Inside Out (2015)

Inside Out - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Inside Out
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 2015
Durata: 94′
Regia: Pete Docter
Sceneggiatura: Pete Docter, Josh Cooley,  Meg LeFauve
Musiche: Michael Giacchino
Interpreti: Amy Poehler, Phyllis Smith, Bill Hader, Richard Kind, Mindy Kaling, Lewis Black, Kaitlyn Dias, Diane Lane, Kyle MacLachlan, Rashida Jones, Paula Poundstone, Bobby Moynihan
Inside Out (2015) on IMDb

Inside Out - Nuovo Cinema Lebowski 3“Dedicato ai nostri bambini. Non crescete, mai.”

Dopo qualche prodotto meno convincente rispetto all’impressionante standard qualitativo a cui ci aveva abituato, la Pixar torna sulla retta via sfornando un film straordinario, che sta convincendo pubblico e critica di tutto il mondo, al punto da rendere realistica l’ipotesi che Inside Out possa essere la prima pellicola d’animazione della storia a vincere l’Oscar come miglior film. Il regista e sceneggiatore del precedente Up Pete Docter regala agli spettatori un altro splendido viaggio sempre in bilico fra ilarità e commozione, questa volta ambientato per lunghi tratti all’interno della mente di una bambina di 11 anni costretta ad abbandonare la propria casa e i propri amici a causa del trasferimento della sua famiglia a San Francisco per motivi di lavoro; per farlo si avvale della verve comica e della voce di grandi nomi provenienti prevalentemente dal mondo della TV, come Amy Poehler, che i più ricorderanno per l’interpretazione di Leslie Knope in Parks and Recreation, Richard Kind (Spin City), Phyllis Smith (The Office) e Mindy Kaling (The Mindy Project).
Nonostante il film sia stato già da tempo presentato in diversi Festival internazionali come quello di Cannes (dove ha ricevuto applausi scroscianti) e sia già uscito da tempo nelle sale di diverse nazioni, a causa di scelte di distribuzione discutibili arriverà in Italia solamente il 19 Settembre.

Inside Out - Nuovo Cinema Lebowski 2

Gioia (Amy Poehler), Tristezza (Phyllis Smith), Rabbia (Lewis Black), Paura (Bill Hader) e Disgusto (Mindy Kaling) sono le cinque emozioni che all’interno di un sofisticato centro di comando controllano la mente di Riley (Kaitlyn Dias), bambina undicenne che vive nel Minnesota insieme ai due amorevoli genitori. La vita di Riley viene scombussolata dall’improvviso trasferimento a San Francisco a causa del lavoro del padre, che provoca nella bambina un forte senso di smarrimento per la separazione dagli amici e per la difficoltà nell’inserirsi nella nuova classe scolastica.
All’interno della testa di Riley, le cinque emozioni sono in forte disaccordo su come gestire la difficile situazione; in particolare Gioia, che fino a quel momento era stata l’emozione preponderante, cerca di impedire che Tristezza prenda il sopravvento, proibendole di toccare le sfere dentro le quali sono conservati i ricordi dell’infanzia, che al contatto con quest’ultima emozione si trasformano immediatamente in memorie infelici. Durante un loro confronto, Gioia e Tristezza cadono in un cunicolo della mente che le porta lontane dal centro di comando, lasciando il controllo dei comportamenti di Riley esclusivamente a Rabbia, Paura e Disgusto, che finiscono inevitabilmente per peggiorare il disagio della bambina.
Per Gioia e Tristezza, accompagnate da Bing Bong, fusione di vari animali nonché amico immaginario di Riley durante i suoi primi anni di vita, comincia così un lungo viaggio all’interno della mente della bambina, che le porterà a comprendere meglio i suoi pensieri e le sue emozioni.

Inside Out - Nuovo Cinema Lebowski 4

Inside Out è una vera e propria tempesta emozionale, che riesce con una disarmante leggerezza e un’incredibile semplicità a colpirci al cuore raccontandoci l’età dell’infanzia e il passaggio al periodo dell’adolescenza, che tutti noi ricordiamo con tenerezza e affetto. La Pixar riesce a trasformare con la sua consueta maestria tecnica (davanti ad alcune sequenze è impossibile non rimanere a bocca aperta per la loro visionarietà e per la loro bellezza) uno spunto non particolarmente originale, come quello della rilettura di ciò che avviene all’interno del nostro cervello, in un trattato filosofico sulla nostra mente, sulle nostre emozioni e sui nostri comportamenti in cui tutti, ma veramente tutti, dal più piccino al più grande, possono riconoscersi e immedesimarsi. Le cinque emozioni che vivono all’interno della testa di Riley sono tutte ben caratterizzate e i loro continui confronti e scontri generano una bella serie di gag che intrattengono e strappano più di una risata allo spettatore, affiancate da una descrizione dei processi che regolano le reazioni, i ricordi e i sogni davvero originale, coerente e perfettamente esposta, in un’alternanza fra ciò che avviene dentro e fuori Riley, esplicitata già dallo splendido titolo.
Ciò che colpisce più di questa pellicola è la capacità di raccontare una storia tanto dolorosa, incentrata sulle difficoltà e sulle sofferenze di una bambina catapultata in una città completamente nuova, evitando del tutto la retorica e trasmettendo il messaggio attraverso la forza delle immagini e dei personaggi, come lo straordinario gatto-elefante-delfino Bing Bong, l’amico immaginario di Riley ormai dimenticato, superbamente introdotto come un vagabondo che si aggira senza meta all’interno del labirinto della mente della protagonista; proprio con la comparsa di questo personaggio, destinato a fare strage di cuori fra i bambini ma anche fra gli adulti, il film cambia marcia e passa dall’essere un’affascinante storia sospesa fra avventura e tenerezza dall’esito prevedibilmente felice a qualcosa di molto più profondo, che decreta la definitiva maturazione della Pixar e proietta Inside Out già fra i migliori film dell’anno e sicuro punto di riferimento assoluto per il futuro dell’animazione. Il film ci dice allora che per fare funzionare le cose e per essere felici non basta solo la Gioia, né tantomeno il Disgusto, la Rabbia o la Paura, ma a volte è necessaria anche un po’ di Tristezza per fare uscire il dolore e il malessere e cercare di ripartire, ci fa capire che anche i ricordi felici con il passare del tempo vengono contaminati da un alone di amarezza che li fa diventare malinconici e ci mostra come, prima o poi, sia inevitabile lasciare andare qualche pezzo della nostra infanzia e gettare qualche ricordo nel burrone delle memorie dimenticate per farne nascere di nuovi.

Inside Out - Nuovo Cinema Lebowski 5La dolce e amara altalena di emozioni a cui ci sottopone il film trova la sua apoteosi negli ultimi 10 strazianti minuti, di una poesia e di una dolcezza davvero rari, in grado di fare sciogliere anche i cuori più freddi e di coloro i quali stavano trattenendo a fatica le lacrime già da qualche minuto, lasciandoci con dei titoli di coda molto divertenti che ci mostrano quello che avviene nella testa dei personaggi secondari del film, riequilibrando parzialmente la bilancia delle emozioni.
Inside Out è un film indispensabile e imperdibile per chiunque, che da una parte ci fa ridere con intelligenza e dall’altra ci parla con grande umanità di temi cari a tutti come il rapporto fra genitori e figli, il disagio della crescita e i ricordi dell’infanzia, in un saliscendi di emozioni che non vi lascerà indifferenti. Andate a vederlo, non ve ne pentirete.

Curiosità

Un personaggio nella mente di Riley dice la frase Forget it, Jake. It’s Cloudtown, chiara citazione alla celebre frase Forget it, Jake. It’s Chinatown di Chinatown.

Bing Bong guarda la sua mano scomparire come Marty McFly in Ritorno al futuro.

Uno dei ricordi nella mente di Riley contiene un estratto della scena iniziale di Up, altro film della Pixar.

Uno dei poster che si possono vedere nella mente di Riley ricorda quello di Vertigo, altro film ambientato a San Francisco; di fianco, un altro poster contiene un’immagine di un bambino che vola con sotto la scritta I can fly, citazione di Peter Pan.

Le differenti personalità delle cinque emozioni all’interno della mente di Riley sono ispirate alle diverse caratteristiche dei nani di Biancaneve e i sette nani.

In una scena nel centro di produzione dei sogni viene aggiunto un “filtro di distorsione della realtà”. Questo avvenimento è un omaggio al “campo di distorsione della realtà”, frase con cui veniva sintetizzata l’abilità da parte di Steve Jobs (ex CEO della Pixar) nel convincere i propri dipendenti e i potenziali acquirenti della bontà dei progetti a cui stava lavorando.

4 pensieri su “Inside Out (2015)

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