Casino Royale (2006)

Casino Royale - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Casino Royale
Paese di Produzione: Regno Unito, USA, Germania, Italia, Repubblica Ceca
Anno di uscita: 2006
Durata: 144′
Regia: Martin Campbell
Sceneggiatura: Paul Haggis, Neal Purvis, Robert Wade
Musiche: David Arnold
Interpreti: Daniel Craig, Eva Green, Mads Mikkelsen, Judi Dench, Giancarlo Giannini, Caterina Murino, Ivana Miličević, Jeffrey Wright, Simon Abkarian, Claudio Santamaria, Clemens Shick, Ludger Pistor, Sebastien Foucan, Isaach De Bankolé, Jesper Christensen
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«Sai James, voglio dirti che anche se ti fossero rimasti il sorriso e un dito mignolo saresti più uomo di tutti gli uomini che ho incontrato.»
«Lo dici perchè sai cosa posso fare con il dito mignolo.»

Dopo gli ultimi incerti capitoli con Pierce Brosnan, che avevano fatto emergere grosse perplessità sulla qualità e sul futuro imminente delle avventure di James Bond, la produzione opta per la scelta estremamente audace di rivoluzionare la saga scuotendola dalle fondamenta, mantenendo solamente il piccolo ma fondamentale apporto di Judi Dench nei panni di M. A guidare la truppa viene richiamato Martin Campbell, già regista dell’ottimo GoldenEye, mentre per la parte del protagonista viene selezionato il britannico Daniel Craig, reduce dai successi di The Pusher e Munich, scelta che fa scaturire grossi dubbi e vigorose proteste da parte di una fetta dei fan di vecchia data, che arrivano addirittura ad aprire il sito danielcraigisnotbond.com per sottolineare la loro diffidenza verso un attore così diverso per fisionomia da quelli che l’hanno preceduto nel ruolo dell’Agente 007.
Nonostante questi dubbi, il risultato finale è eccezionale: Daniel Craig è sublime nel portare su schermo un James Bond oscuro, pieno di tormenti interiori e lontano dall’aura di uomo perfetto e immune da errori che gli ultimi capitoli gli avevano conferito. Quest’ultimo aspetto è reso possibile dall’azzeccata scelta di compiere un vero e proprio reboot della serie, ambientando la pellicola poco dopo all’evento (raccontato in un flashback) grazie al quale a James Bond viene conferito il celebre doppio 0 con conseguente licenza di uccidere. Il rinnovamento pressoché totale giova al film, che viene immediatamente premiato da un eccezionale riscontro in termini di pubblico e proiettato nella ristretta cerchia dei migliori episodi della saga, grazie anche al fondamentale apporto di Mads Mikkelsen, che interpreta uno dei migliori antagonisti dell’Agente 007 da anni a questa parte, e della meravigliosa Eva Green, che è persino limitante definire Bond Girl. Fra gli altri protagonisti secondari, sono da segnalare Giancarlo Giannini, Caterina MurinoClaudio Santamaria, che apportano al film un’importante componente di italianità, enfatizzata anche dalla parte finale, ambientata nella splendida cornice di Venezia.

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“Arroganza e consapevolezza raramente vanno a braccetto.”

Il film riprende fedelmente la trama di Casino Royale, il primo romanzo di Ian Fleming sulle avventure dell’Agente 007, che vede James Bond (Daniel Craig) guadagnarsi sul campo la licenza di uccidere durante una missione a Praga. Durante la successiva missione in Madagascar, Bond viene ripreso dalle telecamere durante l’assassinio di un pericoloso criminale che stava per compiere un attentato, costringendo così l’MI6 e il suo direttore M (Judi Dench) a sospenderlo momentaneamente dall’incarico. Indagando per proprio conto, James Bond scopre che il mandante dell’attentato è il banchiere Le Chiffre (Mads Mikkelsen), che ha visto sventato proprio dall’Agente 007 il suo piano di arricchirsi ulteriormente con la vendita allo scoperto di azioni la cui quotazione avrebbe dovuto calare in seguito all’attentato di cui sopra e ad altri sordidi piani. Per cercare di rientrare dai debiti accumulati con i propri creditori, Le Chiffre organizza una partita a poker dal buy-in elevatissimo presso il Casino Royale del Montenegro, a cui viene invitato anche James Bond, che ha così l’occasione di dimostrare le sue abilità al tavolo verde con il finanziamento del tesoro britannico, rappresentato dall’avvenente Vesper Lynd (Eva Green). L’agente 007 ha così la doppia occasione di riparare ai propri torti e stroncare sul nascere ogni altra eventuale azione futura di Le Chiffre, che però dimostrerà di essere un avversario ben più pericoloso di quanto James Bond crede.

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«Avrò problemi con lei, Mr. Bond?»
«No, lei non è il mio tipo.»
«Brillante?»
«Single.»

Tutti gli aspetti che non funzionavano nei precedenti capitoli vengono sradicati in Casino Royale: James Bond non viene più raffigurato come il clichè di un super eroe infallibile e invincibile, ma come un essere umano che compie errori di valutazione (almeno tre nel corso del film, di cui uno al tavolo da gioco), che subisce percosse e torture e che per la seconda volta dopo On Her Majesty’s Secret Service (ambientato comunque successivamente a Casino Royale nella continuity della serie) si innamora perdutamente di una donna per cui è disposto a sacrificare tutto e grazie alla quale mostra tutta la sua umanità. Il film ne guadagna in realismo, riportando vicino al suo pubblico un eroe preoccupantemente avvicinatosi nel tempo a una macchietta. L’azione e le avventure nelle location di mezzo mondo non mancano, ma, a differenza di molti dei capitoli recenti, non sono mai fini a sé stesse, hanno sempre una precisa funzione narrativa e sono sapientemente mescolate alla tensione narrativa, come nella memorabile partita a poker centrale, che ha portato a un incremento della popolarità in tutto il mondo del Texas hold ‘em, e alla profondità delle relazioni interpersonali, che coinvolgono prevalentemente il protagonista e la sublime Eva Green, che asfalta per sensualità e carisma le altre interpreti femminili Caterina MurinoIvana Miličević (quest’ultima successivamente protagonista della sottovalutata serie televisiva Banshee). Il villain interpretato dal grandissimo Mads Mikkelsen (il cui sguardo freddo e cinico viene reso ancora più memorabile dalla caratteristica del suo personaggio di perdere sangue da un occhio), nobilita la parte centrale del film, che verte principalmente sul lungo duello psicologico e fisico fra Le Chiffre e James Bond, sotto gli occhi attenti della diffidente Vesper Lynd, del sornione René Mathis (interpretato da Giancarlo Giannini) e di un redivivo Felix Leiter, che ritorna ad aiutare un Agente 007 in difficoltà dopo l’ultima comparsata in Vendetta privata, impersonato questa volta da Jeffrey Wright.

La menzione principale la merita lo straordinario lavoro di un monumentale Daniel Craig, che riesce a rendere alla perfezione le mille sfaccettature di un James Bond mai così complesso e vicino al personaggio creato dalla penna del suo creatore Ian Fleming: un duro capace di sconfiggere chiunque in un corpo a corpo (favorito dalla notevole massa muscolare acquisita dal protagonista solo per questo film), una glaciale macchina disposta a tutto pur di portare a termine la propria missione, un abile e arguto giocatore d’azzardo, un affascinante e ironico sex symbol, ma anche un uomo con tutti i suoi difetti e le sue fragilità, che emergono soprattutto nell’ultima memorabile parte ambientata a Venezia, che in un crescendo di tensione ed emozioni porta a un finale non del tutto inaspettato ma ugualmente riuscito, pienamente in linea con i canoni della serie, che conclude nel migliore dei modi un capitolo di fondamentale importanza e porta alla saga una ventata d’aria fresca su cui costruire il proprio futuro, dimostrandosi inoltre film ideale con cui avvicinarsi alle avventure di James Bond per i neofiti e pietra miliare per i fan di vecchia data.

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«Lei crede in Dio, signor Le Chiffre?»
«No, io credo in un ragionevole tasso di profitto.»

Quindi Daniel Craig unico vero James Bond? Probabilmente no, ma di certo l’attore britannico si è dimostrato il migliore interprete possibile per un Agente 007 moderno, al passo coi tempi e più credibile, che dopo i successivi capitoli Quantum of Solace e Skyfall rivedremo forse per l’ultima volta in Spectre, nuovo capitolo della serie in arrivo a Novembre sugli schermi di tutto il mondo.

Curiosità

Con 144 minuti di durata, Casino Royale è a oggi il secondo film più lungo della saga ufficiale, superato solo da Spectre.

Daniel Craig è il primo attore a interpretare James Bond più giovane della serie stessa.

Primo film della serie a essere basato su un romanzo di Ian Fleming dai tempi di Moonraker.

Fra le altre, furono considerate per la parte di Vesper Lynd Scarlett JohanssonAngelina Jolie, Charlize Theron e Naomi Watts.

La title track You Know My Name di Chris Cornell è la prima con un titolo diverso da quello del film dai tempi di All Time High, tema di Octopussy.

Primo film della serie in cui non compare il personaggio di Miss Moneypenny.

La pellicola incassò nel mondo circa 600 milioni di dollari, superando Die Another Day in vetta alla classifica dei film della serie con il più alto incasso; fu poi superata a sua volta da Skyfall 6 anni più tardi.

Un pensiero su “Casino Royale (2006)

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