Amici miei – Atto IIº (1982)

Amici miei Atto II - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Amici miei – Atto II°
Paese di Produzione: Italia
Anno di uscita: 1982
Durata: 121′
Regia: Mario Monicelli
Sceneggiatura: Mario Monicelli, Tullio Pinelli, Leonardo Benvenuti,  Piero De Bernardi
Musiche: Carlo Rustichelli
Interpreti: Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Philippe Noiret, Paolo Stoppa, Milena Vukotic, Franca Tamantini, Tommaso Bianco, Yole Marinelli, Renato Cecchetto, Angela Goodwin, Alessandro Haber
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Amici miei Atto II - Nuovo Cinema Lebowski 2
“O brutta imbecille! E Dio, per far restar vergine una come te affoga tutta Firenze?!”

Amici miei – Atto IIº è una naturale prosecuzione del primo capitolo della serie, che non raggiunge come qualità complessiva ma davanti al quale non sfigura.
La regia è ancora di Mario Monicelli, la cui impronta è ben visibile nell’umorismo ancora più estremo e dissacrante, mentre Renzo Montagnani sostituisce Duilio Del Prete nella parte del Necchi.
Nonostante la dipartita del suo personaggio in Amici Miei, Philippe Noiret torna a interpretare il Perozzi in una serie di flashback; insieme a lui vengono confermati diversi membri del cast del primo film, affiancati da alcuni nuovi ingressi fra cui meritano una citazione Paolo Stoppa, Alessandro Haber e Renato Cecchetto, in ruoli piccoli ma fondamentali per la riuscita del film.

Nel proseguimento della recensione, in particolare nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

Amici miei Atto II - Nuovo Cinema Lebowski 3 «Lo sai che c’ha il ragazzino? Non ride mai.»
«Mai! È come la madre, gli manca completamente il senso dell’umorismo, anzi c’ha… come si dice il contrario?»
«Il senso di rompere i coglioni!»

Il film comincia con Necchi (Renzo Montagnani), Sassaroli (Adolfo Celi), Mascetti (Ugo Tognazzi) e Melandri (Gastone Moschin) che si riuniscono sulla tomba del Perozzi (Philippe Noiret), dove eseguono uno dei loro classici scherzi ai danni di un vedovo, interpretato da Alessandro Haber. La visita all’amico scomparso diventa un’occasione per ricordarlo attraverso numerosi flashback, che raccontano altre zingarate del gruppo di amici passando per fatti realmente accaduti come l’alluvione di Firenze del 1966 e svelando di più sul passato dei protagonisti.

Amici miei Atto II - Nuovo Cinema Lebowski 4«Rinunci a Satana e alle sue pompe?»
«Rinunci alle poppe!?»
«Alle pompe, alle pompe!»
«Ah!»
«Rinuncio.»

Se Amici Miei era un elogio della spensieratezza, della libertà e della gioia di vivere, Amici miei – Atto IIº prende fin da subito, con il ricordo dell’amico scomparso Perozzi, una piega più seria e malinconica, non rinunciando però alle goliardate già presenti nel primo capitolo, portate qui all’estremo con una ferocia che non risparmia nessuno: l’istituzione del matrimonio, l’aborto e soprattutto la Chiesa, che esce più volte con le ossa rotte da diverse gag che rasentano la blasfemia, come quella del Sassaroli a letto con una suora, il rapporto di Melandri con una fervente religiosa e l’irresistibile Via Crucis con lo stesso Melandri nel ruolo di Gesù, fatto oggetto di pesanti scherzi e percosse da parte degli amici, infastiditi per l’ennesimo suo allontanamento dal gruppo a causa di una donna.
Fra le tante altre spassose scene, è impossibile non citare quella del coro a cappella del gruppo sulle note dell’estremamente volgare O Bucaiola davanti a un pubblico composto da persone rigorose e formali e quella celeberrima del “Servizio Torri” presso la Torre di Pisa, in cui gli zingari chiedono l’aiuto per sorreggere la pericolante torre ad alcune comparse, forse realmente inconsapevoli di quello che stava accadendo.

Il divertimento assicurato dalle consuete zingarate dei protagonisti è accompagnato da una crescente malinconia che non abbandona mai i personaggi, alle prese con problemi seri e reali della vita di tutti i giorni, come la già citata alluvione di Firenze, i tradimenti, il lutto e soprattutto la situazione del Mascetti, ancora una volta protagonista nei momenti più divertenti e in quelli più tristi, con sequenze davvero avvilenti sulle difficoltà della figlia e sui suoi problemi economici, evidenziati con durezza e cinismo dal figlio di Perozzi, che anche nella sua versione bambinesca rappresenta con la sua seriosità e rigidità un antagonista alla leggerezza e all’allegria dei protagonisti.

Ottimi come nel primo capitolo tutti gli attori protagonisti, Ugo Tognazzi in primis, che rendono i loro personaggi ancora più perfidi e meno rispettosi verso tutto ciò che li circonda. La regia di Mario Monicelli dà un tocco di qualità al film, anche se sono presenti alcuni vistosi errori di continuità con il primo episodio, che comunque non inficiano la riuscita della pellicola. Le varie gag sono esilaranti, ma rispetto ad Amici Miei appaiono più slegate fra loro, all’interno di un quadro generale in cui vengono sapientemente miscelate goliardia e malinconia.

La svolta triste e cupa che nel primo film era stata affidata alla morte del Perozzi avviene in questo caso con una trombosi che per poco non manda all’altro mondo il Mascetti, costringendolo a rimanere sulla sedia a rotelle per il resto dei suoi giorni, incapace di badare a sé stesso e senza più stimoli nella vita; Mascetti viene però convinto dal resto del gruppo a partecipare a una gara per disabili, finendo ultimo e staccassimo dal resto dei partecipanti fra le lacrime sue e degli amici che non smettono comunque mai di incitarlo, in una struggente e commovente scena finale in cui è racchiuso il senso del film e di tutta la serie, ovvero quello di affrontare sempre la vita e le sue avversità con grande senso dell’umorismo e soprattutto insieme agli amici più cari.

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“Oh bucaiola – tu mi tradisci – tu dici: Vengo! – e invece – tu pisci – Ma vaffanzum!… Chi chiava tromba – chi tromba chiava – e chi non tromba si mena la fava!”

Curiosità

In Amici Miei, Philippe Noiret era doppiato da Renzo Montagnani; dato che in Amici miei – Atto IIº Renzo Montagnani interpreta il Necchi, si è reso necessario fare doppiare Noiret da un altro attore, ovvero Pino Locchi.

In Amici Miei, ambientato nel 1975, il figlio del Perozzi è un professore universitario; in una scena di Amici miei – Atto IIº ambientata nel 1966, anno dell’alluvione di Firenze, è un bambino che fa la scuola elementare, quindi al massimo di 11 anni.

In Amici Miei, Sassaroli si aggrega in un secondo momento agli altri elementi del gruppo; nei flashback di Amici miei – Atto IIº viene presentato come un membro degli zingari a tutti gli effetti, incongruenza esplicitata anche in questo caso dal figlio di Perozzi ancora bambino.

Un pensiero su “Amici miei – Atto IIº (1982)

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