Festa del Cinema di Roma 2015 – Giorno 6


Sesta giornata partita col botto: ho visto Game Therapy, che si è rivelato per distacco il peggiore film della Festa, e la concorrenza era agguerrita. Ryan Travis dirige un cast composto quasi esclusivamente da giovani youtuber come Favij, Federico Clapis, Ludovico Decarli e Zoda, che si muovono all’interno di una trama che mescola maldestramente fantascienza, il mondo dei videogames e le tipiche cotte adolescenziali. Un prodotto concepito e realizzato solamente per fare cassetta e per sfruttare la fama di questi ragazzi fra i teenager, fascia di pubblico di riferimento del film. Mi auguro che questi nuovi volti, dalle indubbie doti naturali nel “bucare lo schermo”, possano avere il tempo di crescere con calma e avere una nuova occasione nel mondo del cinema che non sia una bieca operazione commerciale come questa.

Game Therapy

Successivamente ho cambiato completamente genere visionando Filmstudio Mon Amour, documentario di Toni D’Angelo sul celebre cinema Filmstudio, punto di riferimento culturale e cinematografico nella scena romana. Bel documentario in cui vengono descritte minuziosamente le difficoltà avute dai gestori nel fornire una programmazione di qualità, contro corrente e lontana dalle logiche di mercato. Impreziosiscono il racconto interviste a registi affermati come Nanni Moretti e Bernardo Bertolucci, che proprio in questo glorioso cinema hanno proiettato i loro primi lavori o visionato opere altrui introvabili in altri posti.

Dopo pranzo ho proseguito con il buon Eva no duerme di Pablo Aguero, che ripercorre circa 30 anni della storia dell’Argentina seguendo il filo del grottesco destino della salma di Evita Perón, ex First Lady morta nel 1952 a soli 33 anni, ma ancora venerata dal popolo argentino. Film cupo, dai ritmi compassati e non adatto a chiunque, che offre però un’interessante e attuale riflessione sulla politica e sul potere.

Eva no duerme

Ho proseguito la giornata con la visione del documentario di Mario Canale La passione e l’utopia, interamente dedicato al racconto della vita e della carriera dei registi Paolo e Vittorio Taviani. Interessante riflessione sulla Settima Arte di due uomini semplicemente nati per fare cinema, la cui carriera viene ripercorsa con aneddoti e curiosità partendo dagli inizi con Un uomo da bruciare e I sovversivi per poi arrivare ai giorni nostri con Cesare deve morire (Orso d’Oro a Berlino) e al tanto discusso Maraviglioso Boccaccio. I cinefili più incalliti difficilmente rimarranno delusi.

La passione e l'utopia

Ho concluso questa giornata con il red carpet e la proiezione di Dobbiamo parlare, fra le poche sorprese positive di questa Festa. Il film è diretto da Sergio Rubini, che recita anche insieme ad attori di livello assoluto come Fabrizio Bentivoglio, Isabella RagoneseMaria Pia Calzone. Pellicola non adatta a tutti i palati, che ricorda Carnage di Roman Polanski per ambientazione e svolgimento, ma che esalta le doti attoriali di quattro grandi interpreti in una storia che riesce a fare contemporaneamente ridere e riflettere. Ecco alcune foto dal red carpet.

Isabella Ragonese 3 Fabrizio Bentivoglio Fabrizio Bentivoglio 2 Isabella Ragonese 2 Sergio Rubini Isabella Ragonese

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