La lunga notte del ’43 (1960)

La lunga notte del 43

Titolo originaleLa lunga notte del ’43
Paese di ProduzioneItalia
Anno di uscita1960
Durata: 105′
RegiaFlorestano Vancini
SceneggiaturaFlorestano Vancini, Ennio De Concini, Pier Paolo Pasolini
MusicheCarlo Rustichelli
Interpreti: Belinda Lee, Gabriele Ferzetti, Enrico Maria Salerno, Gino Cervi, Raffaella Carrà, Andrea Checchi, Loris Bazzocchi, Nerio Bernardi
It Happened in '43 (1960) on IMDb

La lunga notte del 43 4«Proprio qui li hanno fucilati, erano sparsi sul marciapiede in questo punto qui.»
«In che giorno è stato esattamente?»
«Il 15 Dicembre del ’43, verso le 4 del mattino. Li hanno lasciati qui fino alle prime ore del pomeriggio.»

La lunga notte del ’43 fu il lungometraggio d’esordio di Florestano Vancini, regista ferrarese sottovalutato da pubblico e critica, che ha fatto della ricostruzione storica e dell’impegno politico i temi portanti della propria carriera, ricca di film importanti, fra cui è giusto citare Le stagioni del nostro amore e Il delitto Matteotti.
Il film è ambientato a Ferrara durante l’autunno del 1943, pochi mesi dopo la caduta di Benito Mussolini, e racconta la storia vera del brutale assassinio di 11 antifascisti davanti al Castello Estense.
La lunga notte del ’43 è basato su un omonimo racconto contenuto nella raccolta Cinque storie ferraresi di Giorgio Bassani e vinse il premio per la migliore opera prima al Festival di Venezia del 1961.

La lunga notte del 43 3

Pino Barillari (Enrico Maria Salerno) è il proprietario di una farmacia di Ferrara, in cui lavora la moglie Anna, interpretata da Belinda Lee. Pino è costretto a un’invalidità quasi totale. Passa le giornate leggendo il giornale, compatendo sé stesso e osservando dalla finestra gli abitanti di una Ferrara ingrigita dall’autunno e dal corso della guerra.
Anna vive una vita triste e monotona, passando dal lavoro in farmacia all’assistenza del marito infermo. L’unica sua valvola di sfogo è andare al cinema, dove un giorno incontra Franco Villani (Gabriele Ferzetti), con cui in passato ha avuto una relazione.
Fra i due scatta immediatamente un ritorno di fiamma, ostacolato però dal matrimonio di Anna e dalle posizioni politiche di Franco e della sua famiglia, che lo rendono un soggetto a rischio di azioni violente da parte dei fascisti, in particolare dal temibile Carlo Aretusi (Gino Cervi), ex commilitone di Pino Barillari, conosciuto in città con il soprannome di “Sciagura”.

La lunga notte del 43 2

La lunga notte del ’43 è un’opera completa e fortemente introspettiva, che riesce ad amalgamare con grande coerenza narrativa una storia d’amore dai profondi risvolti morali, la descrizione di un periodo di storia italiana e il racconto di un terribile episodio di violenza avvenuto durante l’ultima fase del regime fascista.

Le vicende e i dubbi morali di Anna, prigioniera di un matrimonio in cui non crede più e protesa verso un amore impossibile da raggiungere, si accoppiano in un affascinante parallelismo alla situazione di Ferrara, stretta in egual misura fra una dittatura che volgeva verso il termine e una normalità ancora troppo lontana da conquistare.

Gran parte della riuscita della pellicola è merito di un cast formato da attori di assoluta bravura e tutti perfettamente calati nella parte, fra cui meritano sicuramente una menzione un irriconoscibile Gino Cervi, nella parte del diabolico Sciagura, figura agli antipodi del suo più celebre personaggio di Peppone, insieme alla compianta Belinda Lee, che morirà pochi mesi dopo per un tragico incidente d’auto a soli 25 anni, autrice di una prova eccezionale nei panni di una donna di grande carattere, che vive emozioni forti e contrastanti fra loro.

La lunga notte del ’43 è un film di grande importanza storica e artistica, che affronta senza paura momenti bui della storia nostrana e temi molto forti per l’epoca come quello dell’adulterio, scelte che comportarono alla produzione del film difficoltà nella realizzazione e un divieto per i minori di 16 anni, decisione che con il senno di poi e con la morale di oggi appare francamente incomprensibile. Vancini è riuscito ad andare oltre a una storia d’amore poco convenzionale, riuscendo a tratteggiare con grande tatto e sensibilità una parte di storia italiana e a evidenziare con la giusta durezza i passaggi più terribili e il cambiamento repentino avvenuto nella morale comune al termine della guerra, come sottolineato dallo splendido e altamente simbolico finale.

Curiosità

Durante i film vengono mostrate le locandine di alcuni film dell’epoca, fra cui Noi vivi, Non mi muovo!I bambini ci guardano.

Nella piccola parte di Ines Villani compare una diciassettenne Raffaella Carrà.

Il film che Anna e Franco guardano al cinema è Violette nei capelli di Carlo Ludovico Bragaglia.

La lunga notte del ’43 è stato selezionato nella lista dei 100 film italiani da salvare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.