National Lampoon’s Vacation (1983)

National Lampoon's Vacation - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: National Lampoon’s Vacation
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1983
Durata: 98′
Regia: Harold Ramis
Sceneggiatura: John Hughes
Musiche: Ralph Burns
Interpreti: Chevy Chase, Beverly D’Angelo, Imogene Coca, Randy Quaid, Anthony Michael Hall, Dana Barron, Eddie Bracken, Brian Doyle-Murray, Miriam Flynn, Jane Krakowski, James Keach, Eugene Levy
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National Lampoon's Vacation - Nuovo Cinema Lebowski 2“Dico che vi siete giocati il cervello. Siamo a 10 ore da quel cavolo di parco e voi volete fare marcia indietro? Beh, sapete che vi dico? Questa non è più una vacanza. È una ricerca, è una ricerca del piacere! Io ho intenzione di divertirmi e vi divertirete anche voi, e ci faremo tante risate che ci dovranno fare la plastica facciale per riuscire a toglierci il sorriso dalla bocca! Sprizzerete gioia e buon umore anche dal buco del sedere!”

National Lampoon’s Vacation è una commedia americana del 1983, che in Italia non ha avuto grande seguito nonostante in patria sia molto conosciuta e apprezzata.
Il film è diretto dal recentemente scomparso Harold Ramis (l’indimenticabile Egon di Ghostbusters nonché regista di Ricomincio da capo e sceneggiatore di Animal House)  e vede come protagonista principale la colonna del Saturday Night Live Chevy Chase (che in molti ricorderanno anche nelle vesti di Pierce Hawthorne in Community), affiancato da grandi nomi come Beverly D’Angelo e Randy Quaid e da promesse che in seguito sarebbero diventate protagoniste di cinema e tv come Anthony Michael HallJane Krakowski.
National Lampoon’s Vacation è fra i capostipiti del filone del road movie familiare, che con alterni risultati va avanti ancora oggi, e ha dato origine a una saga che vanta altri tre film, uno spin-off televisivo e un reboot in uscita nel 2015.

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«Spero, se non altro, che voi ragazzi abbia imparato qualcosa sulla morte.»
«Sì, che non si deve mai morire se non c’è qualcuno in casa.»

I Griswold sono una felice famiglia borghese americana, composta dal papà Clark (Chevy Chase), la mamma Ellen (Beverly D’Angelo) e i due figli Russell (Anthony Michael Hall) e Audrey (Dana Barron).
I quattro decidono di partire da Chicago in direzione California, nello specifico verso il grande parco di divertimenti Walley World, con una sosta intermedia per salutare alcuni parenti; fin dall’inizio però, con Clark che ritira una macchina diversa da quella che si aspettava, le cose prendono una piega disastrosa e per la famiglia Griswold la vacanza si trasforma in una vera e propria odissea piena di imprevisti e incidenti.

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National Lampoon’s Vacation non è sicuramente da annoverare nelle ristretta cerchia delle migliori commedie di sempre, ma, pur con la sua anima demenziale e col suo umorismo paradossale, dipinge un quadro cinico e spietato della borghesia americana dell’epoca, che dietro a una facciata di perbenismo e buoni sentimenti nascondeva (e nasconde tutt’ora) una realtà fatta di opportunismo, superficialità e mancanza di rispetto verso il prossimo. La famigliola partita in macchina da Chicago canticchiando allegramente canzoni popolari si sgretola in breve tempo di fronte alla serie di eventi tragicomici che la coinvolgono. Fra imbarazzanti incontri con parenti, guasti meccanici, strade sbagliate e anche morti, il nervosismo sale sempre più e anche lo stesso matrimonio fra Ellen e Clarke vacilla a causa dell’attrazione del marito verso una misteriosa e onnipresente biondina.

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I motivi dello scarso successo della pellicola in Italia sono probabilmente da ricercarsi nel nonsense che pervade tutto il film, lontano dalle corde dell’umorismo italiano, e nell’adattamento fortemente penalizzante soprattutto verso la comicità di Chevy Chase, basata su giochi di parole difficilmente traducibili nella nostra lingua, aspetti che fanno calare notevolmente l’interesse nella parte centrale, che è effettivamente quella meno riuscita e dal ritmo più basso, nonostante alcune situazioni piene di black humour come il cane dimenticato legato alla macchina o il cadavere da recapitare ai parenti quasi come fosse un pacco postale.
L’umorismo dissacratorio del film emerge in particolare nel finale, in cui viene presa di mira – nascondendosi dietro al nome fittizio di Walley World – addirittura un’istituzione delle famiglie americane come Disneyland, in una serie di situazioni grottesche che stridono con l’immagine accogliente e solare che di solito viene data al celebre parco di divertimenti.

Chevy Chase si amalgama perfettamente con la sua controparte femminile Beverly D’Angelo e si carica il film sulle spalle, dimostrando una straordinaria mimica facciale e un innato talento comico e recitativo, facendo sorgere il dubbio che con un po’ più di fortuna e con scelte artistiche diverse la sua carriera avrebbe potuto prendere una piega di tutt’altro livello.

Pur nella sua grossolanità e imperfezione, National Lampoon’s Vacation è un film che riesce a strappare diverse risate e che nel suo genere è stato anche pionieristico, visto che ha spianato la strada a un filone ampiamente sfruttato in seguito come quello della commedia on the road. Consiglio perciò a chiunque di recuperarlo e rivalutarlo, magari in lingua originale, in modo da apprezzare pienamente la recitazione degli attori protagonisti e le sfumature dei dialoghi.

Curiosità

Per gran parte del film Anthony Michael Hall è più o meno della stessa altezza di Beverly D’Angelo, sua madre nella finzione, mentre nella parte ambientata al Walley World è visibilmente più alto. Questo perchè la parte conclusiva del film è stata girata diversi mesi dopo le altre per via del fatto che il finale originale non funzionava, e in quei mesi Anthony Michael Hall è cresciuto in altezza di diversi centimetri.

La scena in cui Clark si avvicina alla doccia che sta usando Ellen è una chiara parodia della più celebre sequenza di Psycho.

La scena della corsa verso il Walley World è una citazione di Momenti di gloria, esplicitata dall’uso del celebre tema del film di Hugh Hudson.

La gag del cane lasciato attaccato alla macchina in corsa è stata utilizzata anni più tardi anche da Aldo, Giovanni e Giacomo in Tre uomini e una gamba.

Il Walley World del finale doveva essere Disneyland, di cui il parco fittizio è comunque una parodia, ma la Disney si oppose perchè, a differenza di quello del film, il loro parco è aperto tutti i giorni dell’anno.

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