The Empire Strikes Back – L’Impero colpisce ancora (1980)

L'Impero colpisce ancora - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: The Empire Strikes Back
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1980
Durata: 124′
Regia: Irvin Kershner
Sceneggiatura: Leigh Brackett, Lawrence Kasdan
Musiche: John Williams
Interpreti: Mark Hamill, Harrison Ford, Alec Guinness, Carrie Fisher, Peter Cushing, David Prowse, Peter Mayhew, Anthony Daniels, Kenny Baker, Denis Lawson, Billy Dee Williams, Jeremy Bulloch, Frank Oz
Star Wars: Episode V - The Empire Strikes Back (1980) on IMDbL'Impero colpisce ancora - Nuovo Cinema Lebowski 3
«Oh, no! Ora non la tireremo più fuori!»
«Così sicuro sei tu. Sempre per te non può essere fatto. Tu non senti ciò che dico.»
«Maestro, spostare delle pietre è una cosa: questo è del tutto diverso.»
«No! Non diverso! Solo diverso in tua mente. Devi disimparare ciò che hai imparato.»
«D’accordo, ci proverò.»
«No! Provare no. Fare! O non fare. Non c’è provare!»
«Non ci riesco, è troppo grossa!»
«La grandezza non conta. Guarda me, giudichi forse me dalla grandezza? Non dovresti farlo infatti, perché mio alleato è la Forza, ed un potente alleato essa è. La vita essa crea ed accresce, la sua energia ci circonda e ci lega; illuminati noi siamo, non questa materia grezza! Tu devi sentire la Forza intorno a te, qui, tra te, me, l’albero, la pietra, dovunque. Sì, anche tra la terra e la nave.»
«Tu vuoi l’impossibile… Non posso crederci!»
«Ecco perché hai fallito.»

Dopo la magia del primo Guerre Stellari, a George Lucas riesce un secondo miracolo, che consegna alla storia del cinema uno dei migliori seguiti mai realizzati. Il regista e sceneggiatore del primo episodio della saga, ufficialmente soltanto produttore esecutivo, ma in realtà sempre più creatore di un vero e proprio universo, realizza un capolavoro che non si limita a riproporre pedissequamente gli elementi positivi del primo capitolo, ma ne amplia la mitologia con nuovi memorabili personaggi (su tutti lo straordinario Yoda), approfondendo al tempo stesso la personalità e la storia protagonisti già noti. La regia viene affidata all’ex professore di cinema di George Lucas, Irvin Kershner, che in un primo momento rifiuta l’incarico perchè ritiene impossibile fare meglio di quanto già fatto col capostipite della serie. Questo è probabilmente l’unico errore di valutazione fatto da Kershner in questo film, che è invece dai più ritenuto il migliore episodio di tutta l’epopea. I tre personaggi principali di Star Wars, interpretati da Mark Hamill, Harrison Ford e Carrie Fisher, vengono tutti confermati, con il supporto di Sir Alec Guinness, che riprende  il ruolo di Obi-Wan Kenobi in alcune brevi apparizioni. A dare nuova linfa alla trama arrivano i personaggi di Yoda, nuovo mentore di Luke che rivelerà la sua tempra al di là della sua buffa apparenza di pupazzo, quello del cacciatore di taglie Boba Fett, l’amico di vecchia data di Han Solo Lando Calrissian (Billy Dee Williams) e il Signore dei Sith, ovvero l’Imperatore Palpatine, che impareremo a conoscere come guida di Darth Vader e personificazione del male puro.

Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

L'impero colpisce ancora - Nuovo Cinema Lebowski 7
«Ti piaccio perché sono una canaglia. Non ci sono canaglie nella tua vita.»
«A me piacciono gli uomini per bene.»
«Io sono per bene.»
«No, non lo sei.»

Dopo gli eventi di Star Wars, Darth Vader è letteralmente ossessionato da Luke Skywalker (Mark Hamill) che sta cercando in tutti gli angoli dello spazio con appositi droidi-sonda. Luke, Leia (Carrie Fisher) e Han (Harrison Ford) si sono rifugiati insieme all’Alleanza Ribelle sul pianeta ghiacciato di Hoth, che nasconde molte insidie, fra cui i Wampa, animali delle nevi che per poco non uccidono Luke. L’Impero nel frattempo riesce a scovare l’Alleanza Ribelle, scatenando una vera e propria battaglia in cielo e in terra. I ribelli riescono a imbrigliare l’attacco dell’Impero distruggendo diversi dei suoi AT-AT, ma si rende necessaria una fuga per sfuggire al pericolo. Luke, seguendo il consiglio di Obi-Wan Kenobi (Alec Guinness), si reca sul pianeta Dagobah per essere istruito dall’anziano maestro Jedi Yoda, mentre il resto del gruppo si reca nella Città delle Nuvole, che è guidata da un vecchio amico di Han, Lando Calrissian (Billy Dee Williams). Nascondersi dall’Impero, fortificato dalla guida dell’Imperatore Palpatine e dall’aiuto del cacciatore di taglie Boba Fett, è pero impossibile, infatti ben presto la situazione si complica…

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«Ti amo.»
«Lo so.»

L’impero colpisce ancora elimina i risvolti più fiabeschi e fanciulleschi del primo capitolo, amplificando lo spessore dei personaggi e delle loro storie e trasportando lo spettatore all’interno di una trama molto più cupa e drammatica, supportata da un budget più ampio rispetto al precedessore, che permette a regia e reparti tecnici di sbizzarrirsi con scenografie ed effetti speciali. Quella che in Star Wars era la folle avventura di un improvvisato gruppo di ribelli contro un malvagio e inquietante tiranno, diventa qualcosa di molto più ampio e profondo. Dopo l’interlocutoria, ma visivamente spettacolare, battaglia di Hoth, ci addentriamo in una storia di uomini alle prese con i risvolti più oscuri della propria personalità che si trovano davanti a fondamentali scelte etiche e morali. Vengono compiute due scelte rischiose ma determinanti per le sorti del film: la prima è quella di separare Luke dal resto della compagnia, permettendogli di dedicarsi al suo percorso di ricerca interiore, lasciando ai soci il lato più avventuroso, mentre l’altra è quella di aggiungere tre personaggi “doppi” di altri, che ampliano il background narrativo. Come nel classico meccanismo delle bambole cinesi scopriamo così Yoda, maestro del precedente mentore di Luke Obi-Wan Kenobi, l’Imperatore Palpatine, signore del Lato Oscuro della Forza e guida di colui che avevamo imparato a considerare il nemico per antonomasia, ovvero Darth Vader, e Lando Calrissian, che fin dalle prime battute si oppone alla spavalderia e alla canaglieria di Han Solo, finendo per mettere a repentaglio la vita dei ribelli con la sua scelta di vendere all’Impero informazioni sulla loro posizione. Questi tre personaggi fanno emergere aspetti fino a quel momento solo accennati, come la fragilità di Luke, che si trova al cospetto della saggezza e della straordinaria caratura morale di un maestro Jedi come Yoda, il quale illumina la scena con alcune battute da antologia sulla Forza e sull’abnegazione, fra le migliori di tutta la serie, all’interno del duro addestramento che compie nei riguardi del suo nuovo allievo, la storia d’amore fra Han e Leia, che sboccia definitivamente con una delle più celebri dichiarazione d’amore viste al cinema, proprio un attimo prima che il personaggio interpretato da Harrison Ford venga ibernato, e soprattutto il conflitto interiore di Darth Vader, di cui scopriamo un lato umano e delle sfaccettature psicologiche celate dietro alla sua impenetrabile maschera, che deflagrano con uno dei colpi di scena più celebri e sconvolgenti mai visti, ovvero quello che rivela che l’inquietante mostro con la voce robotica è il padre di Luke, protagonista ed emblema della purezza d’animo all’interno del film.

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«Se tu solo conoscessi il potere del lato oscuro. Obi-Wan non ti ha mai detto cosa accadde a tuo padre?»
«Mi ha detto abbastanza: che sei stato tu ad ucciderlo!»
«No, io sono tuo padre.»
«No, non è vero! Non è possibile!»
«Cerca dentro di te, tu sai che è vero.»
«Noooo! Noo!.»
«Luke, tu puoi distruggere l’Imperatore. Lui lo ha previsto. Questo è il tuo destino. Unisciti a me e insieme potremo governare la galassia, come padre e figlio. Vieni con me. È l’unica strada.»

Dopo questa sconcertante rivelazione, nulla all’interno della serie sarà più lo stesso. La storia, pur non risparmiando gag e battute divertenti, prende una piega più intima e matura, che culminerà con l’emotivamente devastante parte finale de Il ritorno dello Jedi. Luke ora si ritrova a dover fronteggiare un nemico con cui ha un incancellabile legame di sangue, mentre Darth Vader, che ora possiamo legittimamente chiamare anche Anakin Skywalker, deve fare i conti con la vecchia parte di sé, che ormai credeva di avere cancellato e superato.
«Luke.»
«Padre.»
«Figlio, vieni con me.»
Questo lo scambio telepatico che avviene fra Luke e Anakin Skywalker, ormai indissolubilmente legati l’uno all’altro. Tre battute dette con piccole ma fondamentali variazioni della voce, un mondo intero dietro. Ancora oggi, ad anni di distanza e dopo svariate visioni, una delle scene che mi stringe più il cuore e che preclude a un finale particolarmente drammatico, che, a differenza del lieto fine di Star Wars, lascia in sospeso gran parte della trama principale: Han Solo ibernato nella grafite e prigioniero di Boba Fett, che lo consegnerà poi a Jabba The Hutt, ancora creditore verso il simpatico contrabbandiere, Lando e Chewbacca sulle tracce dell’amico per cercare di salvarlo, Luke che si vede impiantata una mano robotica al posto della sua, persa durante lo scontro col padre, e preda di un enorme conflitto interiore a causa della notizia appena appresa, l’Impero sempre più potente, con Darth Vader che fa pressione sul figlio per cercare di portarlo con sé. Una matassa ingarbugliata da sbrogliare, ma anche una poetica immagine finale con Luke abbracciato a Leila e in compagnia dei due droidi C-3PO ed R2-D2, che chiude con un messaggio di speranza verso Il ritorno dello Jedi, che arriverà tre anni più tardi. George Lucas mette così la classica ciliegina sulla straordinaria torta che è questo film, chiudendo nel migliore dei modi una pellicola rivoluzionaria e inaugurando l’era dei secondi capitoli di una trilogia che lasciano tutto in sospeso, tecnica che sarà ampiamente sfruttata (e a volte abusata) da Hollywood negli anni seguenti.
L’impero colpisce ancora è un film che rasenta la perfezione, con un equilibrio fra avventura, introspezione e divertimento estremamente difficile da replicare, che getta le basi per il capitolo conclusivo della vecchia trilogia e pone i presupposti anche per quella prequel, interamente incentrata sul cammino di Anakin verso il Lato Oscuro, e che dovrebbe perciò essere vista rigorosamente dopo questo meraviglioso Episodio V, che ancora oggi rappresenta la pietra di paragone per ogni capitolo passato o futuro della saga di Star Wars.

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«Principessa, troveremo Han. È una promessa.»
«Ciube, aspetteremo tue notizie. State attenti voi due. Che la Forza sia con voi.»

Curiosità

Il nome dell’imperatore Palpatine è ispirato a quello del Senatore Palantine di Taxi Driver.

In Clerks di Kevin Smith, i protagonisti discutono sulla saga di Star Wars partendo dal quesito su quale sia il miglior episodio fra L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi.

In diverse scene in cui è inquadrata in primo piano insieme ad Harrison Ford, Carrie Fisher recitò in piedi su una scatola perchè molto più bassa del suo collega.

La battuta “Lo so” con la quale Han Solo risponde al “Ti amo” di Leia fu un’improvvisazione di Harrison Ford, il quale ai tempi delle riprese non era ancora certo di fare parte del cast del terzo capitolo Il ritorno dello Jedi.

In Ted, il protagonista utilizza come suoneria per le chiamate della fidanzata la Marcia Imperiale, introdotta nella saga in questo film.

Boba Fett dice solo quattro battute in tutta la pellicola e viene chiamato dagli altri personaggi semplicemente “cacciatore di taglie”.

La frase ricorrente “I have a bad feeling about this” questa volta viene detta da Leia.

La scena in cui Darth Vader rivela a Luke di essere suo padre viene citata e parodiata in diverse opere, fra cui Toy Story 2 e il videogame della LucasArts Monkey Island 2. La storia e i personaggi del film vengono inoltre citati più volte nelle serie televisive Chuck, Scrubs, Lost, How I Met Your Mother e The Big Bang Theory.

Nella versione originale del film, l’Imperatore Palpatine venne interpretato da una donna, Elaine Baker, a cui vennero sovrapposti gli occhi di una scimmia per rendere il personaggio più inquietante, e doppiato da Clive Revill. George Lucas modificò il film nel 2004, facendo interpretare Palpatine da Ian McDiarmid (come per gli altri film della saga) e facendo ridoppiare per l’occasione alcuni dialoghi da lui e James Earl Jones.

L’impero colpisce ancora è (per ora) l’unico film della serie in cui non compare il pianeta Tatooine.

La produzione del film condivideva alcuni set con quelli di Shining. Quando un incendio distrusse un set utilizzato da Stanley Kubrick per la sua pellicola, egli chiese ulteriore spazio, causando disagi e rallentamenti alla realizzazione de L’impero colpisce ancora.

Billy Dee Williams, interprete di Lando Calrissian, era stato provinato tre anni prima per il ruolo di Han Solo.

Per mantenere il segreto sul colpo di scena che rivela che Darth Vader è il padre di Luke, solo George Lucas, James Earl Jones, Mark Hamill e altre due persone erano a conoscenza della battuta “No, I am your father”; al resto della troupe e del cast venne distribuito un copione con la battuta “Obi-Wan killed your father” al posto di quella vera.

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