Live and Let Die – Agente 007 – Vivi e lascia morire (1973)

Vivi e lascia morireTitolo originaleLive and Let Die
Paese di Produzione: USA, Regno Unito
Anno di uscita: 1973
Durata: 121′
Regia: Guy Hamilton
Sceneggiatura: Tom Mankiewicz
Musiche: George Martin
Interpreti: Roger Moore, Jane Seymour, David Hedison, Yaphet Kotto, Geoffrey Holder, Julius W. Harris, Gloria Hendry, Roy Stewart, Clifton James, Bernard Lee, Lois Maxwell
Live and Let Die (1973) on IMDb

 

Vivi e lascia morire 2«Complimenti per il suo travestimento.»
«Quale travestimento?»
«Faccia bianca ad Harlem.»

Live and Let Die è il modesto esordio nella saga dell’agente 007 di Roger Moore, che comincia così una serie di ben sette film nei panni di James Bond, che ne fanno ad oggi l’attore ad avere interpretato più volte il ruolo.
Ad affiancare il nuovo ingresso vengono ingaggiati Jane Seymour nei panni della Bond girl Solitaire e Yaphet Kotto (che qualche anno dopo sarà fra i protagonisti di Alien) nel ruolo del dottor Kananga, principale antagonista dell’agente 007; danno invece continuità alla serie lo sceneggiatore Tom Mankiewicz e il regista Guy Hamilton, già presenti nel precedente Diamonds are forever.
Il tema principale che dà il titolo al film, fra i migliori di tutta la saga, è opera di Paul McCartney.

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“Agente segreto?! Ma da che parte sta?”

Il film comincia con le sospette uccisioni di tre agenti inglesi, sulle quali M decide di fare indagare James Bond (Roger Moore), interrompendo la sua serata con una delle solite dolci compagnie.
Il filo che lega le tre uccisioni porta l’agente 007 sulla strada del dottor Kananga (Yaphet Kotto), diplomatico dell’isola di San Monique.
Arrivato sul posto, James Bond fa la conoscenza della bellissima veggente Solitaire (Jane Seymour), che scopre essere costretta dal dottor Kananga, alias Mr. Big, a utilizzare il dono della preveggenza per i suoi loschi affari, che hanno come fine quello di destabilizzare il mercato della droga statunitense attraverso l’oppio prodotto sull’isola.
L’agente 007 comincia una relazione con Solitaire e un pericoloso viaggio fra vudù e animali esotici per salvare il mondo dall’ennesima minaccia.

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«Di chi è questo funerale?»
«È il tuo!»

L’era di Roger Moore comincia con un film a cui vanno dati alcuni meriti, come la voglia di rivisitare completamente il personaggio per stile, gesti e personalità, con un’ironia più esplicita e meno british, basata molto sui doppi sensi, unita a una trama che per la prima e unica volta all’interno della saga vira decisamente sul soprannaturale, coinvolgendo James Bond in riti vudù, profezie e altri riti esoterici, in un’ambientazione caraibica già utilizzata in passato, come nel primo capitolo Dr. No, ma con sfumature diverse. Gli aspetti negativi del film non sono da ricercare nel nuovo acquisto Roger Moore, che si dimostrerà nei capitoli successivi un agente 007 più che dignitoso evitando di scimmiottare lo scomodo predecessore, ma in una trama particolarmente debole basata su un piano del villain che, anche volendo sospendere del tutto l’incredulità, risulta completamente campato in aria.
La Bond girl Jane Seymour all’epoca delle riprese aveva 21 anni, meno della metà del protagonista, e li dimostrava tutti, accompagnando la sua notevole bellezza con un’abilità recitativa ancora acerba e la mancanza di un carattere forte e in grado di tenere testa a James Bond, che avevano invece avuto alcune attrici precedenti.
Il ritmo e la vivacità latitano per buona parte della pellicola, per poi uscire fuori nella parte conclusiva, decisamente più convincente, che riscatta parzialmente le sorti di una pellicola per il resto abbastanza deludente.
Live and Let Die si presenta come un coraggioso ma non del tutto riuscito tentativo di rivitalizzare la saga e scrollarsi di dosso un importante passato, un capitolo di transizione inferiore alle attese ma che getta le basi per una fase della saga dell’agente 007 meno brillante della precedente ma che successivamente riserverà comunque episodi degni di nota.

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Curiosità

La produzione offrì a Clint Eastwood, senza successo, il ruolo di James Bond.

Sean Connery rifiutò un’astronomica offerta di più di 5 milioni di dollari per interpretare nuovamente la parte dell’agente 007.

Il 33enne Yaphet Kotto fu il più giovane attore a interpretare un antagonista di James Bond.

Il tema del film viene cantato da Jennifer Lawrence in American Hustle.

Live and Let Die è il primo film della saga in cui non compare Q, nonostante sia tratto dal romanzo in cui Q fa la sua prima comparsa.

Roger Moore fu l’attore con l’età più avanzata a debuttare nel ruolo di James Bond, con circa 45 anni ai tempi delle riprese.

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