Army of Darkness – L’armata delle tenebre (1992)

L'armata delle tenebre - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Army of Darkness
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1992
Durata: 84′
Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura: Sam Raimi, Ivan Raimi
Musiche: Joseph LoDuca, Danny Elfman
Interpreti: Bruce Campbell, Embeth Davidtz, Marcus Gilbert, Ian Abercrombie, Bridget Fonda, Ted Raimi, Marcus Gilbert, Richard Grove, Timothy Patrick Quill, Michael Earl Reid, Patricia Tallman
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L'armata delle tenebre - Nuovo Cinema Lebowski 4
«Signora, temo di doverle chiedere di uscire da questo negozio.»
«Chi diavolo sei tu?»
«Mi chiamo Ash. Reparto ferramenta.»
«Ti succhierò l’anima!»
«Vieni a prenderla.»

Se dopo i primi due capitoli della saga de La casa pensavate di aver visto tutte le deliranti peripezie possibili all’interno della horror comedy, preparate a ricredervi, perchè L’armata delle tenebre porta a compimento la transizione verso la commedia demenziale di una serie che invece aveva esordito come un classico horror, trascinando il suo protagonista in un Medioevo popolato da re, cavalieri, scheletri, fanciulle, maghi e mostri che interagiranno con uno dei più sgangherati eroi mai visti al cinema. Anche in quest’avventura, il protagonista non può che essere lo straordinario Bruce Campbell, che con il suo carisma  e il suo istrionismo entra definitivamente nell’immaginario collettivo del cinema popolare grazie anche alla guida dell’amico e mentore Sam Raimi, che sembra avere in mano il joystick con il quale comandare il personaggio con cui può dare sfogo a tutte le sue fantasie più sfrenate. Fin dalla sua uscita, Army of Darkness, nonostante gli incassi non esaltanti, si è posto come un punto di riferimento assoluto del genere della commedia horror, procurandosi milioni di fan fra i cinefili di tutto il mondo, che hanno cominciato a invocare a gran voce una prosecuzione delle avventure di Ash: tanta attesa sarà finalmente ripagata il 31 Ottobre 2015, data in cui farà il suo esordio la serie televisiva Ash vs. Evil Dead, che si riallaccerà proprio a questo film e conterà sull’apporto delle sue colonne Sam Raimi e Bruce Campbell e anche su quello di Lucy Lawless, che i più ricorderanno come interprete di Xena – Principessa guerriera.

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“Allora, idioti primitivi, sturatevi le orecchie. Vedete questo? Questo è il mio Bastone di Tuono! È un Remington a doppia canna, calibro 12, il migliore del mio supermercato, lo si trova nel reparto caccia e attrezzi sportivi. Questo adorabile ma terribile aggeggio lo fanno nel Michigan, costa 100 dollari e 95 scontato, ha il calcio in noce, le canne di acciaio blu cobalto e un grilletto sensibilissimo, proprio così. Magazzini S-mart, i migliori d’America!”

A seguito degli avvenimenti de La casa 2, Ash (Bruce Campbell) si ritrova nel Tredicesimo secolo in mezzo a una faida fra Enrico il Rosso (Richard Grove) e Lord Arthur (Marcus Gilbert), con i cavalieri di quest’ultimo che lo fanno prigioniero credendolo un vassallo del loro nemico. Proprio sul punto di essere giustiziato, Ash riesce a impadronirsi del suo fucile e della sua motosega, che gli erano stati precedentemente confiscati, sconfiggendo un temibile mostro e guadagnandosi così il rispetto dei primitivi. Il mago alleato di Lord Arthur (Ian Abercrombie) rivela ad Ash che l’unico modo per tornare nel suo tempo è quello di ritrovare proprio il Necronomicon, manoscritto causa di tutte le sue sventure. Per il protagonista ha così inizio una spassosa avventura fra scheletri viventi, cimiteri, formule magiche e addirittura cloni demoniaci di sé stesso.

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«Voi signore non siete un mio vassallo, chi siete?»
«E tu chi sei?»
«Sono Enrico il Rosso, Duca di Shale, Signore delle Northlands e capo del loro popolo.»
«Bravo! Salve, signore dalle strane mutande, in questo momento sei il capo di due sole cose: del cazzo e della merda, e anche di quelli per poco.»

Le vicende di Ash sconfinano nel fantasy e soprattutto nella demenzialità più assoluta, che Sam Raimi utilizza per scuotere fino alle fondamenta il genere piegandolo alla propria volontà. Ancora più che nei capitoli precedenti, grande merito della riuscita del film va al protagonista Bruce Campbell, pietra angolare della narrazione e delle innumerevoli gag presenti nella pellicola, che vertono principalmente sulla sua eccelsa mimica facciale, che l’attore sfoggia in una serie di scene che lo vedono anche con il volto distorto o a combattere contro una versione malvagia di sé stesso. Ciò che rimane nella mente e nel cuore dello spettatore è però la sfacciataggine di Ash, che viene esaltata da alcune battute create su misura per il suo personaggio e ancora oggi citate dai fan. A differenza di quanto avviene spesso nel fantasy, lo spettatore tende a empatizzare e perfino a identificarsi con un commesso di grandi magazzini trasportato nel passato che gioca a fare il duro, grazie anche alla sua iconica motosega e al suo fucile, ma che finisce sempre per combinare disastri, un po’ come il Jack Burton di Grosso guaio a Chinatown qualche anno prima. Con un tale asso nella manica, in grado di reggere completamente il peso del film sulle proprie spalle, Sam Raimi può abbandonare lo splatter puro e, anche grazie a un budget finalmente imponente, concentrarsi sull’aspetto tecnico, che non delude le attese: ottima la ricostruzione scenica del Medioevo, credibili ancora oggi le animazioni in stop motion degli scheletri e stupefacente la battaglia finale contro l’armata delle tenebre del titolo, fonte di ispirazione per diversi film successivi. Tutto ciò senza abbandonare il gusto estetico del regista e i suoi tipici virtuosismi, riconoscibili in particolare nella parte ambientata nel mulino a vento, dove Ash diventa nuovamente un cartone animato vivente vittima delle più disparate minacce ai suoi danni. Il risultato finale è un prodotto genuino e grondante di amore per il cinema che, nonostante l’ardita commistione di generi e una storia molto semplice, riesce a fare ridere di gusto senza avere mai passaggi a vuoto per tutta la sua durata.

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“Dammi un po’ di zucchero, baby.”

Le parole non rendono la magnificenza di questo film, ancora oggi unico nel suo genere, che riesce a fondere con tale sicurezza fantasy, horror e commedia con una tecnica da cinema di alto livello e un’anima da B-movie. Vi invito quindi a vederlo per la prima volta o a rinfrescarvi la memoria nell’attesa della già citata serie Ash vs. Evil Dead, che ci svelerà gli avvenimenti successivi al memorabile finale di questa pellicola, che diventa l’apice della sfrontatezza del personaggio di Ash e probabilmente il punto più alto della carriera di Bruce Campbell. Proprio il finale, probabilmente fra i maggiori punti di forza della pellicola, in origine doveva essere differente, meno comico ma più inquietante e probabilmente ancora più azzeccato. I più curiosi possono vedere la conclusione originariamente girata da Sam Raimi qui sotto.

Armata delle tenebre- Nuovo Cinema Lebowski - Youtube

Curiosità

La formula “Klattu, Barada, Nikto”, che Ash deve dire prima di toccare il Necronomicon, è la stessa che permette di fermare il temibile Gort in Ultimatum alla terra.

Ne L’alba dei morti dementi, il protagonista Shaun, che lavora in un grande magazzino, dice che il suo collega Ash quel giorno non è presente lavoro, chiaro omaggio al protagonista de L’armata delle tenebre e degli altri film della saga.

Il budget di questo terzo capitolo della serie fu di circa 11 milioni di dollari, mentre la somma di quelli dei primi due episodi non arrivò a 4 milioni.

Il filmbrutto di Bruno Mattei La tomba contiene alcune sequenze saccheggiate da L’armata delle tenebre.

L’ultima battuta del film in italiano è stata tradotta con “Dammi un po’ di zucchero, baby”, mentre in lingua originale è “Hail to the king, baby”.

La battaglia del Fosso di Helm ne Il Signore degli Anelli – Le due torri è molto somigliante a quella della parte finale de L’armata delle tenebre.

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