Per amor vostro (2015)

Per amor vostro

Titolo originalePer amor vostro
Paese di Produzione: Italia, Francia
Anno di uscita: 2015
Durata: 110′
Regia: Giuseppe M. Gaudino
Sceneggiatura: Giuseppe M. Gaudino, Isabella Sandri, Lina Sarti
Musiche: Epsilon Indi
Interpreti: Valeria Golino, Adriano Giannini, Massimiliano Gallo, Elisabetta Mirra, Edoardo Crò, Daria D’Isanto, Salvatore Cantalupo, Rosaria Di Ciocco

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Per amor vostro 3“Amore è una parola che non sento quasi più.”

Per amor vostro è il quarto e ultimo film italiano presentato in concorso a Venezia72, che vede il ritorno alla regia di una pellicola di finzione da parte di Giuseppe Gaudino dopo 18 anni dal precedente Giro di lune tra terra e mare e la presenza nel cast di importanti attori nostrani come Valeria Golino, Adriano Giannini e Massimiliano Gallo. Diciamo fin da subito che, pur con una lodevole intenzione di sperimentare e portare qualcosa di nuovo al cinema italiano, il film delude le aspettative, vittima di una regia fatta di estremi e di una storia che alla lunga si avvolge su sé stessa e su pochi concetti degni di nota.

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Valeria Golino porta su schermo il ritratto di Anna Ruotolo, una madre napoletana di tre figli (di cui uno sordo) che dopo anni di precariato riesce a trovare lavoro come scrittrice ed espositrice dei suggerimenti agli attori di una fiction televisiva. Anna subisce passivamente i soprusi e le angherie del marito Gigi (Massimiliano Gallo), un violento malavitoso coinvolto in un giro di usura; la sua vita triste e malinconica viene resa con un pallido bianco e nero, che si alterna con il mondo colorato dei suoi sogni e dei ricordi di infanzia. A risvegliare la protagonista dal suo torpore e dalla sua remissività arriva l’interessamento nei suoi riguardi da parte di Michele (Adriano Giannini), il protagonista della fiction in cui sta lavorando, che con i suoi comportamenti affettuosi e romantici innesca in Anna la voglia di reagire e di riappropriarsi della sua vita.

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Una cosa funziona più di tutte le altre nel film, ed è la spettacolare performance di Valeria Golino, sempre a suo agio sia nelle sequenze familiari che in quelle più oniriche, che oscura le prove dei suoi partner e porta a casa una Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile tutto sommato meritata, andando però a mascherare i difetti e i limiti di un film che, al di là delle buone intenzioni, si rivela debole e confuso fra i troppi elementi inseriti in esso e non sufficientemente approfonditi. Per amor vostro si barcamena insistentemente fra la critica a una società vittima di disoccupazione, precariato e malavita, una storia d’amore volutamente stereotipata sullo stile di quelle delle fiction televisive in cui è ambientata una parte del racconto e il duro dramma familiare fatto di urla, litigi e violenza, opposto ai lunghi silenzi di un’altra pellicola vista in questi giorni come Early Winter, premiata proprio ieri con il Venice Days Award all’interno della rassegna autonoma delle Giornate degli autori.

Fino a quando il film rimane all’interno dei confini della realtà si mantiene difficoltosamente a galla, mentre naufraga clamorosamente sulle scene oniriche, spesso gioia per i cinefili di tutto il mondo. Le sequenze ambientate all’interno della mente di Anna si rivelano confusionarie, fatte di effetti speciali grossolani ed eccessivamente insistenti sull’oscuro passato della protagonista, che nell’economia della storia si rivela poco importante se non del tutto ininfluente, e male amalgamate con le altre scene. A conti fatti, anche la scelta dell’alternanza fra fotografia a colori e in bianco e nero a seconda del contesto si dimostra irrilevante. La componente religiosa della personalità di Anna, costantemente accennata ma mai sviscerata a fondo nel corso della pellicola, raggiunge l’apice in un finale malriuscito e inconcludente, probabilmente il peggior difetto del film insieme alla colonna sonora, fatta di musiche che ricordano quelle delle sceneggiate napoletane, decisamente fuori contesto in quest’occasione.

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I buoni spunti critici verso la società napoletana e italiana, una Valeria Golino in grande spolvero e i plot twist finali non bastano a risollevare un film che avrebbe probabilmente giovato di una maggiore coerenza e incisività, ma che invece non si eleva dalla mediocrità di gran parte del cinema italiano odierno, anche se va apprezzato il coraggio di Giuseppe Gaudino nell’osare di fare qualcosa di insolito all’interno di un panorama troppo piatto e uniformato.

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