After Hours – Fuori orario (1985)

Fuori Orario - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originaleAfter Hours
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1985
Durata: 96′
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Joseph Minion
Musiche: Howard Shore
Interpreti: Griffin Dunne, Rosanna Arquette, Teri Garr, Verna Bloom, Linda Fiorentino, Tommy Chong, Catherine O’Hara, Will Patton, John Heard, Cheech Marin, Dick Miller, Bronson Pinchot
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Fuori Orario - Nuovo Cinema Lebowski 5“Che cosa vuoi da me? Ma che t’ho fatto? Sono solo un programmatore di computer, Cristo Santo!”

Dopo il clamoroso insuccesso dal punto di vista commerciale di Re per una notte, Martin Scorsese abbandona temporaneamente le grandi produzioni e i loro rigidi vincoli in favore della libertà e della creatività che hanno spinto l’inizio della sua carriera, centrando quel piccolo grande gioiello di Fuori Orario, che col tempo è poi diventato un vero e proprio cult, fra le pellicole più apprezzate di tutta la sua filmografia, una commedia nera dai risvolti autobiografici, ambientata nella notte di una New York cupa e grottesca.
Per quest’opera di rilancio, Scorsese affida il ruolo di protagonista a Griffin Dunne, che lo ricambia offrendogli la prova migliore della sua notevole carriera, affiancandolo a ottime attrici in ruoli di donne non del tutto stabili mentalmente, fra cui spiccano Rosanna Arquette e Linda Fiorentino.
Fuori Orario vinse il prestigioso premio per la migliore regia al Festival di Cannes del 1986.

Nel proseguimento della recensione si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

Fuori Orario - Nuovo Cinema Lebowski 2“Cambiano le regole a quest’ora. Quando si fanno le ore piccole, beh, è zona franca.”

Fuori Orario è il paradossale racconto della più strana notte della vita di Paul Hackett (Griffin Dunne), anonimo e insignificante programmatore informatico newyorkese che, uscito per fare una tranquilla bevuta dopo il lavoro, trova un’apparente e inaspettata gioia nella conoscenza della bella Marcy Franklin (Rosanna Arquette), con cui instaura una soddisfacente conversazione sul romanzo Tropico del Cancro riuscendo anche a farsi dare il numero di telefono di casa, ma a causa della quale si ritrova coinvolto in una catena di eventi sempre più bizzarri e tragicomici che impediscono il suo ritorno a casa e mettono addirittura in pericolo la sua stessa vita.

Fuori Orario - Nuovo Cinema Lebowski 3
«Io voglio… vivere.»
«Spiacente, amici, si chiude.»

Paul Hackett non è così lontano dal Travis Bickle di Taxi Driver. Entrambi sono uomini soli, apatici, emarginati dalla società e profondamente insoddisfatti della propria vita, ma mentre nel capolavoro interpretato da Robert De Niro il protagonista è un uomo che fin da subito recepiamo come fuori posto in una società di cui comunque vengono fuori tutte le contraddizioni e le miserie, il personaggio principale di Fuori Orario è invece una persona apparentemente a proprio agio in una vita mediocre e ripetitiva, da cui cerca esclusivamente una notte diversa dal solito, all’insegna dell’evasione; la sua situazione comincia a precipitare proprio quando sale sul taxi (scelta che rifiuto di pensare casuale) che lo dovrebbe accompagnare verso la conclusione perfetta per la sua serata, ovvero la dolce compagnia di una ragazza con cui è scattato immediatamente un feeling fisico e mentale. La voglia di rompere lo schema della sua esistenza è però l’elemento scatenante della sua personale odissea. Paul precipita in un incubo kafkiano che vede protagonista la minacciosa notte di New York, che sembra volerlo tenere con sè, popolata da personaggi bizzarri e stravaganti, che pur volendo in partenza aiutare il personaggio principale di questa (dis)avventura finiscono per affossarne sempre più le sorti, scatenando una serie di scene spassose e colme di black humour, assente invece in Taxi Driver, molto più duro e drammatico.

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“Voglio solo arrivare a casa.”

Martin Scorsese dipinge la notte di una New York assurda nella sua bellezza notturna, che rispetto alla chiassosa e caotica città diurna diventa un mondo a sé stante, popolato da individui che è difficile immaginare nel contesto della vita normale, personaggi emarginati dalla società che rivelano tutti un proprio lato oscuro, di cui Paul rimane continuamente vittima, in una storia circolare che riporta continuamente il suo protagonista al punto di partenza.
La frustrazione di Paul, vittima di una situazione che non desidera, è la stessa del regista, in grave crisi artistica e interiore ai tempi della realizzazione della pellicola, e i personaggi con cui il protagonista si trova a interagire rappresentano le paure nei confronti della sessualità e provocano in lui sensi di colpa ed esasperazione per qualcosa di cui in realtà non è colpevole, come i furti o il suicidio di Marcy, aspetti che riflettono anche i turbamenti interiori di un cattolico atipico qual è Martin Scorsese.

Fuori Orario è altissimo cinema travestito da commedia degli equivoci: si citano Kafka e Il Mago di Oz (esplicitamente), ma si possono ritrovare anche analogie con L’inquilino del terzo pianoL’angelo sterminatore, sia a livello di trama sia per l’atmosfera di progressiva inquietudine e paranoia che pervade il film; doveroso inoltre sottolineare la regia di uno dei più grandi maestri della Settima Arte qual è Martin Scorsese, che, anche se con meno virtuosismi rispetto ad altre sue pellicole, è perfetto nel rendere l’atmosfera straniante e allucinata della pellicola, scandagliando l’animo dei personaggi con frequenti primi piani e rendendo al meglio l’atmosfera di una New York più cupa del solito.

Come da teoria dell’effetto farfalla, da un nonnulla si scatena una serie di vicissitudini grottesche che appassionano e divertono (anche se a denti stretti) lo spettatore, che empatizza con la crescente disperazione del protagonista, il quale, come da titolo, finisce per trovarsi perennemente fuori orario: nei bar, nel pagamento del biglietto della metro che lo separa dalla sua abitazione ma che è aumentato proprio quel giorno e anche nei locali notturni. Le donne che Paul incontra sono sempre più perverse e instabili (aspetto che ha causato al film diverse accuse di misoginia) fino all’ultima, che per età e comportamenti rappresenta per lui una figura materna e rassicurante, attraverso la quale il protagonista pone fine al suo incubo e Martin Scorsese chiude idealmente il cerchio di una storia allo stesso tempo paradossale ed esistenziale, inquietante e divertente, riportando Paul nello stesso punto e nella stessa situazione da cui era partito, ovvero nella sua normale vita lavorativa, che è pronto a riprendere dopo la nottata più difficile della sua vita, che per lui è stata un’esperienza formativa e fortificante pur nella sua profonda insensatezza, mentre per lo spettatore una delle più grandi commedie di ogni epoca, citata e adorata ancora oggi dai cinefilo di tutto il mondo.

Curiosità

Fuori Orario interruppe la collaborazione fra Martin Scorsese e Robert De Niro dopo quattro film consecutivi: Taxi Driver, New York, New York, Toro Scatenato e Re per una notte.

Joseph Minion portò la sceneggiatura del film come saggio a un corso di cinema tenuto da Dušan Makavejev.

Il titolo della storica trasmissione di Enrico Ghezzi su Rai 3, Fuori orario. Cose (mai) viste, è un chiaro omaggio al film di Scorsese.

Il dialogo fra Paul e il buttafuori riprende un passaggio di Davanti alla legge di Franz Kafka.

Tim Burton era già stato ingaggiato come regista del film, ma si fece elegantemente da parte quando venne a conoscenza che Martin Scorsese era interessato e disponibile per il progetto a causa dei ritardi della produzione de L’ultima tentazione di Cristo.

Quando Paul esce dalla metropolitana perchè non ha potuto fare il biglietto, il bigliettaio dice la frase “dev’essere luna piena stanotte!”, apparentemente senza senso, ma in realtà omaggio a Un lupo mannaro americano a Londra, con protagonista lo stesso Griffin Dunne.

Martin Scorsese chiese a Griffin Dunne di dormire il meno possibile durante la lavorazione del film, per rendere più realistica l’aria alienata e allucinata che doveva avere il suo personaggio.

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