Interstellar (2014)

Interstellar - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originaleInterstellar
Paese di Produzione: USA, Regno Unito
Anno di uscita: 2014
Durata: 169′
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Jonathan Nolan, Christopher Nolan
Musiche: Hans Zimmer
Interpreti: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Michael Caine, Jessica Chastain, John Lithgow, Matt Damon, Mackenzie Foy, Ellen Burstyn, Casey Affleck, David Oyelowo, Topher Grace, Wes Bentley, David Gyasi
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Interstellar - Nuovo Cinema Lebowski 2«Mia figlia aveva dieci anni. Non potevo parlarle di Einstein prima di partire.»
«Non potevi dirle che andavi a salvare il mondo?»
«No. Quando diventi genitore una cosa ti è molto chiara. Vuoi che i tuoi figli si sentano al sicuro. Non puoi dire a una bambina di dieci anni che il mondo sta per finire.»

Interstellar è il film più ambizioso della carriera di Christopher Nolan, una pellicola che, come sempre avviene quando c’è di mezzo il regista britannico, ha fortemente diviso critica e pubblico e ha generato non poche discussioni per le sue evidenti analogie con altre pellicole di fantascienza come Solaris di Andrej Tarkovskij, Contact di Robert ZemeckisIncontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg e soprattutto 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, dichiarato punto di riferimento che la pellicola di Nolan cita esplicitamente più volte.
Interstellar non rientra nella cerchia dei capolavori assoluti di ogni tempo, ma è una pellicola emozionante e temeraria, una vera e propria gioia per gli occhi e per il cuore, che riesce a coniugare spettacolo e arte come in questo momento sanno fare in pochi al mondo oltre a Christopher Nolan, anche se a tratti risulta parzialmente indebolita dalla volontà di spiegare tutto a ogni costo: e nel cinema, e più in generale nella narrativa, la bellezza delle risposte spesso è di gran lunga inferiore a quella delle domande, mentre le spiegazioni fanno perdere parte del loro fascino ai misteri.
Nel proseguimento della recensione, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

Interstellar - Nuovo Cinema Lebowski 3“Inoltrandoci nell’universo dobbiamo affrontare la realtà del viaggio interstellare. Dobbiamo arrivare molto al di là della nostra personale esistenza. Dobbiamo pensare non come individui, ma come specie.”

In un imprecisato futuro, la cosiddetta “piaga” sta distruggendo la Terra, consumando l’ossigeno e martoriando le colture. L’umanità si avvia verso una lenta ma inevitabile fine.
In questo scenario desolato, in cui della società di un tempo non rimane praticamente nulla, accade che l’ex pilota della Nasa Cooper (Matthew McConaughey) sia costretto a reinventarsi agricoltore per assicurare il sostentamento al figlio Tom (Timothée Chalamet poi Casey Affleck), alla figlia Murphy (Mackenzie Foy, Jessica Chastain e infine Ellen Burstyn) e al suocero Donald (John Lithgow), padre della defunta moglie.
Murph è convinta che la sua stanza sia infestata da una specie di fantasma che cerca di comunicarle qualcosa. Inizialmente Cooper pensa che sia tutto frutto dell’immaginazione della figlia, ma quando vede con i suoi occhi gli avvenimenti che accadono nella cameretta di Murph decide di seguire le coordinate che essi gli suggeriscono, finendo per scoprire la base di quella che tutti consideravano defunta Nasa, guidata da John Brand (Michael Caine) e dalla figlia Amelia, interpretata da Anne Hathaway.
Cooper scopre così che la Nasa sta cercando di raggiungere altri pianeti in cui il genere umano possa sopravvivere, e si trova costretto ad abbandonare la famiglia e a indossare nuovamente la tuta da pilota per una missione al di là dei confini della conoscenza umana.

Interstellar - Nuovo Cinema Lebowski 4«Troveremo una soluzione, professore. Lo abbiamo sempre fatto.»
«Spinti dalla fede incrollabile che la Terra sia nostra.»
«Beh, non solo nostra, no. Ma è la nostra casa.»

Con il suo nono lungometraggio, Christopher Nolan sceglie di volare altissimo, rapportandosi con uno dei film più importanti della storia della Settima Arte: anche se ogni opera va giudicata indipendentemente da altre, è impossibile parlare di Interstellar senza parlare di 2001: Odissea nello spazio, che il regista britannico omaggia ripetutamente nelle scene ambientate nello spazio e con la presenza dei robot intelligenti TARS e CASE, due versioni meno inquietanti e più ironiche di HAL 9000 del film di Kubrick.
Diciamo subito: la pellicola di Nolan non raggiunge quella di Kubrick, non tanto per l’aspetto tecnico – alcune scene sono davvero strabilianti per realismo e impatto visivo – e neanche per quello emotivo, visto che più volte nel corso del film ci si trova a commuoversi per le vicissitudini del protagonista e della sua famiglia, ma per quello puramente narrativo. Christopher Nolan, con un trip visivamente differente ma concettualmente affine a quello di Kubrick, porta il suo protagonista Cooper all’interno di un wormhole per poi metterlo davanti al mistero dell’esistenza, in uno spazio di cinque dimensioni reso tridimensionale dai suoi creatori per renderlo comprensibile agli uomini, con un’azione simile a quella compiuta dalle entità di 2001: Odissea nello spazio, che nel finale cercano di mettere a proprio agio Bowman ponendolo all’interno di una meravigliosa stanza ottocentesca.
Dove Kubrick si era fermato, suggerendo delle risposte sull’origine e sul destino dell’umanità ma lasciando lo spettatore nell’incertezza e nel mistero, Nolan prosegue, dando una risposta semplicistica per alcuni, retorica per altri, non soddisfacente per altri ancora, ma certamente chiara e precisa, che toglie così il fascino dell’inspiegabile e dell’ambiguo: gli umani del futuro stanno cercando di salvare quelli del passato rendendoli capaci di raggiungere pianeti altrimenti irraggiungibili e suggerendogli un modo per comunicare fra loro attraverso lo spazio e il tempo, sfruttando una delle tante idee del fisico teorico Kip Thorne, consulente alla produzione del film; la fisica però non basta, c’è bisogno di qualcosa che renda possibile la comunicazione di due persone così distanti nel tempo e nello spazio, che è l’Amore, quello puro e immacolato di un padre verso la figlia in pericolo e quello della figlia che dopo tanti anni ha ancora fiducia nella promessa del ritorno da parte del proprio genitore.

Interstellar - Nuovo Cinema Lebowski 5«Che cos’era?»
«La prima stretta di mano.»

Non voglio tirare in ballo l’attendibilità delle teorie scientifiche espresse nel film, sia perchè personalmente non ho la competenza per smentirle o confermarle, sia perchè lo stesso Kip Thorne ha provveduto a zittire fisici veri e improvvisati con il libro The Science in Interstellar, uscito insieme al film, che spiega molti concetti che vediamo applicati nella pellicola, ma a cuore spento e cervello acceso rimangono alcune perplessità su qualche passaggio narrativo forzato e affrontato in maniera un po’ troppo semplicistica, come l’origine della piaga che affligge il pianeta, la vistosa (e non spiegata) disparità di trattamento e di sentimenti di Cooper verso i due figli, la prontezza con cui il protagonista torna a pilotare un veicolo tanto complesso dopo anni di inattività e la particolarissima modalità con cui il personaggio interpretato da Matthew McConaughey sceglie di comunicare a Murph i dati per completare l’equazione di Brand utile a raggiungere pianeti abitabili. Questi particolari sono certamente importanti per un film tanto ambizioso e imponente, ma non dovrebbero comunque penalizzare eccessivamente il giudizio su una pellicola che per lunghi tratti della sua durata offre momenti di altissimo cinema, che difficilmente si vedono in un’opera dal budget così ampio e dal pubblico di riferimento così vasto.

Come già visto nelle opere di Christopher Nolan, soprattutto nel precedente Inception, c’è un particolare utilizzo del tempo e delle differenti modalità con cui esso trascorre per i diversi personaggi, in questo caso giustificato dall’attrazione gravitazionale sui pianeti visitati da Cooper e dal suo equipaggio; il protagonista vede così stravolto il rapporto con la figlia, con la quale si viene a trovare prima coetaneo e poi di molti anni più giovane, come vediamo nella struggente scena finale.
Sono presenti delle riflessioni non particolarmente originali ma non banali sulla Terra e sullo sfruttamento delle sue risorse, che portano i protagonisti a compiere ragionamenti cinici, pessimisti e piuttosto insoliti per questo genere di film sull’umanità come specie più che come insieme di individui.
Impossibile non citare inoltre la maestosità tecnica di Interstellar, che rende la visione del film, soprattutto al cinema, un’esperienza sensoriale e visiva, grazie alla perfetta ricostruzione dell’opprimente vastità dell’ambiente spaziale – da segnalare la scelta di rendere manifesta l‘inudibilità dei suoni nello spazio – e alla stupenda realizzazione dei movimenti armoniosi dei veicoli che agiscono al suo interno, che anche in questo caso richiamano quelli del capolavoro di Kubrick. Le musiche roboanti di Hans Zimmer fanno il resto, sottolineando i momenti più emozionanti del film, che nel finale diventa un fiume in piena di sentimenti contrastanti che rendono davvero difficile trattenere le lacrime, grazie anche al plot twist (abbastanza telefonato per uno spettatore allenato) che rivela Cooper come mandante dei segnali ricevuti da Murph e che rende l’amore per i propri cari il vero filo conduttore di Interstellar.
Nel sontuoso cast spicca l’interpretazione di Matthew McConaughey, che prosegue la sua metamorfosi artistica in attore impegnato cominciata da qualche anno e già premiata con l’Oscar per la sua prova in Dallas Buyers Club: una performance difficile e basata in diversi frangenti solo sulle espressioni facciali, che nobilita il film e l’intero genere della fantascienza, in cui è difficile vedere una prova di tale intensità.

Interstellar non è un film perfetto e non riesce ad alzare l’asticella del genere, ma è comunque una pellicola straordinaria e imprescindibile per chiunque, che conferma Christopher Nolan come uno dei più grandi cineasti contemporanei e dimostra come si possa ancora unire il cinema di qualità con quello ad alto budget, facendoci commuovere a più riprese e ricordandoci che in fondo è l‘Amor che move il sole e l’altre stelle.

Interstellar - Nuovo Cinema Lebowski 6

Curiosità

Interstellar ha vinto il premio Oscar del 2015 per i migliori effetti speciali.

La regia del film inizialmente era stata affidata a Steven Spielberg, che poi abbandonò il progetto a favore di Christopher Nolan, che revisionò la sceneggiatura a cui stava già lavorando il fratello Jonathan.

Nella libreria nella stanza di Murph è visibile per più volte il romanzo di Stephen King The Stand, edito in italiano col titolo L’Ombra dello Scorpione, che racconta le avventure dei sopravvissuti a un’epidemia che ha decimato la popolazione umana.

Nel film sono presenti cinque (per ora) vincitori di un premio Oscar: Matthew McConaughey, Michael Caine, Anne Hathaway, Ellen Burstyn e Matt Damon.

Il buco nero che Cooper attraversa nel film è posto vicino a Saturno, che era anche il pianeta in cui si doveva chiudere 2001: Odissea nello spazio, la principale fonte di ispirazione di Nolan per Interstellar. Kubrick scelse poi di ambientare il finale del suo film su Giove a causa dell’impossibilità di ricreare degnamente gli anelli di Saturno con gli effetti speciali dell’epoca.

Interstellar è il sesto film consecutivo in cui Christopher Nolan ha diretto Michael Caine, dopo la trilogia di Batman, The Prestige e Inception.

Prima dell’inizio delle riprese, Christopher Nolan organizzò una proiezione per il cast del film Uomini Veri, per fare comprendere meglio a tutti il loro ruolo all’interno del film. Nolan ha anche citato Uomini Veri come una delle maggiori ispirazioni per Interstellar.

La partecipazione di Matt Damon al film è stata tenuta il più possibile segreta e l’attore è stato anche volutamente escluso dagli eventi promozionali inerenti al film.

La poesia citata più volte da John Brand è Do not go gentle into that good night di Dylan Thomas.

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