The Evil Dead – La casa (1981)

La Casa - Nuovo Cinema Lebowski 2Titolo originale: The Evil Dead
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1981
Durata: 85′
Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura: Sam Raimi
Musiche: Joseph LoDuca
Interpreti: Bruce Campbell, Ellen Sandweiss, Richard Demanicor, Betsy Baker, Teresa Tilly
The Evil Dead (1981) on IMDb

 

 

 

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“Noi ti avremo… Noi ti avremo… Non ci sfuggirai… Quando dormirai…”

Un regista alle prime armi e appena ventenne, un attore protagonista scelto solamente in quanto suo amico e molto apprezzato dalle ragazze, un budget irrisorio di appena 350.000 dollari, un genere, l’horror, da sempre snobbato e ritenuto da molti cinema di Serie B. Gli ingredienti per un sonoro fallimento o per una pellicola apprezzabile solamente dai cultori del genere ci sono tutti. Invece, con una di quelle grandi storie di vita mescolata all’arte che a volte il cinema regala, succede che il regista Sam Raimi si dimostra uno dei più talentuosi cineasti della sua generazione, mandando a scuola buona parte dei suoi colleghi con delle soluzioni registiche ammirate e studiate ancora oggi, il suo amico Bruce Campbell diventa una delle icone più amate e celebrate del cinema horror e il film The Evil Dead rivitalizza e cambia per sempre i film dell’orrore, grazie a una perfetta alchimia fra suspense, splatter e macabra ironia che darà il via a una saga che a oggi conta tre episodi, oltre a un remake uscito nel 2013 e alla serie TV Ash vs. Evil Dead che arriverà a breve sugli schermi di tutto il mondo, più una serie di sequel apocrifi (fra cui gli italiani La casa 4 e La casa 5) e di tentativi malriusciti di replicare la magia e l’atmosfera di questo gioiello.
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Cinque ragazzi, Ash (Bruce Campbell), Scott (Richard Demanicor), Cheryl (Ellen Sandweiss), Linda (Betsy Baker) e Shelly (Teresa Tilly), si recano in una baita sperduta in mezzo ai boschi per trascorrere un weekend fra amici. Fin da subito, nel locale cominciano a manifestarsi strani fenomeni, come quello che coinvolge Cheryl, la quale in stato di trance comincia a disegnare forsennatamente delle immagini sinistre. All’improvviso si spalanca una botola, dentro la quale i protagonisti si infilano, ritrovandosi in una cantina. Qui i ragazzi trovano un registratore e un nastro che immediatamente cominciano ad ascoltare, sul quale è incisa la voce di un archeologo, che afferma di avere evocato dei demoni pronunciando le formule contenute nel libro Naturon Demonto, manifesto omaggio al Necronomicon di Howard Phillips Lovecraft. La registrazione effettuata dall’archeologo per tenere traccia della sua esperienza ha però l’effetto di risvegliare le presenze che circondano la baita in cui si trovano i ragazzi, per i quali comincia una lunga notte di paura e orrore.

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Pur pescando a piene mani dagli stereotipi del genere come la casa infestata, le persone possedute dai demoni e la location isolata in mezzo alla natura, Sam Raimi è riuscito a creare un prodotto del tutto originale, che riesce a fare paura e inquietare come i migliori film horror ma anche a intrattenere e divertire, grazie a una vena comica discreta al punto da non degenerare nella parodia, ma che accompagna costantemente l’azione e sarà ancora più evidente nei capitoli successivi della saga. Rispetto ad altre pellicole horror del periodo, The Evil Dead è invecchiato benissimo ed è ampiamente godibile ancora oggi, grazie al sapiente uso di effetti speciali artigianali ma di grande impatto e perfettamente integrati con l’azione e a memorabili intuizioni registiche di Raimi come la cosiddetta shakeycam, grazie alla quale nel film sono rese le tremolanti sequenze che mostrano il punto di vista dei demoni, senza dimenticare uno splendido montaggio, con tempi magistralmente dilatati nei momenti in cui è necessario creare tensione e dai ritmi più serrati nelle situazioni in cui è necessario scuotere lo spettatore, come nelle frequenti scene splatter. Proprio durante la fase di montaggio, Sam Raimi ebbe modo di collaborare con i giovani fratelli Ethan e Joel Coen, con i quali instaurò un profondo legame di amicizia che ha portato i tre a collaborare in alcune pellicole, fra cui Mister Hula Hoop.

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Anche se in seguito Sam Raimi è diventato un nome importantissimo nella storia del cinema, ancora oggi guardando The Evil Dead non si può fare a meno di stupirsi e meravigliarsi per la sicurezza nella regia dimostrata da un ragazzo di vent’anni nel dirigere una pellicola del genere e per la sua padronanza dei tempi cinematografici, in particolare quelli del cinema horror, che gli permette di generare nella prima parte un senso di profonda inquietudine nello spettatore, grazie alle strategiche inquadrature di dettagli poco rassicuranti accompagnate dalla riproduzione di rumori sinistri, preparando così il terreno per una seconda parte piena d’azione e di splatter puro, con diverse sequenze sanguinolente e forti ancora oggi, che sfociano quasi nel cartoonesco per il modo in cui il protagonista Ash viene perseguitato dai demoni, esaltando così le capacità attoriali già ben marcate e la mimica facciale di Bruce Campbell, che chi frequenta questo blog non può non amare e del quale parleremo diffusamente in futuro.
The Evil Dead è un cinema volutamente eccessivo ma anche divertito e divertente, che trascende l’horror, di cui si rende asticella mai superata negli anni successivi, realizzato  da un gruppo di ragazzi alle prime armi che hanno lavorato per più di un anno soltanto nei ritagli di tempo durante i weekend, con una produzione ai limiti dell’amatoriale, a cui collaboravano anche gli stessi membri del cast quando non erano impegnati nelle riprese, rendendosi utili per rifinire i set o per preparare le scene. Non vi resta quindi che premere il tasto play del vostro lettore DVD/Blu-Ray e godervi nuovamente questo concentrato purissimo di cinema, fatto con pochi soldi ma tante idee, molta passione e soprattutto un briciolo di incoscienza, che ha reso possibile raggiungere un risultato insperato e indelebile nella storia del cinema, che rende The Evil Dead uno dei migliori film horror mai realizzati e un titolo imprescindibile per tutti gli appassionati del genere.

Curiosità

Il regista Sam Raimi e il protagonista Bruce Campbell sono amici dai tempi della scuola, dove hanno mosso insieme i primi passi nel mondo del cinema.

In una scena, una mano esce dalla terra e afferra Ash: è una citazione della scena finale di Carrie – Lo sguardo di Satana.

Su un muro della cantina in cui viene trovato il registratore è ben visibile il poster di Le colline hanno gli occhi. Wes Craven ricambierà successivamente l’omaggio inserendo alcune sequenze de La casa nel suo Nightmare: dal profondo della notte.

La trama del film My Name Is Bruce verte sul fatto che secondo un ragazzo il vero Bruce Campbell è in grado di cacciare e sconfiggere i demoni come in The Evil Dead e nei suoi seguiti.

Nella versione originale della sceneggiatura, i protagonisti dovevano fumare marijuana poco prima di trovare il registratore. Gli attori decisero di girare la scena dopo aver fumato vera erba, che gli causò delle reazioni ingestibili, costringendo la troupe a girare nuovamente la scena in un secondo momento.

In L’alba dei morti dementi, il protagonista Shaun sul posto di lavoro cita un altro impiegato, a casa quel giorno, di nome Ash; questo è un chiaro omaggio al protagonista della serie de La casa, che, come apprendiamo nel terzo capitolo L’armata delle tenebre, è proprio un impiegato in un grande magazzino.

Il film italiano Il Bosco 1, diretto da Andrea Marfori, presenta numerose analogie con The Evil Dead, fra cui il titolo inglese Evil Clutch, scelto proprio per cavalcare l’onda del film di Raimi.

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