Return of the Jedi – Il ritorno dello Jedi (1983)

Il ritorno dello Jedi - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Return of the Jedi
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1983
Durata: 134′
Regia: Richard Marquand
Sceneggiatura: George Lucas, Lawrence Kasdan
Musiche: John Williams
Interpreti: Mark Hamill, Harrison Ford, Alec Guinness, Carrie Fisher, Peter Cushing, David Prowse, Peter Mayhew, Anthony Daniels, Kenny Baker, Denis Lawson, Billy Dee Williams, Jeremy Bulloch, Frank Oz, Sebastian Shaw, Ian McDiarmid
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Il ritorno dello Jedi - Nuovo Cinema Lebowski 2 «I tuoi pensieri ti tradiscono, padre. Avverto il bene che è in te, il conflitto che è in te.»
«Non c’è nessun conflitto.»

Tre anni dopo il memorabile L’Impero colpisce ancora, George Lucas completa la sua trilogia originale, affidando la regia al semisconosciuto Richard Marquand e occupandosi in prima persona della sceneggiatura (insieme al fido collaboratore Lawrence Kasdan) e della direzione degli effetti speciali, che verranno premiati dall’Oscar della categoria nel 1984. Il cast del secondo capitolo della saga viene confermato in blocco, compreso Harrison Ford, la cui presenza è stata in dubbio fino all’ultimo momento, in quanto l’interprete di Han Solo, a differenza del resto dei protagonisti principali, originariamente aveva firmato un contratto solo per due film. Piccole ma fondamentali aggiunte quelle di Sebastian Shaw, che in un paio di scene presta il suo volto all’uomo conosciuto come Darth Vader, e di Ian McDiarmid, che interpreta il temibile Imperatore, ruolo che poi riprenderà anche nella trilogia prequel. Nonostante sia spesso considerato come l’anello debole della trilogia originale, Il ritorno dello Jedi è apprezzato ancora oggi dai fan della serie come esempio di blockbuster fantascientifico realizzato in maniera pregevole sia dal punto di vista tecnico che da quello narrativo, grazie ad alcune sequenze dal sorprendente impatto visivo e dall’intensa carica emotiva, in particolare nella toccante parte finale.
Il nuovo capitolo della serie Star Wars: Il risveglio della Forza, in uscita in Italia il 16 Dicembre, sarà collegato a Il ritorno dello Jedi e ambientato circa 30 anni dopo gli eventi in esso narrati.

Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

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“Ricorda, il vigore di uno Jedi proviene dalla Forza, ma stai attento: collera, paura, aggressività, il lato oscuro essi sono. Quando il sentiero oscuro tu intraprendi, per sempre esso dominerà il tuo destino! Luke… Luke, tu non sottovalutare i poteri dell’Imperatore, o il fato di tuo padre tu soffrirai. Luke, quando più non sarò, l’ultimo degli Jedi sarai tu. Luke, la Forza scorre potente nella tua famiglia. Trasmetti ciò che imparato hai. Luke, c’è un altro Skywalker…”

A seguito degli eventi de L’impero colpisce ancora, Han Solo (Harrison Ford) si trova ibernato in una lastra di carbonite e prigioniero del perfido Jabba The Hutt su Tatooine. In suo soccorso arrivano Luke Skywalker (Mark Hamill) e Leia (Carrie Fisher), ma liberare il simpatico contrabbandiere si rivelerà più difficile del previsto. Nel frattempo, l’Imperatore e Darth Vader stanno coordinando le fasi finali dei lavori per la costruzione di una seconda Morte Nera, ancora più potente della prima, e stanno tramando per fare passare Luke al Lato Oscuro della Forza, come fece suo padre Anakin anni prima. Lo scontro tra le forze dell’Impero e i Ribelli, aiutati dagli Ewoks, curiosi animaletti che vivono su Endor, sarà particolarmente duro e cambierà per sempre il destino dei protagonisti.

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“It’s a trap!”

Il primo ciclo delle avventure di Luke, Leia e Han e dei loro amici si conclude con quest’ottimo film, criticato eccessivamente all’epoca dell’uscita per la prevedibilità di alcune parti, soprattutto quella iniziale ambientata nel covo di Jabba The Hutt, e per la riproposizione di una Morte Nera da distruggere nel destino dei protagonisti. Personalmente, ho sempre trovato queste critiche abbastanza superficiali e pretestuose: se è vero che si ha fin da subito la percezione che i protagonisti sgomineranno Jabba The Hutt e i suoi scagnozzi, lo è anche il fatto che ciò avviene dopo delle ottime sequenze che sfociano quasi nel gangster movie incentrate sul perfido mostro, delle immagini entrate nell’immaginario dei fan della saga (come la principessa Leia vestita da schiava) e delle adrenaliniche scene d’azione nei pressi del temibile Sarlacc; il nuovo sfruttamento di una Morte Nera ha invece gli obiettivi di creare un covo affascinante e al tempo stesso inquietante per Darth Vader e l’Imperatore, dentro al quale sarà poi ambientato l’epico confronto finale fra i tre, e soprattutto quello di rendere rovinosa la caduta conclusiva dell’Impero e al tempo stesso spettacolare il prevedibile trionfo delle forze del Bene. Le scelte che invece mi lasciano tuttora perplesso sono l’esiguo spazio concesso a due personaggi di grande carisma come Obi-Wan Kenobi e soprattutto Yoda, vera rivelazione del precedente episodio, e l’eccessivo minutaggio regalato agli Ewoks, che all’inizio possono anche risultare divertenti, ma con lo scorrere dei minuti toccano livelli di antipatia che saranno superati solo da Jar Jar Binks anni più tardi ne La minaccia fantasma, conferendo inoltre al film un tono infantile che spesso stona con il profondo dilemma interiore e morale che sta affrontando Luke durante il colloquio con il padre e con l’Imperatore. Pare che il senso di quest’ultima decisione presa da George Lucas fosse quello di creare un parallelo fra ciò che fanno questi orsetti contro un esercito molto più forte di loro e quanto compiuto nella realtà dai vietnamiti contro le armate degli Stati Uniti nel loro storico conflitto bellico, avvenimento che ha sempre appassionato il creatore della saga di Star Wars, al punto da coinvolgerlo inizialmente al progetto di Apocalypse Now, poi abbandonato proprio in favore delle avventure della famiglia Skywalker.

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«Luke, aiutami. Toglimi la maschera.»
«Ma morirai!»
«Niente può impedirlo ormai. Per una sola volta, lascia che ti guardi con i miei veri occhi.»
«No, ti porto con me! Non ti lascerò qui, devo salvarti!»
«Lo hai già fatto, Luke. Avevi ragione. Avevi ragione nei miei riguardi. Di’ a tua sorella che avevi ragione.»

Visivamente, Il ritorno dello Jedi dopo più di 30 anni è ancora uno spettacolo per gli occhi. L’ampio budget di circa 32 milioni, circa la somma di quello per i primi due episodi, viene sfruttato al massimo da George Lucas con inseguimenti mozzafiato, scontri a fuoco, mostri e astronavi realizzate sempre meglio. Il film conta inoltre sul definitivo sbocciare dell’amore fra Han e Leia, che dà luogo a divertenti siparietti romantici fra i due, e su un’ulteriore rivelazione a proposito della famiglia Skywalker, ovvero il fatto che anche la principessa è figlia del fu Anakin nonché sorella di Luke, svolta narrativa per la verità abbastanza intuibile dal colloquio telepatico fra i due fratelli nel finale dell’episodio precedente e che causò alcune critiche alla produzione per il bacio fra i due sempre ne L’impero colpisce ancora, che alla luce dei fatti fu classificato come incestuoso.

Il punto forte del film, che lo ha reso indimenticabile nei cuori dei fan nonostante qualche piccolo difetto, è certamente la parte finale, con il confronto fra l’Imperatore, Luke e Darth Vader, fra i momenti migliori di tutta la saga. Il giovane Skywalker si presenta al cospetto del padre e del suo maestro abbandonando la sua consueta tenuta bianca, che rappresentava il candore e la purezza della sua anima, in favore di una tenuta completamente scura, che fa pensare a un suo imminente passaggio al Lato Oscuro della Forza. Yoda e Obi-Wan, gli antichi maestri di Luke, sono ormai morti e diventati fantasmi della Forza, l’amico Han e la ritrovata sorella Leia stanno combattendo la battaglia di Endor, attirati in trappola dallo stesso Imperatore, che ora invita il giovane Skywalker a seguire il padre e abbracciare il Lato Oscuro. La miccia che fa scoccare la reazione di Luke è la minaccia da parte di Darth Vader di portare al Lato Oscuro la sorella Leia nel caso lui non si converta: in preda alla collera, il figlio ingaggia un emozionante duello col padre, restituendogli la cortesia della mano mozzata che lui aveva subito nell’episodio precedente. L’Imperatore invita Luke a dare il colpo di grazia al padre e prendere il suo posto come apprendista, ma il giovane Skywalker rinsavisce sgombrando il campo da qualsiasi dubbio su una sua eventuale conversione al Lato Oscuro: No, mai. Non passerò mai al Lato Oscuro. Avete fallito, altezza. Sono uno Jedi, come mio padre prima di me.
La tensione sale alle stelle e l’Imperatore cerca di uccidere Luke con dei piccoli fulmini scagliati dalle sue mani, finché arriva il ritorno dello Jedi auspicato dal titolo: Anakin Skywalker si frappone fra il figlio e l’Imperatore, scagliando quest’ultimo nel lungo tunnel del reattore della Morte Nera e uccidendolo, proprio mentre la stazione sta per soccombere agli attacchi dei ribelli. Questo gesto di umanità e amore per il figlio costa caro all’ormai ex Darth Vader, che si ritrova morente fra le braccia di Luke, al quale chiede di togliergli la maschera per poterlo guardare un’ultima volta senza interferenze meccaniche, mostrando per la prima volta il suo volto distrutto dagli eventi che saranno successivamente raccontati ne La vendetta dei Sith. Una scena assolutamente straziante, che ad anni e svariate visioni di distanza continua ancora a commuovere e stringere il cuore di tutti i fan della serie.

Il film e la trilogia classica si concludono con un lieto fine che mostra la Morte Nera distrutta, per la felicità dei Ribelli e degli abitanti della galassia, e le spoglie di Darth Vader cremate da Luke, che successivamente si ricongiunge a Leia e Han, osservando compiaciuto il Fantasma della Forza di Anakin che ora si trova nuovamente a fianco di Yoda e Obi-Wan. Un perdono forse affrettato (l’ex Darth Vader si è comunque macchiato di svariati crimini negli anni precedenti), che regala comunque una conclusione soddisfacente ed emotivamente appagante per una saga che continua ad appassionare milioni di persone in tutto il mondo e che prossimamente farà luce sugli eventi successivi a questa scena.

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“Luke, scoprirai che molte delle verità che affermiamo dipendono spesso dal nostro punto di vista. Anakin era un buon amico. Quando io lo conobbi, tuo padre era già un grande pilota. Rimasi stupito di quanto intensamente la Forza fosse con lui, così mi assunsi il compito di farlo diventare uno Jedi. Credevo di poterlo istruire come avrebbe fatto Yoda. Avevo torto.”

Curiosità

David Lynch, David Cronenberg Steven Spielberg rifiutarono la regia del film.

La parte di Alec Guinness fu filmata in un solo giorno di riprese.

Nel finale del videogame della LucasArts Monkey Island 2, il morente LeChuck chiede al protagonista Guybrush Threepwood di togliergli la maschera, citando così l’analoga sequenza fra Darth Vader e Luke ne Il ritorno dello Jedi.

La parola Ewok non viene mai pronunciata nel corso del film.

La celebre battuta dell’Ammiraglio Ackbar It’s a trap! è stata aggiunta in post produzione al posto della frase originale It’s a trick!, che non aveva convinto il pubblico delle prime proiezioni private.

In Ted 2, l’orsetto protagonista del film viene scambiato per un Ewok.

Nel film Clerks, diretto dal grande fan della saga di Star Wars Kevin Smith, i due protagonisti discutono su quale sia il miglior film della saga fra L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, soffermandosi particolarmente sulla distruzione della seconda Morte Nera, che secondo Randal avrebbe provocato la morte di tante persone innocenti. Nel seguito Clerks 2, lo stesso Randal si lancia in un memorabile confronto fra la saga di Star Wars e quella de Il signore degli anelli, sostenendo che “c’è soltanto un Ritorno, e non è quello del Re, è quello dello Jedi”.

Gli Ewoks hanno avuto ben due spin-off, ovvero i film per la TV L’avventura degli EwoksIl ritorno degli Ewoks.

Nella tredicesima puntata della quinta stagione della serie televisiva Lost, Hurley si riferisce al film dicendo Ewoks suck, dude. Lo stesso personaggio cita nuovamente questa pellicola nella quattordicesima puntata della sesta e ultima stagione, parlando del ritorno di Anakin dal Lato Oscuro della Forza. Uno degli ideatori della serie è J.J. Abrams, regista di The Force Awakens, settimo capitolo della saga.

La battuta ricorrente della serie “I have a bad feeling about this” in quest’occasione viene pronunciata da C-3PO e Han Solo.

Il protagonista di Boyhood discute col padre a proposito de Il ritorno dello Jedi.

Il momento in cui Darth Vader uccide l’Imperatore è la prima scena in cui con Anakin Skywalker inquadrato si sente il tema musicale tipicamente associato ai Jedi, per sottolineare il suo ritorno al Lato Chiaro della Forza. Da notare che con questa azione, in una maniera particolarmente tortuosa, si avvera la profezia secondo la quale Anakin avrebbe riportato equilibrio nella Forza.

Per mantenere segretezza sul film, durante la lavorazione alla produzione venne dato il titolo fasullo Blue Harvest: Horror Beyond Imagination, in modo da nascondersi dagli occhi indiscreti di appassionati e stampa. Anni più tardi, il primo episodio della sesta stagione de I Griffin, parodia della saga di Star Wars, venne intitolato proprio Blue Harvest.

Con le recenti modifiche introdotte da George Lucas per la Special Edition della trilogia classica, nell’inquadratura finale che presenta Anakin riunito a Joda e Obi-Wan come Fantasma della Forza, Sebastian Shaw, l’interprete originale del padre di Luke, è stato sostituito da Hayden Christensen, che invece lo ha impersonato nella trilogia prequel.

4 pensieri su “Return of the Jedi – Il ritorno dello Jedi (1983)

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  4. All’ epoca su testate come l’ unità e la stampa da noi se ne parlò pure meglio che de L’ICA.
    Comunque concordo, un film che ha davvero dei bei momenti come l’ inizio, la corsa con le moto volanti (anche se non invecchiata benissimo a livello grafico), il confronto Luke-Leila e il lungo finale.
    Non sento quasi mai citare il finale di questo film che non è il solito canonico visto che l’ imperatore viene sconfitto grazie ad un atto d’ amore e di pietà di un figlio verso il padre e non si risolve tutto con uno scontato duello tra buono e cattivo.
    Anche a me quando Luke risparmia Fener e dice: “Sono uno jedi come mio padre prima di me”, questi lo salva e poi il primo toglie la mascherza al secondo sono momenti che fanno venire la pelle d’ oca.
    Interessante sugli ewoks! XD Non avevo mai fatto tanto caso che non venisse citato il nome della razza nel film. Forse perché avevo già visto prima la serie animata e mi sembra anche il secondo film. Su di loro non la sapevo questa teoria. Pensavo più si rifacesse agli indiani d’ America e ad una forza primitiva ed atavica che riesce a battere la gelida tecnologia dell’ impero. Anche gli articolisti dell’ epoca hanno sottilenato questo promuovendo questo popolo. Secondo me quello che da antipatia è il loro aspetto. Ci fossero stati esseri meno fuffosi come i wooky, che erano previsti all’ inizio da come ho letto, non sarebbero stati così criticati.

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