Sposerò Simon Le Bon (1986)

Sposerò Simon Le BonTitolo originaleSposerò Simon Le Bon
Paese di Produzione: Italia
Anno di uscita: 1986
Durata: 89′
Regia: Carlo Cotti
Sceneggiatura: Carlo Cotti
Interpreti: Barbara Blanc, Giuppy Izzo,  Gianmarco Tognazzi, Luca Lionello, Anita Bartolucci, Isabella Guidotti, Francesca Florio, Ezio Marano, Renato Moretti, Simona Izzo, Claudio Cecchetto
Sposerò Simon Le Bon - Confessioni di una sedicenne innamorata persa dei Duran Duran (1986) on IMDb

 

 

Sposerò Simon Le Bon«Qual è la città più dolce d’Italia? Crema! Ma cosa vi insegnano alla scuola oggigiorno, eh? E la città più alta? L’Aquila! E la città più pesante invece è…? Piombino! Chiedete, chiedete, coraggio.»
«E qual è il cantante più bello del mondo?»
«Simon Le Bon!»

In quello stesso 1985 in cui i ragazzi di tutto il mondo furono incantati dalle avventure di Marty McFly in Ritorno al futuro, il punto di riferimento delle adolescenti italiane fu invece il romanzo di Clizia Gurrado Sposerò Simon Le Bon: Confessioni di una sedicenne innamorata persa dei Duran Duran, da cui pochi mesi dopo fu tratta questa ridicola pellicola scritta e diretta da Carlo Cotti in appena 16 giorni, emblema di uno dei decenni (a livello culturale) più bui della nostra nazione, probabile corresponsabile della frustrazione di diverse quarantenni odierne e ideale apripista per i teen movie di Federico Moccia, rispetto ai quali a Sposerò Simon Le Bon va concessa almeno l’attenuante di essere un’operazione ingenua e ancora lontana dalle logiche della circonvenzione di incapaci adolescenti per meri fini commerciali introdotte negli anni successivi.

Sposerò Simon Le Bon 4«Scusa, Clizia.»
«Cody, stai più attento, sei proprio un pirla!»
«Pirla lo dici a tuo fratello!»
«E tu a tuo padre!»
«Dai, Cody, Clizia…»
«Senti, ti serve un calcio nel culo?»
«Ma quale calcio nel culo, che senza Timberland hai due piedi che sembri la Pantera Rosa! Levati di torno, deficiente! Pirla! Faccia da Spuntì!»

Il film si apre con un sogno, come  di Federico FelliniIl posto delle fragole di Ingmar Bergman, ma come avrete già intuito siamo decisamente su un altro livello cinematografico: il sogno di Clizia (Barbara Blanc), la demente protagonista di questa pellicola, riguarda il suo grande amore, il leader dei Duran Duran Simon Le Bon, il quale domina le più recondite fantasie della ragazza e la sequenza iniziale del film, in cui assistiamo a un improbabile matrimonio fra i due.
Già dopo questi pochi minuti di pellicola è fortissima la voglia di prendere a testate la televisione per porre fine a questo tormento, ma il peggio deve ancora venire.

Nel prosieguo del film assistiamo impotenti ai dialoghi da revoca dei diritti civili di Clizia con le amiche Elena e Rossana a base di fantasie e indiscrezioni sul loro amato, con interi minuti della nostra unica vita sprecati a osservare dibattiti fra le protagoniste su quale sia la foto in cui il loro idolo è più bello o cosa faranno quando saranno sposate con lui, con l’aggiunta di melense cotte adolescenziali che rappresentano comunque la parte meno disastrosa della pellicola. Sono inoltre da segnalare gli imbarazzanti siparietti fra Clizia e il fratello minore, appassionato di Inter e Madonna, e la totale inutilità dei loro genitori, che invece di cercare di riportare la figlia sulla retta via con l’aiuto di psichiatri o esorcisti assecondano ogni suo capriccio, compreso quello di scappare in treno a Sanremo nella speranza di incontrare il suo idolo, bravata che procurerà alla ragazza una giusta frattura di un piede.
In questo squallore arriva però una breve e inaspettata gioia, un faro nella notte, un lampo nel buio, rappresentato dal nonno di Clizia, che fa scattare un’ovazione regalandoci questo memorabile dialogo con la nipote:
«Ma è possibile che grande e grossa come sei ancora ti piacciono questi Dran Dran, eh?»
«Nonno, te l’ho detto cento volte che non si chiamano Dran Dran, ma Duran Duran!»
«Ma ho colpa io se hanno scelto un nome da imbecilli, eh?»

Sposerò Simon Le Bon 5«VORF? Sarebbe?»
«V come violentatrici. O come occulte. R come ragazzi. F come fichi! Violentatrici occulte di ragazzi fichi!

Infierire contro questa pagliacciata sarebbe come sparare contro un’ambulanza, per cui non mi dilungherò eccessivamente sugli errori tecnici di alcune scene, fra cui cito come esempio il corteo con cui le ragazze protestano per la notizia del matrimonio di Simon Le Bon, con l’audio fuori sincrono e non pertinente con il labiale, la patetica sottotrama riempitivo della presunta gravidanza di Elena, i continui ingressi nel film di personaggi assurdi e inutili ai fini della trama, le musiche a metà fra quelle dei porno dell’epoca e palesi plagi dei pezzi più celebri dei Duran Duran, il campato in aria flashforward finale in cui veniamo a conoscenza delle sorti delle protagoniste e soprattutto la recitazione da querela di tutto il cast, in cui si notano le presenze di Luca Lionello e un giovane Gianmarco Tognazzi, che completano la schiera di parenti d’arte che comprende anche le due attrici principali, ovvero Barbara Blanc (figlia della più famosa Erika) e Giuppy Izzo (sorella di Simona e Fiamma), con quest’ultima che sorprendentemente ha poi avuto una più che discreta carriera come doppiatrice.

Volendo cercare un punto a favore del film, oltre alla già citata innocuità del progetto, è giusto sottolineare il fedele ritratto che fa dell’Italia (e della Milano) del tempo, fra paninari, capelli cotonati e DeeJay Television, che alimentava l’idolatria dei fan per le band del momento, tutti simboli di un’epoca che oggi sembra distante anni luce e che, fortunatamente, non tornerà mai più.

Sposerò Simon Le Bon 6«Che tu sappia, è mai morta qualcuna vedendo Simon? Beh, io sarò certo la prima!»