Terminator 3: Rise of the Machines – Terminator 3 – Le macchine ribelli (2003)

Terminator 3 - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Terminator 3: Rise of the Machines
Paese di Produzione: USA, Germania, Regno Unito
Anno di uscita: 2003
Durata: 109′
Regia: Jonathan Mostow
Sceneggiatura: John Brancato, Michael Ferris
Musiche: Marco Beltrami
Interpreti: Nick Stahl, Claire Danes, Arnold Schwarzenegger, Kristanna Loken, David Andrews, Mark Famiglietti, Moira Sinise, Earl Boen, Chopper Bernet, Christopher Lawford
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Terminator 3 - Nuovo Cinema Lebowski 2
«Grazie per quello che fai.»
«La tua gratitudine non è richiesta. Sono stato programmato per eseguire i tuoi comandi.»

Dodici anni dopo Terminator 2 – Il giorno del giudizio, la storia della famiglia Connor e dei cyborg di Skynet si espande con un terzo capitolo, che deve fare a meno di due colonne portanti dei primi due episodi come l’iconica Sarah Connor di Linda Hamilton e soprattutto del regista e ideatore della saga James Cameron, sostituito dietro alla macchina da presa da Jonathan Mostow, reduce dal discreto U-571. A suon di quattrini (si parla di 30 milioni di dollari più una cospicua percentuale degli incassi) Arnold Schwarzenegger viene convinto a riprendere il ruolo del robot che lo rese celebre, diventando così la punta di diamante di un cast composto per il resto da diversi attori non ancora trentenni come Nick StahlKristanna Loken e Claire Danes, la quale qualche anno più tardi conquisterà successo e fama internazionale per la sua interpretazione di Carrie Mathison in Homeland.

Terminator 3 - Nuovo Cinema Lebowski 5“Il desiderio è irrilevante. Io sono una macchina.”

Nel 2004, a seguito degli eventi di Terminator 2 – Il giorno del giudizio, l’apocalisse nucleare annunciata prima da Kyle Reese e in seguito dal T-800 per il 1997 è stata apparentemente evitata. John Connor (Nick Stahl) vive una vita da invisibile, senza una fissa dimora e privo di documenti, in modo da evitare di essere rintracciato da eventuali altri sicari mandati per ucciderlo, mentre la madre Sarah è morta ormai da qualche anno a causa di una leucemia. Dal futuro arrivano due cyborg, un T-X dalle sembianze femminili (Kristanna Loken), mandato per uccidere i futuri aiutanti di John Connor, e un T-850 (Arnold Schwarzenegger), modello avanzato ma esteriormente identico a quello che salvò il futuro leader della resistenza e la madre anni prima, con il compito di impedire all’altro robot di eseguire i suoi compiti. A seguito di una brutta caduta in moto, John trova soccorso in una clinica veterinaria gestita da Kate Brewster (Claire Danes), che conosce già in quanto sua ex compagna di scuola. Kate è una delle persone che il T-X deve uccidere, in quanto nel futuro collaborerà con John, mentre il padre Robert è responsabile di un progetto che ha come scopo la creazione della temuta Skynet per debellare un virus informatico che sta mettendo in ginocchio i computer di tutto il mondo. Per John e Kate, aiutati dal T-850, comincia così una lotta per la vita e per la salvaguardia del futuro dell’umanità.

Terminator 3 - Nuovo Cinema Lebowski 3 “La tua confusione non è razionale. È un esemplare femminile in età riproduttiva.”

Terminator 3 – Le macchine ribelli è un riuscito tentativo di fare cassa sui due precedenti film, forte di un franchise di grande presa sul pubblico e di un budget di circa 200 milioni di dollari, ampiamente ripagati da un incasso su scala mondiale di più di 400 milioni. Pur con degli ottimi effetti speciali, curati nuovamente dal grande Stan Winston, e al di là del successo commerciale, questo terzo capitolo è però un prodotto ben lontano dai fasti dei due predecessori, incapace di generare il senso di angoscia e inquietudine di Terminator e privo della forte carica emotiva di Terminator 2 – Il giorno del giudizioda cui Terminator 3 – Le macchine ribelli riprende il canovaccio dei due umani braccati da un cyborg malvagio e protetti da un robot loro amico. Jonathan Mostow, onesto mestierante privo della creatività del suo predecessore James Cameron, si limita a percorrere passivamente la strada già battuta, collegandosi in maniera a volte confusionaria ai capitoli precedenti, spingendo eccessivamente su un’ironia che a tratti sfiora l’autoparodia (si veda la sequenza in cui il T-850 si procura i vestiti in un locale di spogliarellisti) e inserendo nella trama diverse forzature, come la modalità con cui Kate e John si incontrano. Arnold Schwarzenegger a 56 anni suonati è sempre a proprio agio nei panni del cyborg, stavolta molto meno glaciale, mentre i nuovi ingressi nel cast mancano del carisma necessario a sostenere un film di questa portata: la modella Kristanna Loken non riesce mai a generare la tensione necessaria per la sua parte e a farsi notare per altro al di là della sua bellezza, i due protagonisti Claire Danes e Nick Stahl si dimostrano non ancora pronti per ruoli di questa portata e poco credibili come ipotetici salvatori dell’umanità, non avvicinandosi neanche all’epicità della Sarah Connor di Linda Hamilton, della cui mancanza la pellicola risente fortemente.
La bontà delle scene d’azione e degli effetti speciali evita il naufragio del film, che col passare del tempo si risolleva parzialmente e raggiunge il proprio apice con un finale abbastanza sorprendente, che, pur mancando di coerenza con l’idea di autodeterminazione del proprio destino passata nei due capitoli precedenti, rimane impresso per il suo pessimismo e per l’inquietudine generata dalle ultime immagini, fra i pochi aspetti che salvano una pellicola che per il resto è decisamente evitabile e superflua.

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Curiosità

La stazione di servizio in cui si ferma il T-850 è la stessa in cui si ferma Sarah Connor nei primi due film della serie.

Edward Furlong avrebbe dovuto riprendere il ruolo di John Connor da lui già interpretato in Terminator 2 – Il giorno del giudizio, ma fu escluso dal progetto a causa dei suoi problemi con alcool e droga.

La scena in cui il timer dell’esplosivo che John Connor disattiva si ferma a 0:07 è una citazione di una sequenza analoga in Goldfinger.

Arnold Schwarzenegger prima delle riprese si è allenato per mesi per raggiungere lo stesso peso corporeo e la stessa massa muscolare che aveva in Terminator 2 – Il giorno del giudizio.

James Cameron rifiutò di dirigere il film perchè secondo lui la storia si era conclusa con i primi due capitoli della saga.

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