The Living Daylights – 007 – Zona pericolo (1987)

007 - Zona pericolo - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: The Living Daylights
Paese di Produzione: Regno Unito
Anno di uscita: 1987
Durata: 130′
Regia: John Glen
Sceneggiatura: Richard Maibaum, Michael G. Wilson
Musiche: John Barry
Interpreti: Timothy Dalton, Maryam d’Abo, Joe Don Baker, Jeroen Krabbé, Desmond Llewelyn, Frederick Warder, Robert Brown, Caroline Bliss, John Terry, Art Malik, John Rhys-Davies, Walter Gotell, Andreas Wisniewski, Thomas Wheatley
The Living Daylights (1987) on IMDb
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“Il mio interesse nei suoi confronti è strettamente professionale.”

Il venticinquesimo anniversario di quel Dr. No che diede il via alla lunga saga cinematografica dell’Agente 007 coincide con un cambio nell’iconico ruolo di James Bond. Dopo sette film Roger Moore si fa da parte e al suo posto arriva Timothy Dalton, il quale già in passato era stato più volte vicino a interpretare il ruolo. Insieme all’attore di origine gallese, la produzione sceglie di modificare radicalmente anche la personalità del protagonista, accantonando i toni ammiccanti e a volte farseschi dell’era Moore in favore di un personaggio più serioso e cupo, vicino al James Bond dei romanzi di Ian Fleming. Purtroppo, questa svolta avrà scarso successo, non tanto per colpa di Timothy Dalton, più che credibile e ben calato nella parte, ma principalmente a causa di sceneggiature e personaggi di supporto tutt’altro che indimenticabili, che provocheranno una reazione abbastanza tiepida da parte del pubblico e porteranno a una sostituzione dell’attore protagonista dopo soli due film e a una pausa lunga ben sei anni fra il successivo Licence to Kill e GoldenEye, primo episodio con Pierce Brosnan protagonista.
Oltre a James Bond, anche un altro personaggio storico della serie cambia volto, con l’ingresso della poco carismatica Caroline Bliss al posto di Lois Maxwell nel ruolo di Miss Moneypenny, la storica segretaria di M perennemente infatuata dell’Agente 007.
Maryam d’Abo interpreta colei che eccezionalmente è l’unica Bond Girl del film, mentre Joe Don BakerJeroen Krabbé impersonano i poco carismatici antagonisti di James Bond.

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James Bond (Timothy Dalton) partecipa insieme ai colleghi a una presunta esercitazione a Gibilterra, che si rivela però essere una trappola; poco dopo questo evento l’Agente 007 viene inviato a Bratislava per condurre un’operazione che ha come scopo quello di fare fuggire dall’Unione Sovietica il generale Georgi Koskov (Jeroen Krabbé) attraverso un lungo tunnel che attraversa l’Europa. Bond riesce nell’operazione, nonostante le difficoltà procurate da una misteriosa donna cecchino (Maryam d’Abo), che l’Agente 007 durante uno scontro a fuoco risparmia. Dopo che Koskov è stato portato presso una sede dei servizi segreti britannici, viene rapito da alcuni agenti del KGB, collegati anche alla trappola subita precedentemente da James Bond e colleghi. L’Agente 007 scopre che la donna cecchino è in realtà l’amante di Koskov e che il generale sovietico sta ordendo un complotto contro la sua stessa patria con l’aiuto del malavitoso Brad Whitaker (Joe Don Baker). James Bond comincia così un lungo viaggio in giro per il mondo insieme alla donna (di nome Kara Milovy) nel tentativo di fermare il piano di Koskov e Whitaker.

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Se alla produzione di The Living Daylights va riconosciuto il merito di aver provato a cambiare così radicalmente le atmosfere del film e il personaggio di James Bond, altrettanto onestamente spiace ammettere che l’esperimento è fallito sotto tutti i punti di vista. L’interpretazione di Timothy Dalton è senz’altro valida e spiace vedere sprecato un Agente 007 mai così cinico e spietato, distante anni luce dai toni scherzosi e maliziosi di Roger Moore. A parte l’attore protagonista, nel film funziona poco o nulla: la pellicola non emerge mai dal piattume generale, fiaccato da una Bond girl fra le meno espressive mai viste e da villain scialbi e mai credibili, inseriti in una trama sfilacciata e messa insieme alla meno peggio, che in piena Guerra Fredda verte sul rapporto fra Regno Unito e Unione Sovietica. La parte migliore della pellicola è quella iniziale, che fa intuire quanto avrebbe potuto dare Timothy Dalton alla serie se ben sfruttato, mentre tutta la fase conclusiva in Afghanistan degenera in un lunghissimo e davvero tedioso scontro in cui James Bond lotta insieme ai mujaheddin contro i nemici sovietici, curioso da vedere al giorno d’oggi, ma tirato troppo per le lunghe e lontano dai toni da spy story tipici della saga. Anonima anche la colonna sonora e in particolare il tema che dà il titolo alla pellicola, interpretato dal gruppo norvegese degli a-ha, molto in voga nel periodo.
The Living Daylights è un film che ovviamente non può mancare ai veri appassionati della saga dell’Agente 007, ma che lascia l’amaro in bocca e il senso di una grandissima occasione per fare evolvere il protagonista e tutta la serie malamente sprecata da una produzione mai così spenta e approssimativa, che purtroppo non si riscatterà neanche nel successivo Licence to Kill.

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Curiosità

Ultima colonna sonora composta da John Barry per la saga; lo storico compositore della saga compare anche in un cameo come direttore dell’orchestra di Kara.

Primo film della serie ufficiale senza Lois Maxwell nella parte di Miss Moneypenny.

Il ruolo di James Bond fu offerto a Timothy Dalton per diversi episodi della serie prima di questo, a cominciare da On Her Majesty’s Secret Service, di ben 18 anni precedente, che l’attore rifiutò perchè si sentiva troppo giovane per la parte.

3 pensieri su “The Living Daylights – 007 – Zona pericolo (1987)

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