GoldenEye (1995)

GoldenEye - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: GoldenEye
Paese di Produzione: Regno Unito
Anno di uscita: 1995
Durata: 129′
Regia: Martin Campbell
Sceneggiatura: Jeffrey Caine e Bruce Feirstein
Musiche: Éric Serra
Interpreti: Pierce Brosnan, Sean Bean, Izabella Scorupco, Judi Dench, Famke Janssen, Gottfried John, Samantha Bond, Joe Don Baker, Desmond Llewelyn, Tchéky Karyo, Alan Cumming, Robbie Coltrane
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«La pistola non ti serve.»
«Dipende da cosa intendi per sesso sicuro.»

Dopo una pausa lunga sei anni, torna la serie di James Bond, con un diciassettesimo episodio che vede un rinnovamento pressoché totale nel cast tecnico e artistico. Con l’eccezione di Desmond Llewelyn, confermatissimo nel ruolo di Q, cambia praticamente tutto il resto, a cominciare dal volto dell’Agente 007, che diventa quello del quarantaduenne irlandese Pierce Brosnan, che con questo GoldenEye comincia una serie di quattro partecipazioni consecutive alla saga. Cambiano anche i volti di due personaggi storici della serie come Miss Moneypenny e M, affidati rispettivamente a Samantha Bond (mai cognome fu più azzeccato) e all’immensa Judi Dench, che con la sua innata classe e il suo carisma fin dalla prima inquadratura scaccia tutti i dubbi su di lei e rende chiaro a tutti che è destinata a diventare la migliore interprete di sempre dell’iconico direttore dell’MI6. Fuori dallo schermo avvengono altri due avvicendamenti importanti, ovvero quello alla regia, che viene affidata a Martin Campbell dopo cinque prove consecutive di John Glen, ma soprattutto quello alla produzione, che vede lo storico avvicendamento fra Albert Broccoli (ormai in precarie condizioni di salute) e la figlia Barbara, tuttora in carica.
La lunga pausa e il cambiamento generale giovano alla saga sia dal punto di vista degli incassi (ampiamente superiori a quelli dei precedenti episodi) sia da quello artistico, che vede una pellicola che, al di là delle sue imperfezioni, funziona e intrattiene come da tempo non succedeva, rimanendo fedele ai canoni delle storie di James Bond, come il nemico quasi sempre sovietico, ma al tempo stesso apportando qualche elemento nuovo, come la moderna informatica di Internet e dei virus in grado di paralizzare diversi sistemi in tutto il mondo o la storia di amicizia, rivalità e odio fra Bond e un collega, interpretato da un grande Sean Bean, il quale avrebbe meritato sicuramente più spazio. Completano il quadro due Bond girl finalmente carismatiche e convincenti come Izabella ScorupcoFamke Janssen, che portano un considerevole apporto alla riuscita di questo episodio.

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“La considero un dinosauro misogino sessista, una reliquia della Guerra Fredda il cui puerile fascino, sprecato nel mio caso, ha invece colpito la giovane donna da me mandata a valutarla.”

I due sovietici Xenia Onatopp (Famke Janssen) e Arkadij Grigorovič Ourumov (Gottfried John) rubano sotto gli occhi di James Bond (Pierce Brosnan) l’elicottero da combattimento Tiger, che usano per attaccare e distruggere una base in Siberia, dopo aver ucciso i suoi lavoratori e rubato i codici di attivazione per il temibile satellite GoldenEye, in grado di fare collassare buona parte dei sistemi informatici in tutto il mondo. C’è una sola sopravvissuta alla strage, ovvero la programmatrice Natalya Simonova (Izabella Scorupco) sulle cui tracce M (Judi Dench) invia Bond. Una volta arrivato in Russia, Bond si mette in contatto con l’organizzazione mafiosa Janus, per poi scoprire che il leader è un suo vecchio amico e collega, l’ex Agente 006 Alec Trevelyan (Sean Bean), che precedentemente si era finto morto per passare al nemico sovietico, con l’intento di vendicarsi per la morte dei propri genitori, di cui ritiene responsabile l’Inghilterra. Per James Bond comincia così una serie di fughe e inseguimenti per mezzo mondo nel tentativo di evitare una catastrofe globale.

GoldenEye - Nuovo Cinema Lebowski 2“Ma perché una volta tanto non fai il bravo e non crepi?”

L’attesa forzata di sei anni, dovuta anche a una causa legale sui diritti della serie che fermò a lungo la produzione di questo film, originariamente prevista per il 1990, portando fra l’altro un esasperato Timothy Dalton alla rinuncia a riprendere il ruolo di protagonista, rende la saga dell’Agente 007 più vitale che mai. GoldenEye prosegue sula scia dei predecessori The Living DaylightsLicence to Kill, portando su schermo un James Bond serio e realistico, che riesce a fondere in un solo personaggio le caratteristiche migliori dei precedenti interpreti, come l’ironia di Sean Connery, la fragilità di George Lazenby, gli ammiccamenti di Roger Moore e la durezza di Timothy Dalton, grazie soprattutto al protagonista Pierce Brosnan, il quale, pur non avendo capacità recitative eccelse, sembra nato per questa parte. Pur con le esagerazioni e le forzature della trama tipiche della serie, il film riesce a intrattenere e a garantire un buon ritmo con la giusta suspense, grazie a una storia che risente ancora dei postumi della Guerra Fredda ma riesce anche a superarli, portandosi nel pieno dell’esplosione dell’informatica degli anni ’90, senza rinunciare alla spettacolarità, garantita da sequenze mozzafiato come il bungee jumping iniziale o l’inseguimento in carro armato per le vie di San Pietroburgo. Gli attori secondari si dimostrano tutti all’altezza del ruolo, come il villain principale Sean Bean, ancora lontano dai ruoli di Boromir nella serie de Il Signore degli anelli e di Eddard Stark in Game of Thrones, ma soprattutto Judi Dench, che con il suo sguardo magnetico e la sua interpretazione di un M mai così diffidente nei confronti di Bond illumina la scena a ogni sua apparizione, aumentando notevolmente la resa e la tensione della pellicola.
A completare il quadro di una pellicola estremamente positiva sono un ottimo tema principale, omonimo del film, composto dagli U2 e interpretato da Tina Turner, insieme all’utilizzo di avveniristici velivoli bellici come l’elicottero Tiger e la nave La Fayette, che contribuiscono a innalzare il livello di realismo.
GoldenEye riesce nell’impresa, da molti ritenuta impossibile, di aggiornare la serie senza stravolgerla, con una pellicola che si può certamente annoverare fra le più riuscite di tutta la saga. Purtroppo, questo successo non sarà replicato nei successivi film interpretati da Brosnan, molto più piatti e fondamentalmente dimenticabili, che porteranno all’avvicendamento nei panni di James Bond a favore dell’attuale Agente 007 Daniel Craig.

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Curiosità

Primo film della saga a essere pubblicato in DVD.

Judi Dench è la prima donna a interpretare il ruolo di M; la straordinaria attrice britannica riprenderà poi la parte anche nei sei successivi film della serie.

Ultimo film della saga realizzato con lo storico produttore Albert Broccoli ancora in vita.

Prima sceneggiatura della serie completamente originale e non basata su nessun’opera di Ian Fleming. Il celebre romanziere viene omaggiato dal titolo GoldenEye, ovvero il nome della sua residenza in Giamaica, dove era solito scrivere i romanzi dell’Agente 007.

Eva Herzigova rifiutò la parte di Natalya Simonova.

Jeffrey Caine e Bruce Feirstein scrissero la sceneggiatura pensando a Timothy Dalton nella parte di James Bond; l’attore di origine gallese in un primo momento sembrava destinato a riprendere il ruolo dell’Agente 007.

La pausa di sei anni fra il precedente Licence to Kill e GoldenEye è al momento il lasso di tempo più lungo fra due capitoli consecutivi della serie.

L’unico (per ora) film della saga in cui cambiano contemporaneamente gli interpreti di James Bond, M e Miss Moneypenny.

2 pensieri su “GoldenEye (1995)

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