Un jeans e una maglietta (1983)

Un jeans e una magliettaTitolo originaleUn jeans e una maglietta
Paese di Produzione: Italia
Anno di uscita: 1983
Durata: 81′
Regia: Mariano Laurenti
Sceneggiatura: Francesco Calabrese, Mariano Laurenti, Piero Regnoli
Musiche: Nino D’Angelo
Interpreti: Nino D’Angelo, Roberta Olivieri, Enzo Cannavale, Bombolo, Sebastiano Somma, Gabriele Villa
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Un jeans e una maglietta 4“Sono il gelataio più felice del mondo”

All’inizio degli anni ’80, in piena esplosione della musica elettronica, Nino D’Angelo improvvisamente ferma il tempo, riporta le lancette dell’orologio indietro di 15 anni e ci fa ripiombare nell’era dei musicarelli, appropriandosi del revival del genere sfornando una decina di film in pochi anni, fra cui spicca proprio Un jeans e una maglietta, nato sulla scia di uno dei  più grandi successi della carriera del cantante napoletano.

Un jeans e una maglietta è un filmbrutto non eccessivamente punitivo, che ripagherà della visione anche i non appassionati di musica napoletana e di storie d’amore, regalando qualche notevole chicca trash e alcuni buoni spunti comici affidati ai grandi caratteristi Bombolo ed Enzo Cannavale.

Un jeans e una maglietta 2 “Pronto Bombolo, c’è Nino?”

Un Nino D’Angelo all’apice dello splendore del suo caschetto biondo, interpreta il ruolo di un gelataio napoletano, chiamato molto originalmente Nino, che si innamora perdutamente della tanto bella quanto odiosa Annamaria (Roberta Olivieri), in vacanza a Capri con il facoltoso padre e da lui spinta verso una relazione col facoltoso Tony, interpretato da un già quarantenne Sebastiano Somma, di cui è doveroso segnalare la misteriosa scomparsa nel nulla a tre quarti di film.
Ha così inizio un tormentato (e tormentante nei confronti dello spettatore) triangolo amoroso basato sui contrasti sociali che impediscono all’umile Nino di amare la ricca Annamaria a causa del divieto da parte del padre di lei, in una rilettura di Romeo e Giulietta che si discosta completamente dal testo della canzone che dà il titolo al film, in cui si parla invece di un amore difficoltoso a causa della giovane età di lei.

Ad affiancare il combattivo Nino nella conquista della sua bella saranno il bagnino Bombolo, che subirà i soliti spassosi scherzi e soprusi da parte di chiunque per tutta la durata del film, e soprattutto il suo datore di lavoro Vincenzo (Enzo Cannavale), che abbatterà le rigide idee del padre a proposito del ragazzo con uno sconclusionato dialogo di tre minuti netti, permettendo così ai due innamorati di coronare il loro sogno d’amore nel più classico degli happy ending.

Un jeans e una maglietta 3

Nino D’Angelo riesce a conquistare la bella sfruttando le proprie carte migliori, ovvero le sue canzoni, senza le quali il film sarebbe stato un corto, che regalano anche le scene più involontariamente comiche della pellicola, fra cui cito quella in cui lo scugnizzo canta al telefono nelle prime battute del film, in cui si voleva probabilmente fare il verso a Grease senza però avere nessuno nel cast con il talento di John Travolta nel ballo, ottenendo come risultato una sequenza imbarazzante, insieme a Guagliuncella cantata al semaforo bloccando il già discutibile traffico di Capri, senza dimenticare ovviamente l’esecuzione di Nu Jeans E Na Maglietta nella scena madre del film, che alterna le immagini di Bombolo alle prese con una salsiccia e la passionale interpretazione di Nino con i monumentali sguardi di Roberta Olivieri, a metà fra chi cerca di trattenersi per non scoppiare a ridere in faccia al proprio interlocutore e chi sta pensando all’accoppiamento dei castori, alle politiche economiche della Birmania, al principio di indeterminazione di Heisenberg o a qualsiasi altra cosa che non riguardi quello che sta succedendo nel film.

I frequenti sketch di Bombolo e Cannavale, fra l’altro completamente scollegati dalla trama del film, aiutano lo spettatore a superare le parti più noiose e a digerire i melensi dialoghi fra lo stoccafisso Roberta Olivieri e Nino, accompagnando il percorso dello scugnizzo in un filmbrutto adatto a grandi e piccini e facilmente digeribile anche dai neofiti dell’autopunizione cinematografica.

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