Mia madre (2015)

Mia madreTitolo originaleMia madre
Paese di Produzione: Italia
Anno di uscita: 2015
Durata: 106′
Regia: Nanni Moretti
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Francesco Piccolo, Valia Santella
Interpreti: Margherita Buy, Nanni Moretti, John Turturro, Giulia Lazzarini, Beatrice Mancini, Enrico Iannello, Pietro Ragusa, Stefano Abbati, Anna Bellato
Mia madre (2015) on IMDb

 

 

 

Mia madre 3“Mamma sta morendo.”

La notizia che nessun figlio vorrebbe mai sentirsi dire frana addosso a Margherita (Margherita Buy) nel modo più inaspettato, ovvero con una dichiarazione da parte del fratello Giovanni (Nanni Moretti), che, a differenza sua, riesce ad accettare l’amara e inevitabile verità dell’imminente perdita della madre; le certezze di Margherita crollano come un castello di carte e quella che prima era una regista affermata e sicura di sé si scopre improvvisamente in difficoltà sul lavoro, inadeguata nei rapporti sentimentali, distante dalle difficoltà della figlia adolescente Livia (Beatrice Mancini) e soprattutto sul punto di perdere la propria bussola e punto di riferimento, rappresentato dalla madre Ada (Giulia Lazzarini), ex insegnante di latino ora in pensione.

Mia madre 2“Ma perchè continuo a ripetere le stesse cose da anni? Tutti pensano che io sia capace di capire quello che succede, di interpretare la realtà, ma io non capisco più niente.”

Il film più intimo e meno intellettuale di Nanni Moretti ha evidenti spunti autobiografici, rappresentati dal lavoro di regista della protagonista Margherita e soprattutto dal tema portante del film, ovvero il progressivo deterioramento delle condizioni di salute della madre Ada, che richiama la scomparsa di Agata Apicella, madre di Moretti ed ex professoressa di lettere deceduta nel 2010 durante la conclusione di Habemus Papam.

Nanni Moretti colpisce allo stomaco lo spettatore, presentando con sincerità la disperazione che colpisce una figlia in procinto di perdere la propria madre, che sfocia in una nevrosi che la porta all’alterazione della propria salute mentale, afflitta da continui incubi, unita a una crisi lavorativa sintetizzabile nel difficile rapporto con la star americana del suo film (John Turturro), dai comportamenti altezzosi e incapace di ricordare poche battute in un italiano accettabile, ma in realtà più vicino di quanto si potrebbe pensare allo stato d’animo della regista.

I momenti pacati e tristemente semplici degli ultimi giorni di due figli con la propria madre si  oppongono al rumore e alla frenesia della vita sul set, che Margherita vive con grande frustrazione e sempre visibilmente sul punto di esplodere urlando al mondo tutta la rabbia e il dolore che corrodono il suo animo, in una rappresentazione della linea di confine fra cinema e realtà che regala anche alcuni momenti divertenti e un ulteriore elemento autobiografico con l’invito di Margherita a “stare accanto al personaggio” che ironizza su un celebre tormentone dello stesso Nanni Moretti coi propri attori; al cinema è lasciata anche l’unica allusione alla triste realtà dei nostri giorni, visto che il film che Margherita sta girando si occupa di una fabbrica in cui si rende necessario il licenziamento di alcuni lavoratori.

Mia madre 4 “Non sopporto la retorica”

Nanni Moretti dopo La stanza del figlio torna sul tema della perdita di un proprio caro, ma a differenza della precedente, pur ottima, pellicola sceglie di accompagnare il dolore senza enfatizzarlo, puntando sulla forza dei dettagli e delle espressioni invece che sul dramma sbattuto bruscamente in faccia allo spettatore.

In Margherita si possono riconoscere le inquietudini e i comportamenti tipici di chiunque sia stato coinvolto in una situazione analoga: l’incapacità di accettare la gravità della situazione, la cieca speranza in un improbabile miglioramento, l’alienazione dal resto del mondo, la percezione dei piccoli ma progressivi e inesorabili segnali di peggioramento della salute del malato e gli improvvisi attacchi di disperazione e sconforto che sfociano in amare lacrime; emozioni vere e umane rese perfettamente dalla strepitosa prova di Margherita Buy, probabilmente la migliore della sua pur lunga carriera, in un ruolo non facile e dalle diverse sfaccettature di una figlia distrutta dal dolore che deve però contemporaneamente completare con autorità un film e aiutare la figlia nelle difficoltà dell’adolescenza, che frutterà sicuramente all’attrice una meritata pioggia di premi.

Nanni Moretti fornisce la sua migliore prova come attore degli ultimi anni, ritagliandosi un ruolo di supporto ma comunque fondamentale nel film, un personaggio che sostiene la sorella ostentando forza e razionalità, ma che al tempo stesso è devastato in egual modo dal dolore, arrivando a lasciare un lavoro sicuro.

Completano il cast un istrionico John Turturro, che recita in un’irresistibile miscela di inglese e italiano regalando alcuni dei pochi momenti divertenti della pellicola e divenendo la valvola di sfogo della rabbia repressa di Margherita, e l’ottima Giulia Lazzarini, attrice in pochi film ma dalla straordinaria carriera teatrale, che interpreta con grande misura ed espressività una donna anziana consapevole della propria malattia ma desiderosa di vivere al meglio i suoi ultimi momenti da madre e nonna, fornendo alla pellicola una componente emotiva con cui è difficile non immedesimarsi.

Mia madre 5

ci mostra con semplicità e sensibilità l’inadeguatezza di chiunque di noi davanti a un momento così drammatico e spiazzante come quello della perdita di un genitore, accompagnandoci con grande tatto e realismo verso un finale che non fornisce nessuna chiara possibilità di consolazione per una perdita così grande e abbandonandoci a dei titoli di coda che ci sorprendono in lacrime e ci riportano alla vita reale facendoci sentire più soli e fragili.

Un pensiero su “Mia madre (2015)

  1. Pingback: Youth – La giovinezza (2015) | Nuovo Cinema Lebowski

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.