“Alt! Chi siete? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!”

Curiosità

Non ci resta che piangere è il primo e unico film in cui Benigni e Troisi compaiono insieme.

Nella versione televisiva del film, Leonardo Da Vinci non compare e l’amazzone Astriaha ha più spazio, venendo coinvolta anche in un triangolo amoroso coi due protagonisti.

Non ci resta che piangere fu il film con il maggiore incasso in Italia nella stagione 1984-1985. Al secondo e al terzo posto arrivarono rispettivamente Ghostbusters e Indiana Jones e il tempio maledetto.

Nella scena della dogana Troisi e Benigni ridono continuamente, probabilmente anche quando non sarebbe richiesto. I due comici hanno dichiarato di avere rinunciato a girare la scena in un’altra maniera, perchè non riuscivano a rimanere seri.

La scena della lettera a Savonarola è una chiara citazione del film Totò, Peppino e… la malafemmina, in cui i due protagonisti scrivono una missiva analoga.

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