The Martian – Sopravvissuto (2015)

The Martian - Sopravvissuto - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: The Martian
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 2015
Durata: 141′
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Drew Goddard
Musiche: Harry Gregson-Williams
Interpreti: Matt Damon, Jessica Chastain, Jeff Daniels, Sean Bean, Kristen Wiig, Kate Mara, Michael Peña, Sebastian Stan, Donald Glover, Chiwetel Ejiofor, Naomi Scott, Aksel Hennie, Mackenzie Davis
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The Martian - Sopravvissuto - Nuovo Cinema Lebowski 2“Sono il miglior botanico su questo pianeta.”

Ridley Scott si dedica nuovamente alla fantascienza, da lui già ampiamente affrontata sia agli albori della sua carriera in capolavori come Alien e Blade Runner, sia più recentemente nel discutibile Prometheus, sfornando The Martian, paradossalmente un film completamente diverso da tutti gli altri del regista britannico, che convince sotto tutti i punti di vista. La pellicola è basata sul romanzo L’uomo di Marte di Andy Weir, che è stato adattato per il grande schermo da Drew Goddard, salito agli onori della cronaca per avere cosceneggiato e diretto il sorprendente Quella casa nel bosco, con la supervisione di impiegati della NASA, in modo da fornire a The Martian la massima accuratezza scientifica possibile. L’imponente cast è un’azzeccata miscela di grandi nomi del cinema come Jessica Chastain, Sean BeanKristen WiigChiwetel EjioforMichael Peña, emergenti interpreti provenienti dal mondo delle serie televisive come Kate Mara (House of Cards, American Horror Story), Donald Glover (Community) e Mackenzie Davis (Halt and Catch Fire) e di una star di prim’ordine come Matt Damon, che centra una delle interpretazioni migliori della sua carriera reggendo un’ampia porzione del film da solo, nei panni di un personaggio costretto a cercare di rimanere in vita in condizioni di isolamento su Marte.

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Il film si apre in medias res, mostrandoci l’equipaggio della missione spaziale Ares 3 costretto ad abbandonare precipitosamente il suolo di Marte in seguito a una tempesta di sabbia. Durante la fuga, Mark Witney (Matt Damon), il botanico del gruppo, viene colpito da un detrito, considerato morto e abbandonato sul Pianeta Rosso dal resto dell’equipaggio, guidato dal capitano Melissa Lewis (Jessica Chastain). Lo sfortunato astronauta è però solamente ferito, e comincia così una lunga e solitaria Odissea che lo costringe a utilizzare tutte le sue conoscenze e il suo ingegno per trovare un modo per tenersi in vita nell’attesa di un salvataggio, come improvvisare una coltura di patate concimate con le proprie feci. Nel frattempo, sulla Terra, il direttore della Nasa Teddy Sanders (Jeff Daniels) e il coordinatore della missione Ares 3 Mitch Henderson (Sean Bean) sono costretti a prendere decisioni estremamente difficili sulle modalità di recupero di Mark Witney e sulla comunicazione dell’accaduto al resto dell’equipaggio, che avranno profonde ripercussioni sulla vita di tutte le persone coinvolte.

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In un periodo di blockbuster fantascientifici fracassoni e poco rigorosi, Ridley Scott si riconcilia con le origini del genere mettendo al centro di tutto proprio la scienza, intesa nel senso più ampio del termine, che abbraccia sia la continua sete di conoscenza e di nuovi mondi da esplorare da parte del genere umano, sia l’abilità nel mettere in pratica le nozioni già acquisite. Il risultato finale è un prodotto genuino, coinvolgente e, nonostante qualche piccola e inevitabile forzatura, sempre credibile per tutta la durata, di poco inferiore alle 2 ore e mezza. La storia viene portata avanti parallelamente su tre fronti: sulla Terra, dove assistiamo a una serie di consultazioni e duri scontri a proposito delle scelte da fare per cercare di riportare a casa il protagonista, a bordo dell’astronave Hermes, dove ci vengono mostrati i rimorsi e i conflitti interiori dei membri dell’equipaggio comandato dall’incantevole Jessica Chastain, talmente brava da annichilire i colleghi in scena insieme a lei con un solo sguardo, e soprattutto sul pianeta Marte, dove assistiamo alle imprese del novello MacGyver Mark Witney, che, applicando le sue conoscenze in ambito scientifico, riesce a procurarsi il sostentamento necessario a rimanere in vita con un’estemporanea coltura di patate e a comunicare la sua situazione tramite la riattivazione della sonda Pathfinder, rimasta sul Pianeta Rosso dopo l’omonima missione del 1996. I tre ambienti comunicano e si intersecano fra loro in un susseguirsi di svolte ampiamente prevedibili, ma non per questo meno coinvolgenti.

Nonostante diverse scene dal grande impatto emotivo, in particolare quelle che mostrano la solitudine e le grandissime difficoltà che Mark Witney deve superare, rese alla perfezione da un Matt Damon in grande spolvero, che può legittimamente puntare a una nomination all’Oscar come migliore attore protagonista, non si ha mai una sensazione di eccessiva seriosità, perchè la difficile situazione del protagonista viene continuamente sdrammatizzata da lui stesso, con continue battute sulla sua condizione di unico uomo su Marte e con frequenti gag con i suoi colleghi dell’equipaggio e con gli uomini della Nasa che si occupano del suo recupero, con i quali riesce ad avere delle comunicazioni nel corso del film. Come già accaduto per Guardiani della galassia, risulta inoltre vincente la scelta di accompagnare lo svolgimento del racconto con citazioni di pezzi di storia di cultura popolare come Happy Days e Il signore degli anelli e con brani di Disco music come Hot Stuff di Donna SummerI Will Survive di Gloria Gaynor, che vengono utilizzati con i modi e i tempi giusti, in modo tale da alleggerire gli eventi narrati senza ridicolizzarli. Meritano inoltre una citazione particolare l’utilizzo dell’epica Starman, eseguita dalla splendida voce di una colonna del rock come David Bowie, perfetto accompagnamento per la paradossale situazione del protagonista, e la scelta di non dipingere per una volta gli Stati Uniti come dominatori assoluti della corsa allo spazio, mostrando la necessità del supporto e della tecnologia di un’altra potenza mondiale come la Cina nel tentativo di salvare il protagonista.The Martian - Sopravvissuto - Nuovo Cinema Lebowski 5

Ridley Scott si dimostra nuovamente a suo agio con la fantascienza senza rimanerne ingabbiato, grazie anche al fondamentale supporto dello sceneggiatore Drew Goddard, che dopo il già citato Quella casa nel bosco dimostra la sua abilità nell’attraversare i generi e giocare con essi. L’avventura di questo novello Robinson Crusoe dello spazio affascina e avvince senza inventare nulla di nuovo, seguendo la scia di film come Gravity e Interstellar e dimostrando come sia ancora possibile fare fantascienza di qualità accontentando sia il pubblico che la critica. Salutiamo quindi il ritorno al grande cinema da parte di Ridley Scott, sperando di vedere al più presto altre sue pellicole di questa qualità.

Curiosità

In una scena si vede il protagonista intento a guardare una puntata di Happy Days per passare il tempo.

Matt Damon e Jessica Chastain avevano già lavorato insieme in un altro film ambientato nello spazio uscito l’anno precedente: Interstellar. Come ulteriore coincidenza, anche nel film diretto da Christopher Nolan il personaggio di Matt Damon rimane da solo su un pianeta per un lungo periodo.

Le scene ambientate su Marte sono state girate nella Wadi Rum, una valle in Giordania con ampie porzioni di terreno rosso.

Alcuni personaggi in una scena discutono sulle modalità con cui riportare sulla Terra il protagonista, dando alla riunione il nome in codice di Missione Elrond, citando così la riunione che alcuni personaggi fanno ne Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello. In entrambe le riunioni è presente un personaggio interpretato da Sean Bean, che nel film tratto dalle opere di J. R. R. Tolkien interpreta Boromir.

Il romanzo da cui è tratto il film fu pubblicato dall’autore Andy Weir prima gratuitamente sul suo blog, poi come ebook su Amazon a 0,99 dollari. I diritti furono poi acquistati dalla Crown Publishing, che ripubblicò poi il libro in forma cartacea nel 2014.