Skeleton Man (2004)

Skeleton Man - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Skeleton Man
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 2004
Durata: 89′
Regia: Johnny Martin
Sceneggiatura: Frederick Bailey
Musiche: Chris White
Interpreti: Michael Rooker, Casper Van Dien, Jackie Debatin, Eric Etebari, Jonathon Klein, Robert Milano, Timothy V. Murphy, Maurice Nehru, Lisa Olivas, David E. Ornston, Carlos Rodriguez
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Skeleton Man - Nuovo Cinema Lebowski 2
“Ogni anno, per circa un’ora, per nessuna ragione al mondo, branchi di salmoni si mettono a fare le capriole. Li devi vedere, capo, promettimelo. Ti prendi una vacanza… sì, promettimi… che li andrai a vedere.”

Scommetto che più di una volta vi è capitato di desiderare di cancellare dalla vostra mente il ricordo di un bel film, in modo da poterlo rivedere con la stessa emozione della prima volta. Skeleton Man può realizzare questo vostro desiderio, ma purtroppo per voi, per il sottoscritto e per tutto il cinema non siamo davanti a un bel film, ma davanti a un vero e proprio cataclisma cinematografico, in grado di disintegrare in poco meno di 90 minuti la mente e i sensi dei seguaci dell’autopunizione audiovisiva. Ho perso il conto di quante volte ho visto questo film, probabilmente più di tre, ma il mio cervello, forse come meccanismo di autodifesa, non riesce a immagazzinarlo: anche stavolta, dopo pochi giorni dalla visione, il mio ricordo di Skeleton Man sta svanendo, e scrivo dunque queste poche righe celebrative in fretta e furia in modo da non disperdere totalmente il sacrificio da me compiuto guardando questo scherzo della natura, che vede fra i suoi protagonisti un’icona dei filmbrutti come Casper Van Dien e soprattutto il grandissimo caratterista Michael Rooker, che spiace vedere sprecato in una pellicola del genere, nonostante abbia poi avuto modo di rifarsi con ottimi film come Guardiani della galassia.

Skeleton Man - Nuovo Cinema Lebowski 3 «Ehi, vecchio»
«Avete fagioli?»
«Non lo so.. hai fame? Ne vuoi?»
«Sono buoni. Tu li mangi e ti tengono su.»
«Sei qui da molto?»
«Mi hai portato dei fagioli?»
«Sì, ecco. Stiamo cercando dei nostri amici, sono venuti qui un paio di settimane fa.»
«È una razione militare.»
«È quello che abbiamo.»
«Lo era anche la loro»

Difficile partire da un punto preciso nel parlarvi di Skeleton Man, anche perchè il film ha ben due prologhi, nonché due finali, ma ci torneremo dopo. Nei primissimi minuti della pellicola abbiamo modo di vedere il dirompente ingresso in scena del mostro del film, ovvero un uomo con una maschera da scheletro (di quelle acquistabili per 5 euro nei cestoni del Toys Center) e un sacchetto della spazzatura in testa a fargli da cappuccio. Il demone uccide uno storico e la sua collaboratrice per mettere le mani su un misterioso scheletro indiano, da lui particolarmente desiderato per un motivo che ovviamente non ci sarà mai svelato; a seguito di quest’azione, il mostro si mette in groppa al suo cavallo (che durante il film cambierà più volte colore) e alza notevolmente la posta, uccidendo facilmente anche due membri della Delta Force in una missione non meglio specificata in un bosco in mezzo al nulla più totale. Per indagare sull’accaduto, vengono inviati sul posto altri quattro soldati, accompagnati da quattro sgallettate una più bella dell’altra, ognuna con una specializzazione diversa senza alcuna attinenza con l’operazione. Il resto del film non è altro che un lungo e sfibrante gioco a eliminazione a opera del mostro verso questo branco di cialtroni, di un’inettitudine seconda solo a quella di chi ha scritto, prodotto, diretto e interpretato questa fossa biologica cinematografica.

Skeleton Man - Nuovo Cinema Lebowski 4“Non siamo soli, direi che abbiamo compagnia. Mi ci gioco le palle.”

La genesi del fallimento di Skeleton Man è probabilmente da individuare nella scelta da parte della produzione di affidare una sceneggiatura scritta con i piedi e un budget più che dignitoso di circa 2,5 milioni di dollari a uno stuntman, tale Johnny Martin, che regista non è. Tutto quello che ne segue è una conseguenza diretta di tale discutibile decisione, quindi assistiamo inermi allo spreco di devastanti esplosioni (tutto sommato accettabili), mostrate per pochissimi secondi a causa di un montaggio imbarazzante, che le alterna con degli stacchi da ergastolo a scene completamente scollegate dall’avvenimento, come le classiche immagini rubate da documentari, ripetute fino allo sfinimento. Ma non è tutto qui! Il film è costellato da incredibili errori, che lo rendono una specie di caccia al tesoro visiva in cui lo spettatore può ricercare le più disparate assurdità; passiamo da distrazioni non completamente inedite, come armi che cambiano da un’inquadratura all’altra, mirini chiusi o rumori di fondo cacofonici che coprono i dialoghi a vere e proprie bestialità inconcepibili anche per un cineamatore dilettante: alberi che se colpiti generano scintille (!), copiose emorragie curate con flebo, uomini che prima di morire compiono salti mortali, armi tirate fuori dal nulla dal mostro e dai soldati, elicotteri abbattuti con una freccia e chi più ne ha più ne metta. Anche i doppiatori italiani hanno deciso di partecipare a questa grande fagiolata optando per non rendere nell’adattamento la modifica del suono della voce dei personaggi al telefono, accentuando così il senso di straniamento nello spettatore, incapace di capire chi sta parlando e da dove, e l’ilarità generale che Skeleton Man può generare se visto nell’ottica di ricerca antropologica dell’imperfezione.

Skeleton Man - Nuovo Cinema Lebowski 5“Si parla un sacco del primo uomo che uccidi, di quanto ti colpisce. E dicono che non lo scordi mai. Però lo fai. E poi non ci pensi più. Ma quando perdi un uomo della tua squadra è diverso, lo sai? Non lo scordi. Magari sei a letto con tua moglie, i bambini stanno dormendo, e loro tornano. Li vedi tutti, ogni faccia.”

Non sarebbe giusto concludere questa recensione senza citare alcune delle scene più assurde del film e probabilmente di tutta la storia del cinema, che vi anticipo volontariamente nell’ottica di fare in modo che non passino inosservate.
– Circa a metà del film, il personaggio di Casper Van Dien, senza alcun motivo, si separa dal resto del gruppo (di giorno), arriva in una strada trafficata (di notte), ruba un camion lasciato in mezzo alla strada dal legittimo proprietario, sbanda alla vista dello scheletro, che sapeva già essere lì, evitando una macchina ma non l’inconcepibile esplosione del camion, da cui però si salva portandosi agonizzante al bordo della strada. I compagni lo troveranno il giorno dopo, ancora vivo, in mezzo al bosco. Sfido chiunque a vedere e rivedere questa scena senza sbellicarsi dalle risate.
Michael Rooker rotola giù da un “dirupo” con pendenza massima di circa tre gradi spingendosi visibilmente con le mani per proseguire la caduta, rischiando fra l’altro di procurarsi qualche frattura. Lo scopo di tutto ciò? Ritrovare scheletri e corpi umani lasciati presumibilmente lì dal mostro, della cui pericolosità però il protagonista era già consapevole, visto che il suo gruppo era già stato decimato proprio dal demone. Non pago di ciò, il regista ci propone una patetica e assolutamente inutile sequenza in cui lo stesso Rooker si fa calare una corda per risalire l’innocua salita che lo separa dalla sua compagna superstite, che non sarebbe stata impegnativa neanche per una comitiva di anziani di una casa di riposo.
– Ancora il povero Michael Rooker, nel concitato duello finale con lo scheletro, chiede a un tecnico della centrale chimica in cui avviene lo scontro (ma c’è una ragione per cui il mostro è andato in una centrale chimica? Ovviamente no!) di togliere la corrente; il tecnico toglie teatralmente l’elettricità attraverso due vistosissime leve, ma la luce rimane assolutamente immutata, con evidente soddisfazione del protagonista, che poi, prima di chiedere la riattivazione della corrente, spegne, riaccende e distrugge in maniera assolutamente casuale il primo quadro elettrico che gli si presenta davanti. Da Oscar!
– Proprio quando pensiamo che il film sia concluso, con la vittoria delle forze del bene, Johnny Martin riavvolge magistralmente i titoli di coda, mostrandoci con la stessa sequenza già usata più volte nel corso del film che lo scheletro è ancora vivo e vegeto a cavallo del suo destriero. A questo punto non ci resta che sperare nel sequel.
Mi fermo qui, perchè se dovessi citare tutti gli errori la recensione verrebbe più lunga di Guerra e pace. Concludo invitandovi a visionare il prima possibile questo film, acquistando il DVD, che avrete certamente visto almeno una volta nella vostra vita nei cestoni dei filmbrutti da 1,90 euro l’uno nei supermercati, oppure su YouTube al link qui sotto.

Skeleton Man Youtube

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