Die Another Day – La morte può attendere (2002)

La morte può attendere - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Die Another Day
Paese di Produzione: Regno Unito, USA
Anno di uscita: 2002
Durata: 133′
Regia: Lee Tamahori
Sceneggiatura: Neal Purvis, Robert Wade
Musiche: David Arnold
Interpreti: Pierce Brosnan, Halle Berry, Rosamund Pike, Judi Dench, Toby Stephens, Michael Madsen, Rick Yune, Samantha Bond, John Cleese, Emilio Echevarria, Madonna, Will Yun Lee, Colin Salmon, Kenneth Tsang
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La morte può attendere - Nuovo Cinema Lebowski 5
“Sappi che so tutto su di te, 007: a cena sesso e morte a colazione, ma non attacca con me.”

Giunta ormai al ventesimo episodio e al quarantesimo anniversario del primo capitolo Dr. No, la saga di James Bond, nonostante un clamoroso successo di pubblico, arriva con questo La morte può attendere a uno dei punti più critici della sua storia, persa fra il desiderio di omaggiare il glorioso passato e la voglia di seguire l’onda degli adrenalinici action movie odierni pieni di effetti speciali ma privi di introspezione. Questa mancanza di una direzione da seguire chiara, precisa e soprattutto coerente con il personaggio di James Bond porta il film a sconfinare più volte nel grossolano e nell’autoparodia, rendendo necessario un totale restyling della saga, che arriverà 4 anni più tardi con  l’Agente 007 più serio, cinico e brutale interpretato da Daniel Craig in Casino Royale.
Pierce Brosnan si congeda così dalla serie con questa sua quarta apparizione nei panni dell’Agente 007, coadiuvato dalle due splendide Bond girl Halle Berry e Rosamund Pike, dal poco convincente villain Toby Stephens e dalle conferme di Judi Dench, Samantha Bond e John Cleese, che interpreta il personaggio di Q dopo la tragica scomparsa del suo storico interprete Desmond Llewelyn. Da segnalare inoltre la regia di Lee Tamahori (già dietro la macchina da presa per Once Were Warriors e Nella morsa del ragno), una piccola parte per l’attore feticcio di Quentin Tarantino Michael Madsen e l’imbarazzante cameo di Madonna, che è anche l’autrice e l’interprete della canzone che dà il titolo al film, senza ombra di dubbio una delle peggiori title track di tutta la saga.

La morte può attendere - Nuovo Cinema Lebowski 4
«Che bel panorama!»
«Ha ragione. È un peccato che non sia apprezzato da tutti.»
«Un mojito? Lo assaggi.»
«Giacinta Johnson. Gli amici mi chiamano Jinx.»
«Gli amici mi chiamano James Bond.»

Durante una missione in Corea del Nord, dove avrebbe dovuto contrastare il traffico di diamanti, James Bond (Pierce Brosnan) viene fatto prigioniero e costretto a subire per più di un anno terribili sofferenze fisiche e psicologiche. A seguito di un’azione diplomatica viene liberato, ma la gioia dell’Agente 007 dura ben poco. I vertici dell’MI6 decidono infatti di sospendere James Bond dal servizio, in quanto ritengono che durante il periodo di prigionia l’Agente 007 abbia ceduto alle pressioni e alle torture rivelando informazioni riservate sull’organizzazione. Bond viene inoltre considerato ancora una minaccia, ed è perciò costretto a salire su una nave che lo trasporterà in una località segreta, dove verrà tenuto sotto stretta sorveglianza. L’Agente 007 è però convinto della propria innocenza e fermamente intenzionato a scoprire il traditore: decide così di fuggire e cominciare un lungo viaggio in giro per il mondo alla caccia del colpevole, durante il quale incontrerà anche l’agente dell’NSA Giacinta “Jinx” Johnson (Halle Berry) e la collega Miranda Frost (Rosamund Pike), spedita sotto copertura per indagare sulle azioni del milionario Gustav Graves (Toby Stephens). Fra intrighi, doppi giochi e trasformazioni facciali, James Bond scoprirà una realtà ben più complessa di quanto credeva.

La morte può attendere - Nuovo Cinema Lebowski 2
“Vedo che per lei la morte può attendere.”

Nonostante un grande cast e un ampio budget, La morte può attendere delude decisamente le attese su tutti i fronti, non riuscendo mai a trovare una propria dimensione e rivelandosi il peggiore episodio della saga dai tempi di Moonraker. Le uniche scene che funzionano sono i frequenti omaggi ai capitoli storici della saga, inevitabili per l’anniversario dei 40 anni dal suo esordio, ma quando il film avrebbe bisogno di un cambio di passo e di un pizzico di originalità naufraga miseramente, vittima di una palese mancanza di idee, mascherata con una CGI mai così invadente e posticcia e un’azione eccessivamente forzata e sopra le righe, mostrata con un montaggio frenetico da videoclip, che porta a identificare James Bond più come l’eroe di un videogame action moderno che come il fascinoso e carismatico agente segreto che aveva ammaliato il mondo. L’ottimo spunto iniziale di un Agente 007 vittima di torture e soprusi per un lungo periodo, che avrebbe potuto portare a un interessante svolta nel suo personaggio o quantomeno a una particolare introspezione sulle conseguenze di tali eventi alla sua psiche, viene gettato platealmente al vento con un’inaccettabile scena di taglio di barba, che libera James Bond dal pelo superfluo accumulato durante la prigionia e idealmente anche da tutte le difficoltà affrontate in tale periodo. Non bastano a salvare la pellicola le splendide location (soprattutto quelle islandesi), il solito Pierce Brosnan a suo agio nel ruolo del protagonista e due ottime Bond girl come Halle Berry e Rosamund Pike, sfruttate non per la loro bravura ma in sequenze concepite per mostrare la loro abbagliante bellezza o per banali e ripetitivi giochi di parole sui nomi dei rispettivi personaggi (‘Jinx’ e ‘Frost’ significano ‘portare sfortuna’ e ‘ghiaccio’). Tutto il resto puzza di già visto anche in tempi recenti, come la svolta di una Bond girl doppiogiochista, già vista nel precedente Il mondo non bastao sconfina direttamente nel ridicolo, come l’assurda parte di Madonna, inserita visibilmente a forza nella trama solo per fare comparire un’interprete della title track di tale portata, e alcune iperboliche azioni dei protagonisti, fra cui meritano una citazione l’accensione di un elicottero in caduta, la comparsa di un’automobile invisibile o la scena di surf durante una tempesta.
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Con Die another day, la saga di James Bond tocca il classico fondo che la costringerà a a risalire e a rivoluzionarsi con l’arrivo di Daniel Craig nel successivo Casino Royale, fra i migliori episodi di sempre, che segnerà una svolta epocale nel personaggio di James Bond. Il film è perciò consigliato solo ai completisti della serie, per toccare con mano il cambiamento apportato alla serie negli ultimi anni e per vedere l’ultima prova nei panni dell’Agente 007 di un buon Pierce Brosnan, che avrebbe meritato dei film migliori in cui mostrare le proprie qualità.

Curiosità

La scena in cui Halle Berry esce dall’acqua in bikini è un palese omaggio all’analoga sequenza di Dr. No con protagonista Ursula Andress.

Alla prima del film, che ricorreva nel quarantesimo anniversario del primo capitolo della serie, parteciparono anche George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton e ovviamente il protagonista Pierce Brosnan, ovvero tutti gli interpreti di James Bond fino a quel momento tranne Sean Connery.

I personaggi utilizzano lo zaino a reattore come in Thunderball.

Halle Berry vinse il premio Oscar per la sua performance in Monster’s Ball durante le riprese di Die Another Day, diventando così la prima attrice vincitrice del prestigioso premio a interpretare una Bond girl.

Con più di 430 milioni di dollari di incassi, Die Another Day fu l’incasso più grande della saga fino al rilascio di Casino Royale.

Per la sua piccola parte in questo film, Madonna vinse il Razzie Award alla peggior attrice non protagonista.

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