Jurassic World (2015)

Jurassic World - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Jurassic World
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 2015
Durata: 124′
Regia: Colin Trevorrow
Sceneggiatura: Colin Trevorrow, Derek Connolly
Musiche: Michael Giacchino
Interpreti: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Vincent D’Onofrio, B. D. Wong, Jake Johnson, Ty Simpkins, Nick Robinson, Irrfan Khan, Omar Sy, Judy Greer, Andy Buckley, Lauren Lapkus, Katie McGrath
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Jurassic World - Nuovo Cinema Lebowski «Comunque parliamo di un animale!»
«Che ha un’intelligenza superiore.»

Jurassic World è il quarto capitolo della saga originata da Jurassic Park, a cui questa pellicola si riallaccia direttamente, ignorando volutamente i due deludenti seguiti The Lost World e Jurassic Park III.
Steven Spielberg, come nel terzo episodio, riveste solamente il ruolo di produttore esecutivo, ma la sua influenza, le sue tematiche e il suo tipico stile sono chiaramente riconoscibili nell’operato del regista Colin Trevorrow, che si cimenta per la prima volta in un blockbuster dopo l’apprezzata commedia indipendente Safety Not Guaranteed. Il cast comprende solo un elemento del primo film, ovvero B. D. Wong, che riprende il ruolo di Henry Wu, ma è comunque di alto profilo: fra le sue fila figurano Vincent D’Onofrio (il mitico Palla di Lardo di Full Metal Jacket), Omar Sy (Quasi Amici), Irrfan Khan (Vita di Pi) insieme ai protagonisti Bryce Dallas Howard, figlia di Ron Howard già vista in The Help e The Village, e Chris Pratt, che con un’altra riuscita interpretazione nel ruolo di un duro dal cuore d’oro, dopo quella ne I Guardiani della Galassia, fa quasi le prove generali per il ruolo di Indiana Jones, che secondo rumor sempre più insistenti sarà da lui impersonato negli imminenti film della saga.

Nel proseguimento della recensione si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

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Sono passati ventidue anni dai tragici eventi di Jurassic ParkSu Isla Nublar è attivo da circa dieci anni un altro parco a tema dinosauri, costruito sulle macerie del precedente dall’azienda di Simon Masrani (Irrfan Khan), l’ottavo uomo più ricco del mondo.
Per ravvivare l’interesse dei visitatori, lo staff del parco ha deciso di introdurre nel parco un nuovo dinosauro, l’Indominus Rex, ottenuto miscelando il DNA di diversi animali, alcuni dei quali conosciuti solo da una manciata di persone dello staff, fra cui il genetista Henry Wu (B. D. Wong). La responsabile del parco è Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), che riceve la visita dei due nipoti Jake e Nick (Lowery CruthersZach Mitchell), affidandoli alla sua assistente personale Zara (Katie McGrath). Un altro elemento fondamentale del parco è l’ex militare Owen Grady (Chris Pratt), responsabile dell’addestramento di un piccolo gruppo di Velociraptor, che stanno suscitando l’interesse di Vic Hoskins (Vincent D’Onofrio) per un loro utilizzo in ambito militare.
Claire si reca da Owen per richiedere una sua ispezione del recinto della nuova attrazione per verificarne la sicurezza, ma quando i due si recano sul posto non trovano traccia del temibile Indominus Rex…

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Credo che sia giusto analizzare Jurassic World da due punti di vista distinti ma inscindibili l’uno dall’altro: quello logico e razionale, che porta spesso a porsi più domande del dovuto, e quello del bambino cresciuto che ventidue anni fa rimase incantato davanti allo schermo per qualcosa che non aveva mai visto prima, che oggi si approccia a questo film con la speranza di rivivere almeno parzialmente la magia di un tempo.

Il film visto con un’ottica rigorosa e analitica presenta diversi passaggi forzati e poco credibili. Se si può accettare il fatto di vedere i temibili Velociraptor controllati a fatica dall’uomo, diventa ben più difficile credere che possano prima mettersi in marcia insieme agli umani nella caccia al temibile Indominus Rex, poi rivoltarsi per la presenza del loro DNA nel mostro e infine cambiare nuovamente idea tornando a lottare al fianco di chi li ha accuditi. Risulta inoltre difficoltoso giustificare la presenza dei resti abbandonati con poca cura del parco originale (e dello stesso T-Rex del primo film) e di Henry Wu dopo i disastri di Jurassic Park. I personaggi, anche se interpretati da attori di spessore e perfettamente in parte, sono tutti stereotipati, come le situazioni che li coinvolgono: l’uomo rude e guascone si scopre più sensibile di quanto vuole fare credere e conquista il cuore della donna in carriera, inizialmente rigida e fredda, che con il passare del tempo si lascia sempre più andare; il personaggio interpretato dalla bellissima Bryce Dallas Howard si trasforma così in una passionale avventuriera, scappando a gambe levate dai dinosauri sempre rigorosamente sui tacchi a spillo, lasciandosi andare a effusioni in mezzo a situazioni di panico generale e difendendo anche a rischio della sua stessa vita i nipoti di cui poco prima faticava a ricordare il nome, che a loro volta cercano in tutti i modi di cacciarsi nei peggiori guai, scoprendosi però dei novelli MacGyver montando in men che non si dica una batteria su una macchina più vecchia di loro. Anche il sottotesto del film, con gli uomini divisi fra chi vuole sfruttare cinicamente gli animali per il proprio tornaconto personale, come Vic Hoskins, e chi li considera esseri senzienti e degni del massimo rispetto, come Owen, sa di già visto e rivisto anche all’interno di questa stessa saga.

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Poi però viene fuori il bambino cresciuto. Quello che è costretto a comportarsi da adulto, ma che rimpiange i tempi in cui con la forza della fantasia poteva giocare con i pupazzi di T-Rex e Velociraptor senza essere preso per folle. Quello che non si chiede il perchè delle cose, che vuole solo vedere enormi animali di decine di milioni di anni fa trasportati ai giorni nostri in situazioni sempre più pericolose per l’uomo e per loro stessi.
Se vi lascerete prendere per mano da quell’ex bambino che è ancora in voi, Jurassic World ha tante avventure ed emozioni in serbo per voi.

Colin Trevorrow a tratti ha saputo ricreare l’atmosfera di Jurassic Parkfacendoci rivivere la sensazione di essere in un grande parco di divertimenti per bambini e adulti, donandoci nuovamente quel senso di stupore che The Lost World prima e soprattutto Jurassic Park III non avevano saputo dare. Gli ammiccamenti a Jurassic Park sono svariati e inseriti con grande rispetto per il primo capitolo della saga e per i suoi fan. Alcuni sono semplici omaggi, come la maglietta del vecchio parco indossata da Jake Johnson (volto familiare a molti per New Girl) o l’improvvisa apparizione di quel Dilofosauro che terrorizzò tutti nel 1993, altri sono richiami ancora più profondi al primo episodio, come la colonna sonora di John Williams riproposta in mezzo ai nuovi temi di Michael Giacchino o la toccante immagine di un dinosauro morente vegliato dai protagonisti, altri ancora sono una vera e propria prosecuzione degli episodi di ventidue anni fa: e sfido chiunque a non avere almeno un piccolo tuffo al cuore quando per il “tutti contro l’Indominus Rex” finale viene richiamato in scena lo stesso iconico T-Rex del primo film (riconoscibile dalle cicatrici procurategli dai Velociraptor in Jurassic Park), utilizzando nuovamente un razzo di segnalazione come aveva fatto Alan Grant anni prima. Lo scontro finale in cui uomini e animali uniscono le proprie forze per sconfiggere l’Indominus Rex è certamente esagerato nella sua genesi e affrettato nella sua conclusione (il Mosasauro che compare dal nulla per il colpo di grazia o il T-Rex che si allontana pacificamente senza creare ulteriore scompiglio), ma regala quella grande battaglia fra bestie giganti che tanti hanno sempre voluto vedere e che entusiasma e lascia a bocca aperta lo spettatore alla faccia della razionalità e del senso critico.

Jurassic World sta prevedibilmente spaccando l’opinione pubblica fra chi, come il sottoscritto, ne vede un tentativo riuscito di rivitalizzare una saga storica e chi invece non riesce e non vuole passare sopra a certe (comunque vistose) incongruenze di logica e di trama. Gli incassi da record in tutto il mondo stanno comunque premiando il lavoro della produzione, che a questo punto sicuramente cavalcherà l’onda con ulteriori capitoli della saga, che probabilmente dovranno necessariamente staccarsi dal primo indimenticabile episodio e cominciare a vivere con più originalità una vita propria, cercando di sfruttare al meglio i buoni spunti offerti da questo quarto capitolo, che a prescindere dalla forza del bambino che è in voi non potete assolutamente perdervi.

Curiosità

Durante il film è visibile per due volte (prima nelle mani di Zara, poi nella stanza di controllo) il libro God Creates Dinosaurs di Ian Malcolm, intitolato come l’incipit di un suo celebre discorso in Jurassic Park.

Bryce Dallas HowardJudy Greer interpretano i ruoli di due sorelle, come avevano già fatto in The Village.

Masrani cita il vecchio motto di John Hammond, Qui non si bada a spese; nel Jurassic World è inoltre presente una statua che omaggia il creatore del primo parco e anche l’interprete Richard Attenborough, recentemente scomparso.

Jurassic World ha battuto il record del più grande incasso nella storia del cinema a livello internazionale nel primo weekend di uscita, con una raccolta di circa 511 milioni di dollari.

Il cameo di Jimmy Fallon nel video del tour del parco è una citazione di quello che lo stesso popolare showman fa durante il tour degli Universal Studios, a loro volta produttori di Jurassic World.

La macchina del vecchio parco che Zach e Gray riparano è la numero 29, ovvero la stessa su cui sale John Hammond in Jurassic Park.

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