Carlito’s Way (1993)

Carlito's way - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Carlito’s Way
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1993
Durata: 144′
Regia: Brian De Palma
Sceneggiatura: David Koepp
Musiche: Patrick Doyle
Interpreti: Al Pacino, Sean Penn, Penelope Ann Miller, John Leguizamo, Luis Guzmán, Viggo Mortensen, Ingrid Rogers, Adrian Pasdar, Joseph Siravo, James Rebhorn, Frank Minucci, Richard Foronjy
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Carlito's Way - Nuovo Cinema Lebowski 2“Qualcuno mi sta tirando verso il basso, lo sento anche se non lo vedo. Però non ho paura, ci sono già passato. È uguale a quando mi hanno sparato sulla 104esima Strada. Non mi portate in ospedale, in quelle cazzo di corsie d’emergenza non c’è protezione, qualche bastardo ti viene a far fuori a mezzanotte quando di guarda c’è solo un infermiere cinese rincoglionito.
Oh, guarda come si preoccupano questi qua… Perché? Per un portoricano come me è già tanto essere campato fino a questa età. La maggior parte dei miei compagni c’ha rimesso la pelle da anni.
State tranquilli, ho un cuore che non molla mai. Non sono ancora pronto a fare fagotto.”

Carlito’s Way è una straordinaria pellicola di Brian De Palma, interpretata da una coppia d’eccezione formata da un irriconoscibile Sean Penn e soprattutto da un magistrale Al Pacino, che riprende il personaggio di un gangster dopo dieci anni dalla sua precedente collaborazione con De Palma in Scarface, di cui questo film è per certi versi una continuazione ideologica.
Il film è basato sui due romanzi del giudice Edwin Torres Carlito’s Way e After Hours; come titolo della pellicola venne scelto quello del primo libro per evitare confusione con After Hours di Martin Scorsese.
Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

Carlito's Way - Nuovo Cinema Lebowski 3“Io non ti tocco nemmeno, ti chiedo soltanto: come puoi fregare le uniche persone che t’hanno voluto bene, dove lo trovi il coraggio?”

Il film comincia con quella che sarà l’ultima scena: il gangster Carlito Brigante (Al Pacino), in cerca di redenzione e di una nuova vita con la fidanzata Gail (Penelope Ann Miller), viene freddato da un colpo di pistola pochi secondi prima di salire sul treno che lo porterebbe verso il suo sogno di un’esistenza serena e lontana dai guai.
Il resto del film non è altro che un lungo flashback che racconta il cammino percorso da Carlito per arrivare a quel punto, partendo dalla sua prematura uscita dal carcere dopo soli cinque anni sui trenta a cui era stato condannato grazie a un cavillo burocratico trovato dal suo avvocato David Kleinfeld (Sean Penn), passando per la ripresa dei vecchi contatti e l’incontro con la vecchia fiamma Gail e finendo con i vani tentativi di cambiare il corso della sua esistenza e stare lontano dalla malavita.

Carlito's Way - Nuovo Cinema Lebowski 4 “Tu non sei più un avvocato, Dave. Sei un gangster, adesso. Sei passato dall’altra parte, e lì si fa tutto un altro gioco. Un gioco che non si impara a scuola, né si comincia a giocare da grandi.”

Sgombriamo il campo da qualsiasi dubbio: Carlito’s Way è un capolavoro, e come tutti i capolavori ha un sottotesto profondo e complesso che va al di là della mera trama, pur validissima e coinvolgente. Quello che formalmente è un classico gangster movie con diversi risvolti sentimentali e alcune sequenze thriller è in realtà anche molto altro.
Carlito’s Way punta con grande sincerità al cuore dello spettatore, senza concedergli la speranza di un lieto fine falso, melenso e scontato, ma esplicitando fin dalla prima scena il tragico destino che attende il protagonista della vicenda, con una scelta che negli anni è stata criticata, ma che contribuisce a focalizzare l’attenzione sulle azioni e sui pensieri di Carlito, esplicitati da una voce narrante (“E così eccomi qua, nel mio club, a fare Humphrey Bogart”) che fa il verso alla grande tradizione del cinema noir.

Carlito è un antieroe che dopo essersi macchiato di azioni terribili cerca di redimersi e di combattere contro il proprio lato oscuro e contro i demoni di un passato che ritorna prepotentemente nella sua vita.
Carlito’s Way
è innanzitutto una storia di amicizie tradite e di fiducia non ripagata. La fine di Carlito e in generale tutti i suoi problemi arrivano a causa di un eccesso di fiducia verso persone che non ripagano la sua generosità e il suo codice d’onore, come Pachanga che lo predispone all’imboscata di Benny Blanco, a sua volta graziato precedentemente dal protagonista, e soprattutto l’avvocato cocainomane David Kleinfeld, per cui il personaggio interpretato da Al Pacino mette in pericolo il suo sogno e la sua ritrovata stabilità per aiutarlo a eliminare i mafiosi che gli stanno alle calcagna, per poi scoprire che quello che considerava un amico stava trattando la sua libertà come merce di scambio.
Questa visione cinica e pessimista di De Palma verso l’amicizia e l’onore si pone in netta antitesi rispetto al suo precedente Gli Intoccabili, in cui l’amicizia e il rispetto sono i cardini della caccia dei protagonisti ad Al Capone, allineandosi invece con quella di Scarface, da cui però Carlito’s Way si distanzia per la parabola del protagonista, il quale, a differenza di Tony Montana, dopo aver toccato l’apice ed essere ritornato con i piedi per terra cerca in tutti i modi di tenersi lontano dai guai, finendo però puntualmente per esservi trascinato nuovamente dentro fino al collo.

La fatalità e l’impossibilità di fuggire dal proprio destino sono altri due temi portanti della pellicola. Carlito nonostante una ferrea volontà contraria sembra essere magneticamente attratto dalla sua vecchia vita, dalle imboscate, dalle risse, dalle sparatorie; un semplice giro in macchina con il cugino lo proietta nel bel mezzo di un regolamento di conti da cui riesce a uscire vivo solo grazie alla sua esperienza, il suo ex collega disabile Lalin (interpretato da un giovane Viggo Mortensen) cerca di estrapolargli una confessione per la polizia che sta ascoltando il loro dialogo, Kleinfeld a causa della sua inettitudine e degli effetti della droga si caccia continuamente nei guai venendo salvato dal protagonista per riconoscenza, un banale screzio con Benny Blanco degenera in un rigurgito della sua vita da gangster che lo porta a contrastare quello che potrebbe essere il suo erede senza però ucciderlo, in un eccesso di fiducia che decreterà la sua fine.

In un’atmosfera decadente e intrisa di malinconia, Carlito ritrova anche l’amore della vecchia fiamma Gail; la storia d’amore fra i due stempera la violenza e la crudeltà del resto del film, regalando alcuni momenti poetici e romantici come il loro incontro sotto la pioggia o la scena d’amore in casa di lei, che donano spessore e complessità al protagonista.
A nulla però serve il ritrovato amore di Gail e il figlio da lei portato in grembo: Carlito è venuto dalla strada e nella strada deve ritornare, senza speranza di sfuggire da un destino segnato e dal tributo che le sue azioni passate pretendono da lui.

Carlito's Way - Nuovo Cinela Lebowski 6“Non me la vado certo a cercare io questa merda, è lei che viene da me.”

Una sceneggiatura semplice ma efficace di David Koepp, autore fra le altre anche di quella di Jurassic Park, viene portata su schermo in maniera eccezionale da Brian De Palma, che alterna scene tradizionali con inquadrature non particolarmente estrose a veri e propri colpi da maestro come la scena iniziale, incentrata sul volto del protagonista in un eccellente bianco e nero, la celeberrima sequenza del biliardo, che per atmosfera e inquadrature ricorda un duello western, il memorabile inseguimento verso la stazione dei treni e il toccante finale.
Il lavoro della troupe viene valorizzato dalla prova di un cast straordinario, su cui spicca un gigantesco Al Pacino, che si conferma con questo film uno dei più grandi attori della storia del cinema, donando umanità e dolcezza a un personaggio per certi versi detestabile, recitando con l’intensità dei suoi sguardi e con sfumature delle espressioni inconcepibili per la maggior parte degli attori, aiutato nella versione italiana da un grandissimo doppiaggio di Giancarlo Giannini, che rende giustizia all’originale. Sean Penn è una perfetta spalla nell’impersonare un avvocato corrotto dalla sua voglia di potere e schiavo della droga che ne condiziona le azioni, con un’interpretazione fatta tutta di tic nervosi e risatine isteriche, meno appariscente di quella di Al Pacino ma assolutamente valida. Completano il cast una radiosa Penelope Ann Miller, perfetta per la parte, e un nutrito gruppo di caratteristi, fra cui meritano una citazione John LeguizamoLuis Guzmán, sfruttati al meglio da De Palma.

Nonostante la conclusione col passare del tempo diventi sempre più chiara e inesorabile, il film è un crescendo di emozioni e di sensazioni contrastanti che raggiunge il culmine nella commovente sequenza finale, in cui anche dopo aver visto e rivisto più volte la pellicola non si può fare a meno di lasciarsi coinvolgere dal disperato tentativo di fuga di Carlito e di vivere con partecipazione quasi fisica gli ultimi drammatici momenti della sua esistenza, per poi trovarsi inevitabilmente in lacrime sui titoli di coda accompagnati dalle note di You are so beautiful e dalla splendida voce di Joe Cocker.

Carlito's Way - Nuovo Cinema Lebowski 5 “Mi dispiace, ragazzi. Non basterebbero nemmeno tutti i punti del mondo per ricucirmi. È finita. Mi metteranno nel negozio di pompe funebri di Fernandez sulla 109esima Strada. Ho sempre saputo che prima o poi sarei finito lì, però molto più tardi di quanto pensava un sacco di gente. L’ultimo dei Mohiricani. Be’, forse non proprio l’ultimo.
Gail sarà una brava mamma, di un nuovo e migliore Carlito Brigante. Spero che li userà per andarsene, quei soldi: in questa città non c’è posto per una che ha il cuore grande come il suo. Mi dispiace, amore, ho fatto quello che potevo, davvero. Non ti posso portare con me in questo viaggio, me ne sto andando, lo sento.
Ultimo giro di bevute, il bar sta chiudendo. Il sole se ne va. Dove andiamo per colazione? Non troppo lontano. Che nottata. Sono stanco, amore. Stanco.”

Curiosità

Nella versione in lingua originale del film, la parola “fuck” è ripetuta 139 volte.

Il nightclub di Carlito si chiama “El Paraíso”, stesso nome del chiosco in cui lavora Tony Montana all’inizio di Scarface, anch’esso interpretato da Al Pacino e diretto da Brian De Palma.

Il personaggio di Ken Rosenberg nel videogioco GTA Vice City è basato su quello di David Kleinfeld in Carlito’s Way.

L’esterno dell’ospedale in cui viene ricoverato Kleinfeld è lo stesso di quello in cui finisce Vito Corleone ne Il Padrino.

Brian De Palma riuscì a convincere John Leguizamo ad accettare la parte di Benny Blanco solo dopo ripetute insistenze e concedendo all’attore la libertà di improvvisare buona parte delle sue battute.

La scena in cui Carlito si presenta a casa di Gail ricorda in certe inquadrature quella del bagno di Shining.

Al Pacino richiese espressamente la presenza di Penelope Ann Miller nel cast, con la quale ebbe anche una relazione durante le riprese.

Al Pacino non ricevette nessun premio per la sua prova in Carlito’s Way; fu nominato al David di Donatello del 1994 come migliore attore straniero, ma il premio andò ad Anthony Hopkins per la sua performance in Quel che resta del giorno.

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