Picnic at Hanging Rock – Picnic ad Hanging Rock (1975)

Picnic ad Hanging RockTitolo originalePicnic at Hanging Rock
Paese di Produzione: Australia
Anno di uscita: 1975
Durata: 115′
Regia: Peter Weir
Sceneggiatura: Cliff Green
Musiche: Bruce Smeaton
Interpreti: Rachel Roberts, Vivean Gray, Kirsty Child, Helen Morse, Jacki Weaver, Anthony Llewellyn-Jones, Anne Lambert, Karen Robson, Frank Gunnell, Jane Vallis
Picnic at Hanging Rock (1975) on IMDb

 

 

 

Picnic ad Hanging Rock 2
“Se Picnic a Hanging Rock sia realtà o fantasia, i lettori dovranno deciderlo per conto proprio. Perché quel fatidico picnic ebbe luogo nell’anno 1900 e tutti i personaggi che compaiono nel libro sono morti da molto tempo, la cosa pare non abbia importanza”
Introduzione dell’autrice Joan Lindsay al romanzo da cui è tratto il film

Picnic ad Hanging Rock è una pellicola del 1975 tratta dall’omonimo romanzo di Joan Lindsay e diretta dall’allora sconosciuto Peter Weir, che in seguito dirigerà altri film indimenticabili come L’attimo fuggente e The Truman Show, 
Picnic ad Hanging Rock è uno dei più inquietanti e misteriosi film mai realizzati, che riesce a disturbare e ad affascinare anche dopo più di 40 anni dalla sua uscita, attirando lo spettatore nel suo enigma e nella sua atmosfera sospesa nel tempo, teatro perfetto per un indimenticabile incontro e scontro della civiltà umana, con la sua razionalità e le sue regole, con la natura primitiva e i suoi inspiegabili segreti.
Nel proseguimento della recensione si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

Picnic ad Hanging Rock 4  “La vita è un sogno, nient’altro che un sogno. Il sogno di un sogno”

La storia comincia il 14 Febbraio del 1900, quando le ragazze del collegio Appleyard, amministrato dall’inflessibile Mrs. Appleyard (Rachel Roberts), vengono portate a fare una gita presso il complesso roccioso denominato Hanging Rock, con l’eccezione di Sara (Margaret Nelson), dal carattere difficile e con una forte attrazione per la sua compagna Miranda.
Quattro delle ragazze, Miranda, Marion, Edith e Irma, interpretate rispettivamente da Anne Lambert, Jane VallisChristine SchulerKaren Robson, chiedono e ottengono il permesso di avvicinarsi alle rocce per poterle osservare meglio; Miranda, oltre a essere la ragazza più bella delle quattro, è anche quella dalla più spiccata vena poetica e artistica e sembra conoscere molto a proposito della natura di Hanging Rock.

Improvvisamente ha inizio una serie di eventi inspiegabili, con gli orologi della comitiva che si fermano, le quattro ragazze che si addormentano ai piedi del complesso roccioso, per poi risvegliarsi cominciando a scalarlo e infine Edith che torna indietro evidentemente scossa e senza memoria dell’accaduto, denunciando la scomparsa delle altre tre ragazze.
Oltre alle ragazze è scomparsa anche la professoressa di matematica McCraw, interpretata da Vivean Gray.
Ha così inizio la febbrile ricerca delle ragazze, che porterà chiunque cerca di scoprire il loro destino a terribili conseguenze personali, fra cui due ragazzi infatuati delle scomparse e la stessa direttrice Appleyard. Irma verrà ritrovata alcuni giorni dopo con le unghie rotte e priva di memoria dell’accaduto, mentre di Miranda e Marion non si saprà mai più nulla.

Picnic ad Hanging Rock 3
“A volte penso che pochi esseri abbiano uno scopo, ma probabilmente uno scopo esiste per tutti, in disegni misteriosi.”

Difficile classificare un film come Picnic ad Hanging Rock senza compiere forzature o ingabbiarlo in una definizione che ne riduca la portata e l’immenso valore. L’aspetto che tutti ricordano del film è sicuramente la sua componente misteriosa, che sfocia in un giallo senza soluzione, almeno apparentemente, come vedremo in seguito.
Pochissimi altri film nella storia hanno saputo sfruttare la narrazione per sottrazione in modo tanto azzeccato e completo; lo spettatore vive un senso di profonda inquietudine ed è spronato a riflessioni su temi non banali come l’eterna lotta fra umanità e natura, fra razionale ed esoterico e fra le rigide regole e la voglia di ricerca senza che gli venga mostrato praticamente nulla, neanche un atto di violenza esplicita, nessuna creatura terrificante, il sangue è praticamente azzerato: a lavorare è la sceneggiatrice migliore del mondo, l’immaginazione umana.

La prima parte della pellicola è sicuramente la migliore, dominata da un’atmosfera onirica, creata anche grazie all’uso di una fotografia particolarmente ovattata, e dalla nitida sensazione che stia per accadere un evento terribile. La leggerezza e l’eleganza di Miranda, la protagonista che rimane più impressa nella memoria anche se inquadrata per pochi minuti, si oppongono alla natura minacciosa rappresentata da Hanging Rock, che sembra celare al suo interno misteri che risalgono all’alba dell’umanità, sottolineati dai continui riferimenti alla cultura aborigena e accentuati dall’atmosfera creata dalle musiche composte con il flauto di Pan, che la nostra fantasia associa alle leggende ancestrali.

La parte centrale e quella finale della pellicola vivono di rendita sulla prima, infittendo il mistero creato e concentrandosi sui personaggi di contorno, mostrando il cambiamento che avviene nelle loro vite quando cercano di fare luce sui fatti ed evidenziandone i rapporti interpersonali, fra i quali è opportuno citare lo scontro fra la rigida e inflessibile Mrs. Appleyard e la orfana e fragile Sara, con quest’ultima che finisce per suicidarsi a causa della pressione imposta su di lei dalla severa direttrice, tragico avvenimento che ne ricorda uno analogo dell’altro capolavoro di Peter Weir L’attimo fuggente, che come Picnic ad Hanging Rock invita i giovani a liberarsi delle assurde costrizioni imposte loro dalla società e a vivere la vita con passione e curiosità.

La morte della direttrice, non mostrata ma svelata a parole, che non sappiamo se è stata accidentale o dovuta a un altro suicidio, aggiunge l’ultimo tassello a un puzzle che appare senza soluzione, fatto di tanti indizi, come le unghie spezzate, i piedi puliti e il corsetto scomparso di Irma, gli orologi fermi alla stessa ora, la dimenticanza di quanto avvenuto e le fortissime ripercussioni che avvengono nella vita di chi si avvicina alle rocce, come i due ragazzi Michael e Albert, i piccoli dettagli che lasciano intendere che Miranda sapesse molto sulla natura di Hanging Rock e molto altro.
Tante sono state le teorie su quanto accaduto ad Hanging Rock, da quelle più razionali come l’opera di un serial killer o la caduta della ragazze in un buco nel terreno, a quelle più soprannaturali come il rapimento da parte di creature aliene o l’entrata delle ragazze in un’altra dimensione, ma nessuna di queste è mai stata confermata dalla produzione o da Peter Weir.
La scrittrice del romanzo Joan Lindsay non ha mai fatto luce sul mistero di Hanging Rock, ma ha dato disposizione di pubblicare dopo la sua morte l’ultimo capitolo del libro, che era stato tagliato dal romanzo appositamente per lasciare il mistero in sospeso, di cui parliamo qui sotto.
Chi non volesse conoscere il contenuto del finale originario del libro è quindi invitato a non continuare la lettura.

Picnic ad Hanging Rock 5
“C’è un tempo e un luogo giusto perché qualsiasi cosa abbia principio e fine.”

Doverosa premessa a questo ultimo capitolo, mai edito in italiano e difficilmente reperibile anche in lingua originale, è che la sua pubblicazione è avvenuta nel 1987, quindi 20 anni dopo quella del romanzo e 12 dopo l’uscita del film, rendendo quindi realistica l‘ipotesi che Peter Weir abbia diretto il film senza conoscere la soluzione al suo mistero più grande.
Esiste una traduzione completa di questo ultimo capitolo liberamente scaricabile a questo indirizzo dal sito di Roberto Mengoni, che ringrazio pubblicamente per lo splendido lavoro.

In questo ultimo capitolo, dal titolo The Secret of Hanging Rock, apprendiamo che le tre ragazze, una volta arrivate sulla vetta di Hanging Rock, si trovano davanti a un grande monolite ovale (che ha fatto immediatamente volare la mia mente a quello di 2001: Odissea nello spazio) che attrae e risucchia le ragazze in un’altra dimensione, in cui lo spazio e il tempo per come li conosciamo non hanno più senso: pochi istanti al suo interno corrispondono a diversi giorni sulla Terra.
Miranda e Marion, le ragazze che non torneranno mai e che rappresentano due virtù opposte ma ugualmente nobili come l’intelligenza scientifica e la bontà d’animo, insistono per procedere all’interno di questa dimensione, dove cadono in un sonno profondo.
Al loro risveglio le ragazze sembrano vedere la natura e il paesaggio circostante in una forma più pura e i loro corsetti, simbolo delle costrizioni che la società del tempo imponeva, fluttuano liberi nell’aria.
Miranda, Marion e Irma vengono raggiunte da un’anziana donna, che sembra avere raggiunto uno stato di coscienza superiore, la quale invita le ragazze a introdursi in una piccola fessura all’interno di una roccia; Miranda e Marion passano, finendo per sempre in uno stato evolutivo superiore non comprensibile dall’uomo, mentre Irma rimane fuori bloccata da una pietra che chiude l’apertura, probabilmente giudicata a un livello inferiore delle altre e ormai schiava delle rigide regole imposte dalla società del tempo.
Irma si dispera rompendosi le unghie cercando di aprire nuovamente il varco e così viene ritrovata da Albert, otto giorni dopo sulla Terra ma pochi istanti dopo per la ragazza, che non ricorderà (o non vorrà ricordare) mai più nulla della sua breve esperienza ultraterrena.

Mi sento di dire che questo finale si inserisce perfettamente nella storia, risponde in modo soddisfacente alle domande meritevoli di risposta e non rovina l’atmosfera misteriosa del libro e del film. Essendo il film un’opera slegata da questo capitolo finale, ognuno è comunque libero di interpretare gli eventi nel modo che ritiene più opportuno: le domande spesso sono migliori delle risposte e da sempre spingono l’uomo a creare e raccontare storie, cercando sempre nuove strade per comprendere i misteri che ci circondano.

Curiosità

Quasi tutti i membri del cast sono tornati a visitare Hanging Rock almeno una volta dopo la produzione del film. La produttrice esecutiva Patricia Lovell ha dichiarato di essere sinceramente intimorita da questa formazione geologica.

Rachel Roberts dentro e fuori dal set manteneva i tipici comportamenti da diva, evitando di socializzare con le attrici più giovani, che impersonavano le sue allieve nel film.
Nella scena in cui Mrs. Appleyard parla alle sue studentesse, Rachel Roberts ha preteso di recitare davanti a un nastro adesivo invece che alle sue colleghe, adducendo come motivazione il fatto che gli sguardi di queste ultime non le permettevano di concentrarsi.

Anche se film e romanzo vengono presentati come opere di finzione, la scrittrice del libro Joan Lindsay non ha mai dichiarato se la fosse storia fosse realmente avvenuta o quanto ci fosse di vero nel racconto da lei scritto.

La data del 14 Febbraio 1900, che nel film cade di Sabato, nella realtà cadde di Mercoledì. Non è chiaro se questo sia stato un errore o una scelta ben precisa da parte della produzione.

La frase di apertura del film è una citazione della poesia di Edgar Allan Poe Un sogno dentro un sogno.

Come in una scena del film, anche sul set gli orologi della troupe cominciarono a fermarsi o a segnare orari casuali.

Lux Lisbon, una delle protagoniste de Il giardino delle vergini suicide, interpretata da  Kirsten Dunst, è chiaramente ispirata a Miranda di Picnic ad Hanging Rock.

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