Turbo Kid (2015)

Turbo Kid - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Turbo Kid
Paese di Produzione: Canada, Nuova Zelanda
Anno di uscita: 2015
Durata: 93′
Regia: François Simard, Anouk Whissell, Yoann-Karl Whissell
Sceneggiatura: François Simard, Anouk Whissell, Yoann-Karl Whissell
Musiche: Jean-Philippe Bernier, Jean-Nicolas Leupi
Interpreti: Munro Chambers, Laurence Leboeuf, Edwin Wright, Michael Ironside, Aaron Jeffery, Romano Orzari, Orphée Ladouceur, Steeve Léonard
Turbo Kid (2015) on IMDb

Turbo Kid - Nuovo Cinema Lebowski 2«Sai, pensavo che avresti voluto uscire con me. Sai, se vuoi che me ne vada…»
«Aspetta. Okay. Puoi rimanere. Ma solo per un po’.»

All’apice di un revival degli anni ’80 che sta coinvolgendo sia le grandi produzioni di Hollywood, con sequel e reboot di saghe storiche come quelle di Star Wars, Mad Max e Terminator, sia quelle indipendenti, con operazioni dal forte sapore nostalgico come quella di Kung Fury, arriva un’insolita collaborazione fra Canada e Nuova Zelanda, frutto del lavoro in regia e sceneggiatura di tre persone il cui amore per le storie e lo spirito di quegli anni è evidente in ogni frame della pellicola: François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell.
Turbo Kid è stato presentato al Sundance Film Festival, la più grande vetrina mondiale per le produzioni indipendenti, e da allora sta continuando a fare strage di cuori di giovani adulti, che in questo film ritrovano le atmosfere, gli oggetti e i personaggi con i quali sono cresciuti, che vengono presi, frullati e restituiti allo spettatore in una storia originale, che riesce ad avere un forte sapore nostalgico senza cadere nella banalità e un’importante componente splatter senza sconfinare nel demenziale o nel grottesco.

Turbo Kid - Nuovo Cinema Lebowski 5 «Il mio ultimo migliore amico era un cacciatore d’acqua. Così mi sono accodata a lui, poi lui è morto e… eccoci qua.»
«Mi spiace.»
«Perchè? Che hai fatto?»
«Intendo per il tuo amico.»
«Oh no, non devi. È morto.»

In un 1997 alternativo, il mondo è stato devastato dalle piogge acide, che hanno costretto i pochi superstiti a lottare strenuamente fra loro per le poche risorse disponibili, in un paesaggio spettrale, governato dal malvagio Zeus (Michael Ironside). Quest’ultimo è responsabile di svariate morti, fra cui quelle dei genitori di The Kid (Munro Chambers), il ragazzo protagonista del film, che vaga a bordo di una BMX scambiando gli oggetti che recupera con acqua e con albi del fumetto Turbo Rider, sognando di vendicarsi un giorno per i torti subiti. A dargli la spinta decisiva e la fiducia in sé stesso necessaria è l’arrivo della bella Apple (Laurence Leboeuf), una bella ragazza dallo sguardo stralunato e dagli atteggiamenti bizzarri che nasconde un segreto e con l’aiuto della quale il protagonista andrà alla caccia del perfido Zeus e del suo tirapiedi Skeletron (Edwin Wright).

Turbo Kid - Nuovo Cinema Lebowski 4

“Mad Max on a BMX”, dice una delle tag-line utilizzate per il film, ed è difficile trovare un’altra definizione così calzante per quest’opera. Dalla seminale saga che sdoganò definitivamente il genere post atomico Turbo Kid prende infatti l’ambientazione tipica da inverno nucleare e il gusto per una forte caratterizzazione dei personaggi principali, che vengono tutti presentati con un vestiario particolarmente bizzarro e ricco di colori sgargianti, mentre dagli anni ’80, a cui questa pellicola fa una manifesta e sincera dichiarazione d’amore, trae lo spirito e i ricordi ormai dimenticati di una generazione, come appunto la mitica BMX, modello di bicicletta molto popolare fra i giovani di quegli anni, presentata con le caratteristiche strisce di carta sui raggi delle ruote per ampliarne il rumore. Non si pensi però di avere a che fare con una banale rievocazione nostalgica: parallelamente alle svariate citazioni della cultura popolare dell’epoca si snoda una trama non particolarmente originale ma comunque emozionante, che vede due personaggi emarginati trovarsi e farsi forza l’un l’altro per affrontare le avversità e ribellarsi allo status quo, dando vita a una delle più bizzarre storie romantiche mai viste su schermo, che esalta le doti espressive della protagonista Apple (il cui nome, vista la natura del suo personaggio, non è certamente casuale) e gli spiritati occhioni azzurri della sua interprete Laurence Leboeuf, sicuramente fra gli aspetti che rimangono più impressi in tutta la pellicola, insieme alla performance del villain Michael Ironside e alla maschera del suo braccio destro Skeletron. Da segnalare inoltre una forte componente splatter: non mancano schizzi di sangue, arti staccati, teste mozzate e viscere fuoriuscite dai corpi, che in certi frangenti avvicinano Turbo Kid alle produzioni della Troma, pur senza raggiungerne mai i vertici demenziali e politicamente scorretti.Turbo Kid - Nuovo Cinema Lebowski 3

Turbo Kid è un cinema leggero ma intelligente, semplice ma non superficiale, lineare ma non banale, che riesce ad arrivare al cuore dello spettatore giocando con i generi senza rimanerne schiavo: si parte da un dramma di ambientazione post atomica per poi toccare l’avventura adolescenziale stile I Goonies e raggiungere i Grindhouse movies tanto cari a Quentin Tarantino, disseminando per tutto il film citazioni alla cultura pop e nerd che faranno la gioia di tanti spettatori. Il film potrebbe invece essere indigesto per le generazioni più giovani, che rischiano di non cogliere molti dei riferimenti proposti, e in generale per tutti coloro i quali sono abituati a un cinema più canonico e convenzionale. Il consiglio che mi sento di dare a tutti è comunque quello di recuperare il film per farsi una propria idea e per constatare che cosa può offrire il cinema indipendente. Purtroppo al momento appare estremamente difficile una distribuzione in Italia, quindi è necessario ricorrere a mezzi di fortuna per poter visionare questo piccolo gioiellino, che farà compiere a tanti di voi un tuffo nel vostro passato più gioioso a bordo di una scassata BMX.

Curiosità

Quando presenta il bastone con sopra uno gnomo che userà come arma, Apple dice “This is my gnomestick” usando un tono di voce simile e una movenza analoga a quella di Ash ne L’armata delle tenebre, che invece dice “This is my boomstick”.

L’energia residua di Apple viene espressa in cuoricini, come in svariati videogiochi, fra cui Legend of Zelda.

Jean-Philippe Bernier è accreditato sia come autore della colonna sonora che come direttore della fotografia, una combinazione abbastanza insolita.

Il look di Apple è ispirato a quello delle protagoniste della serie animata Jem & The Holograms.

Il nome e il look di Skeletron si ispirano a quelli dell’antagonista di Skeletor, il principale antagonista di He-Man.

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