Big Trouble in Little China – Grosso guaio a Chinatown (1986)

Grosso guaio a Chinatown2Titolo originaleBig Trouble in Little China
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita1986
Durata100′
RegiaJohn Carpenter
SceneggiaturaGary GoldmanW.D. RichterDavid Z. Weinstein
MusicheJohn Carpenter, Alan Howarth
Interpreti: Kurt Russell, Kim Cattrall, James Hong, Dennis Dun, Kate Burton, Victor Wong, Peter Kwong, Suzee Pai, Donald Li, Carter Wong
Big Trouble in Little China (1986) on IMDb

 

Grosso guaio a Chinatown 4«Sei pronto?»
«Io sono nato pronto.»

Non stupisce che uno dei film più fantasiosi, esagerati e divertenti di un decennio ricco di personaggi da ricordare come quello degli anni ’80 provenga dalla geniale mente di uno dei registi più poliedrici e sottovalutati della storia del cinema, che risponde al nome di John Carpenter, qui completamente a briglia sciolta in una pellicola ambientata nei sotterranei di San Francisco e popolata da creature malvagie, che attraversa i più disparati generi, dal fantasy ai kung fu movie, dall’horror alla commedia, rielaborandoli e ottenendo un risultato finale quanto mai originale e delirante.

Grosso guaio a Chinatown 7«Ma come Jack, non le dai neanche un bacio di addio?»
«No.»

Il mattatore del film è uno straordinario Kurt Russell, che, dopo i personaggi di Snake (in italiano Jena) Plissken in Escape from New York e di MacReady in The Thing, diretti entrambi dallo stesso Carpenter, regala al pubblico un’altra figura entrata nell’immaginario collettivo come quella di Jack Burton, che si carica in spalle il film a suon di sberleffi, battute e leggendarie spacconate, quasi sempre smentite dalla realtà dei fatti, che lo vede inadeguato alla gravità della situazione.
Difficile pensare che un film come Grosso guaio a Chinatown, che tutti i nati fra gli anni ’70 e ’80 avranno visto allo sfinimento al punto da ricordarne a memoria diversi passaggi, sia stato un clamoroso insuccesso commerciale, mettendo in serio pericolo le carriere di Kurt Russell e John Carpenter; fortunatamente, come spesso succede, il tempo ha dato ragione al film, che ora è unanimemente considerato come un cult e un caposaldo della cultura popolare.

Grosso guaio a Chinatown 3“E adesso miei diletti discepoli, è il momento della verità: lo spillo dell’amore.”

Jack Burton (Kurt Russell), camionista rozzo e sbruffone, accompagna il suo amico Wang Chi a prelevare la fidanzata di quest’ultimo, bellissima ragazza dagli occhi verdi in arrivo dalla Cina.
Poco dopo la rapida conoscenza di Jack con la giovane avvocatessa Gracie Law (Kim Cattrall), la fidanzata di Wang viene rapita da una banda criminale; Jack e Wang inseguono i rapitori per la Chinatown di San Francisco, finendo però per essere coinvolti in una colluttazione fra bande rivali e soprattuto in mezzo a mostruose creature dai poteri sovrannaturali, fra cui il temibile Lo Pan (James Hong), capo della setta dei Wing Kong e mandante del rapimento, perchè in cerca di una ragazza dagli occhi verdi per rompere una maledizione pendente su di lui.
I due uomini trovano riparo nel ristorante di Wang e formano un gruppo insieme a Gracie, la sua amica reporter Margo e agli orientali Egg Shen ed Eddie Lee.
Per l’improvvisata compagnia comincia così una serie di avventure e peripezie nei sotterranei di Chinatown, dove faranno la conoscenza di terribili creature e antiche leggende, finendo per essere coinvolti nella millenaria lotta fra il Bene e il Male.

Grosso guaio a Chinatown 5“Esplosioni verdi, gente che entra e esce volando, ah non può essere vero, io chiamo la polizia… E poi rivoglio il mio camion!”

Forse la ragione principale dell’insuccesso di Grosso guaio a Chinatown, più che in una campagna pubblicitaria che molti hanno definito sbagliata, risiede nell’impreparazione e nell‘incapacità da parte del pubblico dell’epoca di digerire le svariate finezze contenute nel film.
La componente più importante risiede nel ruolo interpretato da Kurt Russell, che esegue una parodia di sé stesso e del suo Snake Plissken impersonando un antieroe alle prese con una situazione più grande di lui e risultando, ad eccezione del finale, sempre inutile o dannoso per il resto della compagnia, non facendo seguire dai fatti i suoi atteggiamenti e le sue affermazioni da simpatico smargiasso.
L’abilità di Carpenter di giocare con gli stereotipi non si ferma però ai personaggi di Jack Burton o dei suoi nemici, caratterizzati tutti come esseri malvagi privi di qualsiasi sentimento, ma comprende anche l’aspetto narrativo, con una successione di situazioni ricorrenti del fantasy come il rapimento di una ragazza, il viaggio verso il nascondiglio del villain attraverso tappe intermedie sempre più pericolose e la presenza di maledizioni da spezzare, mescolate sapientemente con alcune situazioni da film western (Il West originariamente doveva essere l’ambientazione della pellicola) e con diverse scene che omaggiano apertamente il cinema di arti marziali, in un miscuglio esplosivo che ha spiazzato non poco il pubblico dell’epoca, abituato a generi e ambientazioni ben definiti.

Una colonna sonora coinvolgente e in pieno stile anni ’80, composta come al solito dallo stesso Carpenter, è il perfetto accompagnamento per il film, che dal punto di vista tecnico vede anche una forte presenza di effetti speciali, decisamente riusciti per l’epoca, e di una scenografia tenebrosa e misteriosa al punto giusto.

John Carpenter completa la vena dissacratoria del film con un finale ironico e tutt’altro che scontato, che lascia aperta la porta per un sequel, che al momento è stato realizzato solo a fumetti ma di cui non sentiamo la mancanza, perchè ogni volta che lo vogliamo Jack Burton è sempre pronto per farci tornare di nuovo ragazzi e guidarci ancora una volta con la sua spavalderia in un magico mondo fatto di mostri, leggende orientali e arti marziali.

Grosso guaio a Chinatown 6“I consigli del vecchio Pork Chop Express sono preziosi, specialmente nelle serate buie e tempestose, quando i fulmini lampeggiano, i tuoni rimbombano e la pioggia viene giù in gocce pesanti come piombo. Basta che vi ricordiate quello che fa il vecchio Jack Burton, quando dal cielo arrivano frecce sotto forma di pioggia e i tuoni fanno tremare i pilastri del cielo. Sì, il vecchio Jack Burton guarda il ciclone scatenato proprio nell’occhio e gli dice: Mena il tuo colpo più duro, amico. Non mi fai paura.”

Curiosità

Il film fu un insuccesso dal punto di vista commerciale, arrivando a incassare solo 11 milioni di dollari totali a fronte di un budget di circa 25.

Durante le riprese, a Kurt Russell venne l’influenza; il sudore che lo ricopre in alcune scene è reale e dovuto alla febbre.

La prima scelta di John Carpenter per il ruolo di Wang Chi era Jackie Chan, ma il celebre artista marziale hongkonghese rifiutò la parte.

Nella traduzione italiana del film, quando Ego offre a Jack una pistola gli dice “ti sentirai un uomo arsenale”. Nella versione originale Egg dice “You’ll feel like Dirty Harry”, chiara citazione al personaggio interpretato da Clint Eastwood nella serie di film dell’ispettore Callaghan.

Kurt Russell fu fin da subito la prima scelta di John Carpenter per il ruolo di Jack Burton, mentre la Twentieth Century Fox, casa di produzione del film, voleva per la parte un nome più importante come quelli di Jack Nicholson o Clint Eastwood, i quali però rifiutarono la parte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.